Economia

Dcoop, il gigante cooperativo dell’olio d'oliva guarda sempre più ai mercati

Dcoop, il gigante cooperativo dell’olio d'oliva guarda sempre più ai mercati

Le esportazioni del gruppo spagnolo hanno raggiunto nel 2025 oltre 697 milioni di euro, nonostante il forte calo dei prezzi. L’olio di oliva resta il principale motore economico, mentre gli Stati Uniti rappresentano uno dei mercati strategici grazie alla partecipazione in Pompeian, marchio leader dell’extravergine americano con una quota intorno al 20%

27 agosto 2026 | 13:30 | T N

Dcoop consolida la propria posizione tra i maggiori operatori mondiali dell’agroalimentare e, soprattutto, dell’olio di oliva attraverso una strategia nella quale l’internazionalizzazione assume un peso crescente. La cooperativa andalusa, con sede ad Antequera, ha chiuso il 2025 con 1,421 miliardi di euro di fatturato consolidato, considerando anche le società controllate, in calo rispetto ai 1,554 miliardi del 2024. La flessione, pari a circa l’8,6%, riflette soprattutto la forte correzione dei prezzi dell’olio di oliva rispetto ai livelli eccezionali raggiunti nel 2024.

La contrazione dei ricavi non ha tuttavia significato un arretramento sul fronte internazionale. Al contrario, nel 2025 Dcoop ha esportato 278,9 milioni di chilogrammi, litri e unità, il 10,11% in più rispetto ai 253,3 milioni del 2024. Il valore delle vendite oltreconfine si è però ridotto del 23,75%, passando da oltre 914 milioni a 697,5 milioni di euro, proprio a causa della diminuzione delle quotazioni dei prodotti agricoli.

Il dato evidenzia un elemento importante per leggere la strategia del gruppo: Dcoop sta aumentando la propria esposizione commerciale internazionale anche in una fase nella quale il valore unitario delle merci si è fortemente ridotto.

L’olio resta il cuore del business

Il comparto oleario continua a rappresentare il principale asset economico del gruppo. Nel 2025 la sezione olio di Dcoop ha realizzato 723,2 milioni di euro di fatturato, mentre l’insieme delle attività olivicole – olio, olive da tavola, almazaras, sansa e valorizzazione dei sottoprodotti – ha raggiunto circa 875,3 milioni di euro.

Sul fronte delle esportazioni, sommando olio sfuso e confezionato commercializzato da Dcoop e dalla controllata Mercaóleo, nel 2025 sono stati venduti all’estero circa 112 milioni di chilogrammi/litri di olio, per un valore di 491,2 milioni di euro. Il comparto oleario ha quindi generato circa il 70% del valore complessivo delle esportazioni del gruppo.

È significativo anche il cambiamento nella composizione dei flussi. Nel 2025 il vino ha superato per la prima volta l’olio in termini di volume esportato, con 120,2 milioni di litri, ma non in valore: l’olio continua infatti a essere di gran lunga il prodotto con il maggiore impatto economico sulle vendite internazionali.

Italia primo mercato dell’olio, Stati Uniti subito dietro

La geografia delle esportazioni conferma il ruolo centrale dell’Europa e, contemporaneamente, la crescente importanza del mercato statunitense.

Nel 2025 l’Italia è stata il principale mercato di destinazione dell’olio di oliva Dcoop, seguita dagli Stati Uniti. Complessivamente, i cinque principali Paesi di destinazione delle esportazioni del gruppo sono stati Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania. I prodotti delle famiglie agricole e zootecniche associate a Dcoop hanno raggiunto complessivamente 82 Paesi.

La presenza internazionale non è quindi costruita esclusivamente sull’olio sfuso destinato ai grandi operatori industriali. Dcoop ha progressivamente sviluppato anche l’attività di confezionamento, private label e commercializzazione attraverso marchi propri e partecipati, cercando di avvicinarsi al consumatore finale nei mercati più remunerativi.

È proprio in questo passaggio che assume particolare rilevanza l'operazione americana.

Pompeian, il vero gioiello americano di Dcoop

Negli Stati Uniti Dcoop è presente attraverso Pompeian, società della quale detiene attualmente il 50%. Il rapporto tra i due gruppi risale al 2015, quando Dcoop e Pompeian realizzarono uno scambio di partecipazioni che rafforzò la presenza della cooperativa spagnola sul mercato statunitense. La documentazione societaria di Dcoop classifica Pompeian Group USA LLC come società partecipata, mentre Mercaóleo e Qorteba rientrano tra le controllate del gruppo.

Pompeian non è una semplice società commerciale. È uno dei principali marchi di olio di oliva negli Stati Uniti e dispone di una propria struttura industriale e distributiva. Dcoop la definisce leader del mercato statunitense dell'olio di oliva, mentre fonti di mercato e dichiarazioni della stessa cooperativa indicano una quota di circa 20% nella categoria dell'olio extravergine di oliva.

Si tratta di una posizione di enorme rilevanza strategica. Il mercato americano è infatti uno dei più importanti sbocchi mondiali per l'olio di oliva importato e rappresenta uno dei pochi grandi mercati nei quali il consumo pro capite presenta ancora ampi margini di crescita.

La stessa Pompeian aveva comunicato nel 2021 una quota del 21,4% a valore nella categoria EVOO nel periodo di quattro settimane terminato il 6 novembre, mentre la quota complessiva sull'olio di oliva era del 19,4%.

Quasi 200 milioni di euro di vendite negli Usa

Il peso di Pompeian nella strategia internazionale di Dcoop emerge con particolare chiarezza dai dati più recenti.

Nel 2025 il gruppo spagnolo ha realizzato 198 milioni di euro di vendite negli Stati Uniti, principalmente attraverso l'olio di oliva e il rapporto con Pompeian. Il valore equivale a una quota molto significativa dell'attività internazionale della cooperativa e, secondo Dcoop, rappresenta oltre il 70% delle esportazioni agroalimentari della provincia di Malaga verso quel mercato.

Il dato assume ancora maggiore rilevanza se confrontato con le esportazioni complessive di Dcoop: i 198 milioni di euro statunitensi rappresentano circa il 28% dei 697,5 milioni di euro di vendite internazionali del 2025. È quindi possibile considerare gli Stati Uniti non soltanto come un mercato di destinazione, ma come una vera piattaforma strategica per la crescita internazionale del gruppo.

Dalla partecipazione al tentativo di acquisizione totale

La rilevanza di Pompeian spiega anche la volontà di Dcoop di aumentare il controllo sulla società americana.

Nel novembre 2025 il presidente Antonio Luque aveva confermato che la cooperativa stava negoziando l'acquisto del restante 50% di Pompeian per arrivare al controllo totale della società. L'operazione, tuttavia, è stata successivamente congelata nel 2026 a causa dell'incertezza sul commercio tra Stati Uniti e Spagna e del rischio di nuovi dazi.

La scelta è indicativa della strategicità dell'asset: acquisire il 100% di Pompeian avrebbe consentito a Dcoop di integrare ulteriormente produzione, approvvigionamento, confezionamento, distribuzione e marketing in uno dei mercati più importanti al mondo per l'olio di oliva.

Pompeian dispone inoltre di due impianti di confezionamento negli Stati Uniti, a Baltimore, nel Maryland, e nell'area di Los Angeles, in California, rafforzando la capacità del gruppo di operare direttamente sul territorio americano.

Un modello diverso dall'esportazione tradizionale

La strategia Dcoop presenta dunque una differenza sostanziale rispetto al modello tradizionale dell'industria olearia spagnola. Non si tratta soltanto di produrre olio in Spagna ed esportarlo.

Il gruppo sta costruendo una filiera internazionale nella quale la produzione agricola rimane concentrata nella base cooperativa spagnola, mentre la commercializzazione e parte della trasformazione vengono avvicinate ai mercati di consumo.

Mercaóleo rappresenta uno dei pilastri di questa strategia. La società, interamente controllata da Dcoop, è specializzata nella commercializzazione di oli prevalentemente confezionati, sia a marchio proprio sia con private label, e dispone ad Antequera di un impianto con una capacità di confezionamento superiore ai 70 milioni di litri.

Il gruppo può così operare contemporaneamente sui mercati B2B dello sfuso, sulle private label della grande distribuzione e sui marchi destinati direttamente al consumatore.

La quota americana può diventare un fattore di competizione

La posizione di Pompeian rende Dcoop un operatore particolarmente rilevante nel mercato statunitense. Secondo dati citati dall'Instituto Español de Analistas, a giugno 2025 Pompeian risultava il primo operatore nella categoria, davanti a O-Live, che disponeva di una quota del 13,4%.

La situazione assume un significato ancora maggiore alla luce delle operazioni di consolidamento del settore oleario internazionale. L'eventuale acquisizione da parte di Dcoop di altri grandi marchi presenti negli Stati Uniti potrebbe infatti modificare sensibilmente gli equilibri competitivi.

È un tema che è emerso anche nel processo di vendita di Deoleo. La presenza di Pompeian al 20% e di Bertolli, marchio Deoleo, intorno al 14% del mercato statunitense avrebbe infatti sollevato interrogativi sul fronte antitrust qualora Dcoop fosse riuscita ad acquisire Deoleo.

Più volumi, meno valore: la sfida dei prezzi

I numeri 2025 mostrano però anche il rovescio della medaglia. Dcoop ha aumentato del 10,1% i volumi esportati, ma ha perso quasi un quarto del valore delle esportazioni.

Il fenomeno riflette soprattutto la normalizzazione del mercato dell'olio di oliva dopo i prezzi eccezionalmente elevati del 2024. Il gruppo ha quindi dovuto commercializzare quantitativi maggiori a prezzi medi sensibilmente inferiori.

La strategia internazionale diventa per questo ancora più importante. In presenza di prezzi agricoli più bassi, il controllo dei segmenti a maggiore valore aggiunto – confezionamento, marchi, distribuzione e marketing – permette di trattenere una quota maggiore del valore generato lungo la filiera.

È esattamente il ruolo che Pompeian può svolgere per Dcoop negli Stati Uniti.

Dcoop, da grande produttore a gruppo globale

La parabola di Dcoop racconta così una trasformazione strutturale del modello cooperativo spagnolo. La dimensione produttiva rimane fondamentale: il gruppo dichiara una produzione media di circa 200.000 tonnellate di olio di oliva vergine, posizionandosi tra i maggiori produttori mondiali.

Ma la dimensione produttiva, da sola, non è più sufficiente. Il vero obiettivo è controllare una parte crescente del percorso che porta l'olio dal socio olivicoltore al consumatore finale.

I 697 milioni di euro di vendite estere nel 2025, i quasi 279 milioni di chili, litri e unità esportati, i 491 milioni di euro generati dall'olio, i 198 milioni di euro del mercato statunitense e soprattutto la partecipazione in un marchio come Pompeian delineano una Dcoop sempre meno assimilabile a una semplice cooperativa di produttori.

È un gruppo agroalimentare multinazionale nel quale l'olio di oliva rimane il principale asset strategico e nel quale gli Stati Uniti rappresentano il laboratorio più avanzato della strategia di integrazione internazionale: non soltanto esportare olio spagnolo, ma controllare marchi, capacità di confezionamento e accesso al consumatore nel mercato di destinazione.

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