Economia
Soia, mais e frumento: il meteo spinge i prezzi dei cereali tra Usa ed Europa
Soia in rialzo del 4,1% al CBOT dalla fine di luglio, mais europeo ancora sotto pressione per il peggioramento delle prospettive produttive e frumento condizionato dal rallentamento delle esportazioni dal Mar Nero. Il quadro delineato da Areté evidenzia mercati sempre più sensibili
28 agosto 2026 | 09:00 | C. S.
Le quotazioni del seme di soia al Chicago Board of Trade (CBOT), principale riferimento del mercato statunitense, hanno registrato un incremento del 4,1% tra la fine di luglio e il 20 agosto. Secondo gli analisti di Areté – The Agri-Food Intelligence Company, il mercato rimane diviso tra le prospettive di un’offerta statunitense più abbondante e alcuni fattori di sostegno legati alle condizioni meteorologiche e alla domanda.
L’USDA ha infatti rivisto al rialzo le stime sulla produzione americana di soia, alimentando le aspettative di una maggiore disponibilità nella prossima campagna. Parallelamente, però, il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti ha aumentato anche le previsioni sui consumi, confermando la solidità della domanda interna.
A complicare il quadro sono le condizioni meteorologiche. Attualmente il 26% delle superfici coltivate a soia negli Stati Uniti risulta interessato da condizioni di siccità. L’evoluzione del clima nelle prossime settimane sarà quindi determinante per verificare le stime sulle rese e la reale consistenza del prossimo raccolto.
Brasile sempre protagonista dell’export
Sul fronte commerciale, i primi impegni per la nuova campagna statunitense mostrano segnali più favorevoli rispetto allo scorso anno. La concorrenza del Brasile rimane tuttavia particolarmente forte.
A luglio le esportazioni brasiliane di soia si sono mantenute su livelli elevati, sostenute soprattutto dalla domanda cinese. La Cina continua infatti a privilegiare l’origine sudamericana, mantenendo molto competitiva l’offerta brasiliana sui mercati internazionali.
Anche per l’Europa il quadro produttivo potrebbe tradursi in una maggiore necessità di importazioni. La riduzione delle prospettive di raccolto potrebbe aumentare il fabbisogno europeo, ma l’ampia disponibilità di prodotto brasiliano limita per ora il rischio di tensioni sull’offerta.
Mais europeo, prezzi ancora in tensione
Il quadro è decisamente più teso per il mais. Nelle prime settimane di agosto le quotazioni europee hanno continuato a salire, proseguendo il movimento rialzista già osservato a luglio.
La prima scadenza di Euronext ha registrato un incremento del 2,8% rispetto alla media del mese precedente. Sui mercati fisici gli aumenti sono stati ancora più marcati: il mais francese FOB Bordeaux è cresciuto del 6,4%, mentre quello spagnolo con partenza silo Siviglia ha segnato un +5,2%.
Il rialzo ha portato il mais francese ai livelli più elevati da marzo 2023. Anche in Italia si sono registrati ulteriori aumenti, seppure più contenuti: +1,9% per il c.tto 103 sul listino di Bologna e +4% per il mais alimentare a Milano.
Le quotazioni italiane non hanno tuttavia raggiunto nuovamente i massimi degli ultimi anni.
Raccolto europeo, previsioni sempre più negative
Alla base della tensione sul mercato del mais c’è soprattutto il peggioramento delle prospettive per il nuovo raccolto europeo. Il caldo intenso e la siccità hanno determinato una progressiva revisione al ribasso delle stime produttive nei principali Paesi.
Anche l’USDA ha ridotto nell’ultimo rapporto WASDE la previsione per la produzione europea, portandola a 50,2 milioni di tonnellate: si tratterebbe del livello più basso dal 2007.
Particolarmente pesante è la situazione della Francia, principale produttore europeo. Secondo Agreste, il raccolto francese potrebbe diminuire del 35% rispetto al 2025, scendendo ai minimi dal 1980.
Il mercato sta quindi incorporando nei prezzi il rischio di una disponibilità europea sensibilmente inferiore alle attese iniziali, con conseguenze potenzialmente rilevanti anche sui flussi di importazione e sulla competitività dell’alimentazione animale.
Frumento, il Mar Nero modifica gli equilibri
Sul frumento tenero la dinamica è differente. Areté evidenzia come il rallentamento delle esportazioni dall’area del Mar Nero stia producendo andamenti divergenti tra i principali mercati.
Le quotazioni FOB del frumento russo e ucraino con il 12,5% di proteine si sono portate a sconto anche rispetto ai prezzi del CME, muovendosi in controtendenza rispetto alle quotazioni degli altri principali mercati internazionali.
Le tensioni sulle infrastrutture portuali hanno infatti rallentato i flussi commerciali provenienti dai principali scali ucraini e russi sul Mar Nero e sul Mar d’Azov. Gli attacchi registrati nella seconda metà di luglio avevano provocato un forte rialzo dei futures europei, proprio per l’aumento del premio per il rischio legato alle esportazioni.
Euronext ritraccia, Rouen si rafforza
In Europa, le quotazioni del mercato fisico di Rouen sono invece in fase di rafforzamento e stanno progressivamente tornando ad allinearsi ai prezzi finanziari.
Contestualmente, i futures di Euronext hanno registrato un parziale ritracciamento dopo i forti rialzi della seconda metà di luglio.
Il mercato del frumento sta dunque cercando un nuovo equilibrio tra la normalizzazione delle quotazioni finanziarie e le persistenti incertezze sui flussi dal Mar Nero.
Clima e disponibilità saranno decisivi
Soia, mais e frumento presentano dinamiche differenti, ma hanno un elemento comune: il ruolo sempre più determinante delle condizioni meteorologiche e della disponibilità fisica di prodotto.
Per la soia il mercato deve bilanciare l’attesa di un raccolto americano abbondante con una domanda sostenuta e con la concorrenza brasiliana. Per il mais europeo, invece, il deterioramento delle prospettive produttive sta già esercitando una pressione rialzista sulle quotazioni. Sul frumento, infine, l’attenzione rimane concentrata sull’evoluzione delle esportazioni dal Mar Nero.
Le prossime settimane saranno quindi cruciali per capire se le attuali tensioni si tradurranno in una nuova fase rialzista oppure se l’arrivo dei raccolti e una maggiore disponibilità fisica potranno riportare equilibrio sui mercati.
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