Economia

Il prezzo dell’olio di oliva al 25 agosto: si stabilizza il mercato in Spagna, immobile in Italia

Il prezzo dell’olio di oliva al 25 agosto: si stabilizza il mercato in Spagna, immobile in Italia

Le ultime quotazioni dell’olio extravergine di oliva in Italia si confermano sotto i 5 euro/kg mentre in Spagna si stabilizzano a 3,5 euro/kg, dopo essere scese sotto i 3,4 euro/kg al 13 agosto. Impennata del prezzo del lampante a 3,1 euro/kg in Spagna mentre in Italia è a 2,57 euro/kg

25 agosto 2026 | 15:00 | T N

La ripresa delle contrattazioni dopo la pausa estiva non segna una modifica sostanziale del trend.

In Spagna la quotazione dell'olio extravergine di oliva si stabilizza a 3,5 euro/kg, dopo essere scesa sotto i 3,4 euro/kg al 13 agosto. Si tratta di un livello di prezzo su cui si ondeggia ormai da settimane, segno evidente che il mercato si è stabilizzato.

Anche il prezzo dell’olio vergine di oliva si è stabilizzato intorno ai 3,2 euro/kg.

In forte crescita invece il prezzo dell’olio lampante nell’ultimo mese, partendo da 2,95 euro/kg al 25 luglio fino a 3,1 euro/kg del 25 agosto.

Compressivamente la differenza prezzo tra le diverse categorie commerciali è equilibrata, con 10 centesimi di differenza tra lampante e vergine e 30 centesimi di differenza tra vergine ed extravergine.

L’estate è stata particolarmente calda in Spagna ma le piogge invernali e primaverili hanno fatto resistere bene gli olivi alla calura e allo stress idrico. I bacini idrici, per l’irrigazione dell’olivo, non sono in sofferenza, garantendo volumi adeguati anche per le prossime settimane. E’ chiaro che la dinamica meteo di settembre, ottobre e novembre, potrà influire significativamente sulla produttività e l’inolizione, influenzando il dato finale che, al momento, può essere stimato intorno a 1,4 milioni di tonnellate.

Se le proiezioni verranno confermate nelle prossime settimane è improbabile che si verifichino grandi scossoni rispetto al livello raggiunto oggi.

In Italia, invece, gli scambi restano stabili e riguardano prevalentemente i volumi già prenotati durante la campagna olearia precedente. Pochi gli acquisti, se non per operazioni spot e ordini estemporanei.

Le quotazioni rimangono stabili, tutte inferiori a 5 euro/kg in Puglia e Calabria, con una media intorno a 4,6-4,8 euro/kg a Bari, sebbene la Camera di Commercio di Bari ormai da due mesi non indichi alcuna quotazione. I commercianti cercano però occasioni per partite d’olio a basso o bassissimo costo. Qualche scambio sarebbe avvenuto anche a prezzi inferiori a 4 euro/kg.

Solo in Sicilia le quotazioni all’ingrosso rimangono stabilmente alte a una media di 7,5 euro/kg secondo IsmeaMercati.

Si prospetta una campagna olearia inferiore alla precedente in Italia, con tutto il sud che soffrirà inevitabilmente dell’alternanza di produzione, meno accentuata in Puglia e Sicilia e più accentuata in Calabria. In ripresa la produzione nel centro Italia che, però, non potrà compensare l’abbassamento produttivo del Sud. Nel complesso sarà un’annata ben sotto le 300 mila tonnellate.

La Tunisia ha quasi finito il prodotto esportabile, con prezzi generalmente 10-20 centesimi sotto a quello spagnolo. La produzione dovrebbe essere decisamente più bassa rispetto alla precedente e in linea con quella italiana. Un calo probabilmente compensato dal boom produttivo in Turchia.

Nel complesso, al momento, il livello produttivo del 2026/2027 non dovrebbe differire così significativamente rispetto alla campagna precedente, con quotazioni che dovrebbero mantenersi in linea con l’attualità se verranno confermate le prime proiezioni.

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