Economia

Cresce il valore annuale della produzione agricola del Veneto

Cresce il valore annuale della produzione agricola del Veneto

Agricoltura veneta da record: produzione a 8,5 miliardi, +7,4% in un anno. Prezzi e volumi in crescita trainano il comparto, ma il saldo commerciale con l'estero resta in rosso

30 luglio 2026 | 09:00 | C. S.

Un'annata da incorniciare per il settore primario veneto, che nel 2025 ha raggiunto un valore della produzione lorda agricola di 8,5 miliardi di euro, segnando un incremento di 590 milioni rispetto all'anno precedente. A certificare il risultato è il rapporto 2025 sulla congiuntura del comparto agroalimentare pubblicato da Veneto Agricoltura, l'ente strumentale della Regione.

La crescita, pari al 7,4%, è stata trainata da due fattori: l'aumento dei prezzi (+5,1%) e, in misura leggermente inferiore, l'incremento dei volumi prodotti (+2,2%). Un equilibrio che, tuttavia, si declina in modo molto diverso tra i vari comparti del settore.

I fiori all'occhiello dell'agricoltura

Le coltivazioni agricole hanno fatto registrare un +5,2% in valore, grazie soprattutto alla maggiore quantità prodotta (+4,1%) piuttosto che all'andamento dei prezzi (+1%). La vendemmia 2025 si è rivelata particolarmente generosa: raccolti quasi 15 milioni di quintali di uva, il 6,8% in più rispetto al 2024. Bene anche le colture industriali: la soia cresce del 4,1% e il tabacco addirittura del 16% sui quantitativi dell'anno precedente.

Performance brillante per gli ortaggi, con 875mila tonnellate prodotte e un balzo del 14%, mentre il mais, principale cereale regionale, ha segnato una ripresa del 14,3%. Questi risultati hanno compensato le difficoltà dei cereali autunno-vernini e attenuato la flessione del comparto frutticolo, che invece ha chiuso in calo del 9,9%. Stabile, infine, il settore florovivaistico con 1,8 miliardi di unità prodotte.

Allevamenti in salute, ma non tutti

Sul versante zootecnico il bilancio è ampiamente positivo, con un valore generato in crescita del 12,4%. A differenza delle coltivazioni, però, qui è stato l'aumento delle quotazioni a fare la parte del leone, mentre i volumi produttivi sono rimasti sostanzialmente invariati.

Tra gli allevamenti spiccano i rialzi dei bovini da carne (+19,7%) e degli avicoli (+13,1%), mentre il latte bovino – inclusa la parte destinata alla trasformazione casearia – ha visto il proprio valore salire a 687 milioni di euro (+10,4%). Unica nota dolente il comparto suinicolo, che ha registrato un calo del valore della produzione ai prezzi di base, attestandosi a 264 milioni di euro (-3,7%).

Pesca: meno quantità, più fatturato

Anche la produzione ittica ha chiuso l'anno in controtendenza: il prezzo medio del pesce venduto nei sei mercati regionali è salito del 12,5%, compensando il calo produttivo del 7,5%. Il risultato è un fatturato complessivo di 54,8 milioni di euro, in crescita del 4,2% sul 2024.

Restano, invece, le difficoltà per il comparto delle vongole di mare: le draghe idrauliche dei Co.Ge.Vo (Consorzi Gestione Vongole) veneti sono rimaste ferme in porto per tutto il 2025. Una ripartenza è però attesa nel corso del 2026, grazie a un accordo siglato lo scorso aprile tra Veneto Agricoltura e i consorzi stessi.

Meno imprese, più occupati

Il quadro del tessuto imprenditoriale agricolo è ambivalente. Il numero di imprese agricole registrate alla Camera di Commercio è diminuito del 2,1%, attestandosi a 56.553 unità, in linea con il trend generale del Veneto. Parallelamente, però, l'occupazione è cresciuta del 5,3%, raggiungendo i 58.000 addetti.

Il nodo del commercio estero

L'unica vera ombra sul bilancio 2025 arriva dalla bilancia commerciale con l'estero. Il saldo dei prodotti agroalimentari è negativo per 423 milioni di euro, a causa di un'impennata delle importazioni (10,8 miliardi, +12,5%) che ha superato di gran lunga la crescita delle esportazioni (10,5 miliardi, +4,8%). Un segnale che, nonostante l'ottima performance produttiva interna, il sistema agroalimentare veneto resta esposto alle dinamiche dei mercati globali.

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