Economia

L'Italia riduce le importazioni di olio extravergine d'oliva: crescono Tunisia e Marocco, cala la Spagna

L'Italia riduce le importazioni di olio extravergine d'oliva: crescono Tunisia e Marocco, cala la Spagna

Nei primi quattro mesi del 2026 le importazioni italiane di olio extravergine di oliva sono diminuite del 7,2%. La Spagna resta il principale fornitore, ma perde quote di mercato, mentre Tunisia e soprattutto Marocco registrano una forte crescita delle esportazioni verso l'Italia

25 luglio 2026 | 10:00 | T N

L'Italia acquista meno olio extravergine di oliva dall'estero. Nei primi quattro mesi del 2026 gli operatori del settore hanno ridotto gli approvvigionamenti internazionali, favoriti da una maggiore disponibilità di prodotto nazionale dopo una campagna olearia più favorevole rispetto all'anno precedente.

Secondo i dati elaborati dalle statistiche doganali internazionali, tra gennaio e aprile l'Italia ha importato complessivamente 193.382 tonnellate di olio extravergine di oliva, contro le 209.689 tonnellate dello stesso periodo del 2025. La flessione è pari al 7,2% e riflette una minore necessità di ricorrere al mercato estero per rifornire le linee di confezionamento e le scorte degli imbottigliatori.

La Spagna resta il primo fornitore, ma perde quote

Nonostante mantenga saldamente il primato tra i Paesi fornitori dell'Italia, la Spagna registra una contrazione delle esportazioni verso il mercato italiano. Nei primi quattro mesi dell'anno le spedizioni sono scese da 118.237 a 111.791 tonnellate, con una diminuzione del 5,5%.

Il calo evidenzia una domanda italiana più selettiva, favorita dalla maggiore disponibilità di olio nazionale e da una diversificazione delle fonti di approvvigionamento.

Tunisia in crescita, il Marocco protagonista

Tra i principali beneficiari del nuovo scenario figura la Tunisia, che ha incrementato del 5,5% le proprie esportazioni verso l'Italia, raggiungendo 37.349 tonnellate.

Ancora più significativo il risultato del Marocco. Le esportazioni di olio extravergine verso l'Italia sono passate da appena 15 tonnellate nel periodo gennaio-aprile 2025 a 2.003 tonnellate nello stesso periodo del 2026, con un incremento del 13.353%. Una crescita eccezionale, sostenuta dall'ottima campagna produttiva marocchina e dalla competitività dei prezzi sui mercati internazionali.

In calo anche Grecia e Portogallo

La riduzione degli acquisti italiani interessa anche altri importanti Paesi produttori del Mediterraneo. Le esportazioni greche di olio extravergine verso l'Italia sono diminuite del 28%, mentre quelle portoghesi hanno registrato una flessione del 19,7%.

Il quadro conferma come gli operatori italiani abbiano ridotto gli acquisti esteri in modo generalizzato, privilegiando il prodotto nazionale e limitando le importazioni ai volumi strettamente necessari.

Attenzione al passaggio tra le campagne olearie

Le prossime statistiche saranno decisive per comprendere l'evoluzione del mercato nella fase di collegamento tra la campagna 2025/26 e quella 2026/27. Le esigenze di acquisto dell'industria italiana rappresentano infatti uno degli indicatori più importanti per l'andamento del mercato europeo dell'olio sfuso.

Secondo l'ultimo Bollettino del Commercio Estero del Ministero dell'Agricoltura spagnolo, relativo al periodo ottobre 2025-maggio 2026, la Spagna ha esportato verso l'Italia complessivamente 205.434 tonnellate di olio di oliva, per un valore di 3,006 miliardi di euro. Numeri che confermano il ruolo centrale del mercato italiano per l'export spagnolo, nonostante il rallentamento registrato nei primi mesi del 2026.

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