Economia
Alcol, consumi globali verso un declino strutturale, volumi dimezzati entro il 2050
Nuove abitudini di consumo e normative più severe spingono la crescita delle bevande low e no alcohol, mentre l'intelligenza artificiale viene indicata come leva strategica per la competitività
22 luglio 2026 | 10:00 | C. S.
Il consumo globale di alcol si avvia verso una fase di declino strutturale. È quanto emerge dal report The Future of Alcohol: Tech, Politics, and Structural Decline pubblicato dalla società di consulenza Roland Berger, che delinea uno scenario di progressiva contrazione dei volumi fino al 2050.
Secondo lo studio, mantenendo le attuali tendenze, il mercato mondiale potrebbe registrare una riduzione fino al 50% dei consumi rispetto ai livelli del 2020. A determinare questa evoluzione sarebbero soprattutto la crescente attenzione dei consumatori verso salute e benessere, l'affermarsi di stili di vita più sobri e l'inasprimento delle normative in numerosi Paesi.
I dati raccolti da Roland Berger mostrano come il consumo pro capite sia già in calo o stagnante nella maggior parte delle aree geografiche. Tra il 2014 e il 2024 il tasso medio annuo di variazione (CAGR) è stato pari a -1,1% in Nord America, -0,7% in Europa occidentale e -1,3% nell'area Asia-Pacifico.
In questo contesto, il segmento premium e luxury appare il più resiliente. Lo studio evidenzia infatti una tendenza dei consumatori a privilegiare prodotti di maggiore qualità, pur riducendo la frequenza o la quantità complessiva dei consumi.
Un ruolo crescente sarà inoltre svolto dai mercati emergenti, dove le politiche di regolamentazione dell'alcol stanno diventando più stringenti a ritmi superiori rispetto alle economie mature. Secondo il report, nei Paesi in via di sviluppo si registrano in media 3,5 modifiche normative all'anno contro le 2,0 dei mercati più consolidati.
Per affrontare il cambiamento, Roland Berger individua nuove opportunità di crescita nel comparto delle bevande a basso o nullo contenuto alcolico e nei cosiddetti functional drinks. Questi prodotti puntano a offrire esperienze sociali ed emotive alternative al consumo tradizionale di alcol, intercettando la domanda di consumatori sempre più attenti agli effetti sulla salute.
Particolarmente rilevante è il fenomeno dei consumatori sober curious, soprattutto tra Millennials e Generazione Z, che scelgono di limitare o eliminare il consumo di alcol senza rinunciare alla dimensione conviviale delle occasioni sociali.
Lo studio attribuisce inoltre all'intelligenza artificiale un ruolo centrale nella trasformazione del settore. Le tecnologie di AI potrebbero essere impiegate lungo l'intera catena del valore, dalla personalizzazione dell'offerta alla previsione della domanda, fino all'ottimizzazione delle attività agricole attraverso sistemi di agricoltura di precisione.
«L'industria del tabacco ha già affrontato questa fase oltre dieci anni fa», osserva Stefano Sorrentino, Partner di Roland Berger e co-autore del report. «Grazie a importanti investimenti in ricerca e sviluppo, al lancio di prodotti innovativi a rischio potenzialmente ridotto e a un processo di trasformazione interno, il settore è riuscito a reinventarsi e a tornare a crescere. L'industria delle bevande alcoliche dovrà necessariamente seguire un percorso analogo».
Secondo Roland Berger, la capacità delle aziende di innovare prodotti, modelli di business e processi produttivi sarà determinante per affrontare un mercato destinato a cambiare profondamente nei prossimi decenni.
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