Economia

Prezzi dell’olio di oliva al 21 luglio: ancora giù l’extravergine in Italia e in Spagna

Prezzi dell’olio di oliva al 21 luglio: ancora giù l’extravergine in Italia e in Spagna

L’olio extravergine d’oliva in Spagna tocca i 3,45 euro/kg, 3,15 euro/kg il vergine e 2,98 euro/kg per il lampante. Anche in Italia a Foggia il prezzo dell’extravergine scende a 4,55 euro/kg, in calo del 6,2% in una sola settimana. Solo operazioni spot sui mercati mentre si attendono le prospettive produttive 2026/2027

21 luglio 2026 | 14:00 | T N

Le ondate di caldo delle ultime settimane non stanno influenzando le dinamiche dei prezzi né in Spagna né in Italia, che sono condizionate esclusivamente da operazioni spot. Industriali e imbottigliatori non stanno facendo scorte o programmando ma solo acquistando per le usuali rotazioni e i contratti in essere. Un trend che sta alimentando le paure di frantoiani, cooperative e OP che vedono le giacenze scendere troppo lentamente rispetto al solito, provocando un eccesso virtuale di offerta rispetto alla domanda. Solo virtuale, poiché le scorte saranno più basse della media quinquennale in Spagna e in Italia, alla vigilia di una campagna olearia che sarà tutt’altro che record (tranne per le voci che artatamente vengono fatte circolare).

La realtà è solo che, al contrario del passato, imbottigliatori e industriali hanno spostato il rischio di mercato su frantoi, cooperative e OP. Dinamica tipica di un mercato ribassista ma mai realmente applicata al settore oleario fino ad oggi.

A questo si aggiunga la scarsa qualità media della produzione spagnola della scorsa campagna olearia, in particolare da gennaio in poi. Qualità che sta deteriorandosi in fretta, tra l’altro.

E’ anche così che si spiega il calo della quotazione dell’olio extravergine di oliva spagnolo a 3,45 euro/kg al 21 luglio secondo PoolRed, confermando un trend ribassista iniziato a fine giugno quando il prezzo dell’olio in Spagna era 3,8 euro/kg, senza dimenticare i 4,4 euro/kg della primavera.

Sta scendendo, al pari della qualità, la differenza prezzo tra extravergine e vergine di oliva. Al 21 luglio la quotazione del vergine in Spagna secondo PoolRed è di 3,15 euro/kg, in realtà abbastanza stabile ormai dalla fine di giugno quando era appena superiore ai 3,2 euro/kg.

Pur con fluttuazioni evidenti, frutto delle operazioni spot sul mercato, anche l’olio lampante è abbastanza stabile intorno ai 3 euro/kg da fine giugno. Oggi quota 2,98 euro/kg.

Anche in Italia il mercato appare condizionato solo da operazioni spot, senza alcuna programmazione. Gli imbottigliatori non hanno più giacenze importanti di olio italiano ma, scottati dalla dinamica dei mesi scorsi, con sensibili cali dei prezzi, preferiscono trarre beneficio dall’onda ribassista piuttosto che operare in una logica di filiera. Quando, ovviamente, non operano con logiche speculative o di strozzinaggio su frantoiani con maggiori difficoltà economica.

Poche operazioni spot, come quelle avvenute a Foggia nell’ultima settimana, possono condizionare pesantemente l’indicazione di prezzo sul mercato. Infatti, secondo Ismea Mercati la flessione a Foggia è stata del 6,2% a 4,55 euro/kg. A quanto ci risulta, però, sono state vendute meno di 10 cisterne, non sufficienti a dare una valutazione realistica dei trend.

Tutto questo mentre la Camera di Commercio di Bari, da un mese, non dà indicazioni sulle quotazioni all’ingrosso su nessun olio extravergine o vergine di oliva. Solo il lampante è quotato a 2,57 euro/kg, prezzi simili si hanno a Gioia Tauro a 2,5 euro/kg secondo Ismea Mercati al 16 luglio.

E’ un mercato che sta scontando le difficoltà dei primi mesi del 2026 con consumi interni ed export in difficoltà che hanno bloccato gli approvvigionamenti programmati, con conseguente turbolenza che si sta manifestando in tutta la sua drammaticità in queste settimane. Le frodi sull’olio nazionale, con triangolazioni sospette, hanno acutizzato le problematicità di mercato, contribuendo al ribasso delle quotazioni.

Le indicazioni di ripresa dei consumi sugli scaffali della GDO di maggio e giugno sono un segnale positivo, al pari di una modesta ripresa dell’export, ma probabilmente non riverberanno i loro effetti sul mercato all’ingrosso prima di alcune settimane.

Ancor prima, probabilmente, le indicazioni sulla prossima produzione olearia, dopo le ondate di calore di queste settimane, avranno un impatto sulle dinamiche di prezzo. Se è vero che le 400 mila tonnellate di giacenza prevista in Spagna, unitamente alle 80 mila in Italia, saranno sufficienti a garantire un passaggio ordinato tra le diverse campagne olearie, produzioni in calo rispetto allo scorso anno potrebbero portare a un riallineamento delle quotazioni all’ingrosso.

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