Economia
La ristorazione italiana cresce e conquista gli investitori: la cucina italiana vale 253 miliardi di euro nel mondo
Il Deloitte Foodservice Market Monitor 2026 fotografa un settore in trasformazione: aumentano il valore della cucina italiana, le operazioni di acquisizione e il peso delle catene della ristorazione. Il mercato italiano del foodservice raggiunge gli 84 miliardi di euro e si conferma tra i più importanti a livello globale
23 luglio 2026 | 09:30 | C. S.
La cucina italiana continua a rappresentare uno dei principali motori dell'economia agroalimentare mondiale. Nel 2025 il suo valore ha raggiunto 253 miliardi di euro, consolidando il primato come cucina nazionale più apprezzata e ricercata a livello internazionale. Parallelamente, il mercato italiano del foodservice, che comprende ristorazione e consumi alimentari fuori casa, ha toccato gli 84 miliardi di euro, collocandosi al sesto posto nel ranking mondiale.
È quanto emerge dalla settima edizione del Deloitte Foodservice Market Monitor 2026, che analizza l'evoluzione del settore della ristorazione a livello internazionale e ne individua i principali trend.
Catene della ristorazione protagoniste della crescita
Dopo il rimbalzo seguito alla pandemia, il comparto sta entrando in una fase di maggiore stabilità. La crescita, tuttavia, non interessa in modo uniforme tutti gli operatori, ma premia soprattutto i modelli organizzati e facilmente replicabili.
Secondo Deloitte, in Italia il divario tra catene e ristorazione indipendente è il più elevato tra tutte le aree geografiche analizzate. Tra il 2019 e il 2025 le catene della ristorazione hanno registrato una crescita del 7,2%, mentre gli esercizi indipendenti si sono fermati a un modesto +0,6%.
A trainare l'espansione sono soprattutto i quick service restaurant, che hanno fatto segnare un incremento del 10,5%, quasi il doppio della media mondiale (+6,1%), arrivando a rappresentare il 6,2% del mercato italiano.
Si tratta di un processo di progressiva concentrazione del settore, definito dagli analisti chainization, attraverso il quale i format organizzati stanno conquistando quote di mercato in un comparto storicamente frammentato.
Nonostante questa forte accelerazione, le potenzialità di sviluppo rimangono elevate: in Italia le catene rappresentano infatti soltanto l'11% del mercato, contro una media mondiale pari al 35%.
I ristoranti tradizionali restano il cuore del mercato
La ristorazione italiana continua a essere dominata dai full service restaurant, che generano circa il 50% del valore complessivo del settore.
Le prospettive, tuttavia, indicano che saranno ancora i quick service restaurant il segmento più dinamico anche nel periodo 2025-2030, con una crescita prevista dell'1,2%, mentre il mercato italiano nel suo complesso dovrebbe mantenersi sostanzialmente stabile, con una lieve flessione dello 0,3%.
La cucina italiana resta la più attrattiva per gli investimenti
Oltre al successo commerciale, la gastronomia italiana continua ad attirare capitali.
Con un valore di 253 miliardi di euro, rappresenta oggi il 19% del mercato mondiale dei full service restaurant, confermandosi la categoria più diffusa e apprezzata nei principali mercati internazionali.
Questo primato si riflette anche nel mercato delle fusioni e acquisizioni. Tra il 2022 e il 2025 sono state concluse 34 operazioni di M&A, contro le 20 registrate nel quadriennio 2016-2019.
La cucina italiana rappresenta il 39% di tutte le operazioni concluse nel foodservice italiano, mentre le pizzerie pesano per il 21% dei deal. Anche i segmenti fast food e healthy food risultano particolarmente dinamici, rappresentando ciascuno il 18% delle operazioni effettuate dopo la pandemia.
L'interesse degli investitori si concentra sempre più su modelli di business scalabili e capaci di svilupparsi rapidamente attraverso reti organizzate.
Il mercato mondiale sfiora i 3.000 miliardi di euro
Nel 2025 il mercato globale del foodservice ha raggiunto un valore di 2.981 miliardi di euro, con una crescita del 2,2%, tornando ai ritmi di sviluppo osservati prima della pandemia.
L'Europa è risultata l'area più dinamica, con una crescita del 6%, mentre il Nord America ha consolidato ulteriormente la propria posizione nel mercato mondiale. Secondo le previsioni di Deloitte sarà invece l'Asia-Pacifico a guidare la crescita nel periodo compreso tra il 2025 e il 2030.
A livello globale i quick service restaurant continuano a espandersi, arrivando a rappresentare il 33% del mercato, quattro punti percentuali in più rispetto al 2019.
Delivery e consumo fuori casa ridisegnano il settore
La trasformazione più significativa riguarda le modalità di consumo.
Negli ultimi anni il delivery ha aumentato la propria quota di mercato di 15 punti percentuali, mentre l'insieme dei canali off-premise – consegna a domicilio, asporto e altre modalità di consumo fuori dal locale – rappresenta oggi il 45% del valore complessivo del foodservice mondiale.
Un cambiamento strutturale che sta modificando le strategie degli operatori, sempre più orientati verso modelli omnicanale, investimenti nella digitalizzazione e format capaci di integrare efficacemente servizio in sala, take away e consegna a domicilio.
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