Economia

Migliora il PIL agroalimentare ma si vede un rallentamento sui mercati esteri

Migliora il PIL agroalimentare ma si vede un rallentamento sui mercati esteri

Secondo il CREA l'economia italiana continua a espandersi grazie ai consumi e agli investimenti. L'industria alimentare tiene meglio del manifatturiero, mentre frenano export e import. Cresce però la fiducia nel settore agroalimentare

20 luglio 2026 | 14:00 | C. S.

L'economia italiana apre il 2026 con segnali di consolidamento. Nel primo trimestre dell'anno il Prodotto interno lordo cresce dello 0,3% rispetto agli ultimi tre mesi del 2025 e dello 0,8% su base annua, sostenuto dall'andamento positivo dei consumi e degli investimenti. È quanto emerge da CREAgritrend, il bollettino trimestrale elaborato dal CREA attraverso il Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia.

Dal lato dell'offerta, rispetto al trimestre precedente, l'agricoltura registra una lieve flessione (-0,5%), mentre l'industria resta sostanzialmente stabile e i servizi avanzano dello 0,4%. Su base tendenziale, invece, tutti i principali comparti risultano in crescita: agricoltura (+0,1%), industria (+0,7%) e servizi (+0,7%).

A sostenere l'espansione dell'economia è soprattutto la domanda interna. I consumi finali nazionali aumentano dello 0,4%, gli investimenti fissi lordi dello 0,7% e la spesa delle famiglie per beni durevoli dell'1,1%, confermando un andamento positivo ormai consolidato.

Nel comparto agroalimentare, tra gennaio e marzo, la produzione dell'industria alimentare cresce dello 0,7%, facendo meglio dell'intero settore manifatturiero (+0,3%). In controtendenza il comparto delle bevande, che registra una diminuzione della produzione del 2,9%.

Più debole il quadro sul fronte del fatturato. L'industria alimentare segna una flessione di circa il 2%, dovuta sia al calo delle vendite sul mercato interno (-1,9%) sia su quello estero (-1,6%). Ancora più marcata la contrazione del settore delle bevande (-4,2%), penalizzato soprattutto dalla forte riduzione delle vendite all'estero (-11,4%).

Rallentano anche gli scambi commerciali con l'estero. Nel primo trimestre del 2026 le esportazioni agroalimentari diminuiscono di circa l'1%, mentre le importazioni arretrano del 5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

L'andamento dell'export varia tuttavia da mercato a mercato. Crescono le vendite verso Spagna (+9,3%) e Polonia (+10,6%), mentre diminuiscono quelle dirette in Germania (-1%) e soprattutto negli Stati Uniti (-17,8%). Il rallentamento del mercato statunitense interrompe quattro anni di crescita a doppia cifra e colpisce alcuni dei simboli del Made in Italy agroalimentare, come vino, olio di oliva e pasta. In controtendenza aumentano invece le esportazioni di Grana Padano e Parmigiano Reggiano, conserve di pomodoro e preparazioni per salse e condimenti.

Per quanto riguarda i comparti, crescono le esportazioni di prodotti lattiero-caseari (+4,3%) e ortofrutta fresca, mentre risultano in calo vino (-8%), prodotti dolciari (-6%) e olio di oliva (-29%).

Anche le importazioni registrano una frenata generalizzata. Fa eccezione il Brasile, da cui gli acquisti aumentano del 20,8%, trainati soprattutto dalle importazioni di carni bovine e semi di soia. Diminuiscono invece gli approvvigionamenti dalla Germania (-11%), con riduzioni che interessano prodotti dolciari, formaggi freschi, zucchero e carni suine semilavorate. Sul piano merceologico, il calo riguarda soprattutto oli e grassi, prodotti lattiero-caseari, cereali e, in misura minore, prodotti ittici. In crescita, invece, gli acquisti di frutta secca (+18,6%), in particolare nocciole e pistacchi.

A migliorare è infine il clima di fiducia nei confronti del settore. La sentiment analysis condotta sui contenuti pubblicati su X tra il 14 marzo e il 15 giugno 2026 evidenzia una prevalenza di giudizi positivi pari al 61,4%, in aumento di 5,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. I giudizi negativi rappresentano il 36,4% del totale, mentre quelli neutrali si attestano al 2,2%.

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