Economia

Debacle dell'export di olio di oliva europeo nei primi quattro mesi del 2026

Debacle dell'export di olio di oliva europeo nei primi quattro mesi del 2026

Le esportazioni europee di olio d'oliva e olive si fermano a 1,82 miliardi di euro tra gennaio e aprile, penalizzate dal calo dei prezzi e dei volumi. Stati Uniti, Canada, Australia e Giappone tra i mercati più colpiti

02 luglio 2026 | 11:00 | C. S.

Le esportazioni di olio d'oliva e olive dell'Unione Europea hanno registrato una significativa contrazione nei primi quattro mesi del 2026. Secondo l'ultimo rapporto sul commercio agroalimentare pubblicato dalla Commissione europea, il valore delle vendite all'estero è diminuito del 17% rispetto allo stesso periodo del 2025, attestandosi a 1,821 miliardi di euro.

A determinare il risultato sono stati soprattutto il calo dei prezzi, scesi del 12%, e la riduzione dei volumi esportati, diminuiti dell'8%. Le flessioni più marcate hanno riguardato il mercato statunitense, ma si sono registrati arretramenti significativi anche verso Canada, Australia e Giappone.

Più in generale, l'export agroalimentare dell'Unione Europea ha raggiunto i 77,613 miliardi di euro tra gennaio e aprile 2026, con una riduzione del 3% su base annua. Il Regno Unito si conferma il principale mercato di destinazione, con esportazioni pari a 17,84 miliardi di euro (-2%), seguito dagli Stati Uniti, che registrano un calo del 14% a 8,854 miliardi di euro. In crescita, seppur contenuta, le esportazioni verso la Svizzera (+1%, a 4,654 miliardi di euro), mentre diminuiscono quelle dirette in Cina (-6%, a 3,948 miliardi) e in Giappone (-14%, a 2,376 miliardi).

Anche sul fronte delle importazioni il commercio agroalimentare europeo evidenzia una flessione. Nei primi quattro mesi del 2026 gli acquisti dall'estero si sono attestati a 62,015 miliardi di euro, in calo del 4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il Brasile resta il principale fornitore dell'UE con 5,925 miliardi di euro (+4%), seguito dal Regno Unito con 4,808 miliardi (-6%) e dagli Stati Uniti con 4,478 miliardi (-10%).

I dati confermano un rallentamento degli scambi agroalimentari europei, con il comparto dell'olio d'oliva tra i più penalizzati da una combinazione di prezzi in discesa e minori volumi esportati sui principali mercati internazionali.

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