Economia
Il forte caldo spinge i consumi estivi e tiene i prezzi all’ingrosso bassi, anche delle angurie
Le temperature elevate non hanno provocato ripercussioni al rialzo sui listini dei prodotti ortofrutticoli. Al contrario, il forte caldo accelera il naturale deperimento della frutta dopo la raccolta, spingendo gli operatori a mantenere prezzi al ribasso
29 giugno 2026 | 10:00 | C. S.
L’ondata di forte caldo che sta attraversando la penisola in questi giorni sta delineando un quadro ben preciso sui mercati all'ingrosso italiani, condizionando in modo netto sia l'offerta che le abitudini di acquisto dei consumatori. Se da un lato l'afa intensa spinge la domanda verso prodotti stagionali freschi che non richiedono cottura, come le insalate, i pomodori e la frutta fresca, dall’altro si registra una fisiologica contrazione della richiesta nelle grandi città. Questo fenomeno è legato al fatto che i centri urbani iniziano a svuotarsi per l'avvio delle ferie estive e per i primi flussi verso le località balneari, spostando il carico di lavoro principale sui mercati all’ingrosso che servono direttamente le zone costiere.
Al momento, le temperature elevate non hanno provocato ripercussioni al rialzo sui listini dei prodotti ortofrutticoli. Al contrario, il forte caldo accelera il naturale deperimento della frutta dopo la raccolta, spingendo gli operatori a mantenere prezzi al ribasso per favorire un flusso rapido delle merci ed evitare che il prodotto si rovini.
Nel comparto della frutta si segnalano quotazioni all’ingrosso particolarmente convenienti, a partire dalle ciliegie. Rispetto alla scorsa stagione caratterizzata da una grave mancanza di prodotto che aveva bloccato i prezzi tra i cinque e i dieci euro al chilo, quest'anno non si registrano criticità legate al maltempo. I listini sono in forte calo e partono da 2,00 euro/Kg per il prodotto italiano di pezzatura piccola, fino ad arrivare ai 5,00 euro/Kg per i calibri maggiori. Per quanto riguarda le albicocche, si nota un’ampia forbice di prezzo determinata dal cambio varietale. Le primizie, come la varietà Flopria, sono ormai in esaurimento e si acquistano all’ingrosso a prezzi modesti compresi tra 1,50 e 1,70 euro/kg. Parallelamente, entrano nel vivo della produzione le varietà di pregio come la Pellecchiella, che si attesta intorno ai 2,20 euro/kg e la Orange Ruby, stabile sui 2,00 euro/kg. In generale, i prezzi all’ingrosso di questa settimana confermano un calo del 10,4% rispetto a sette giorni fa.
C'è poi grande abbondanza di meloni e angurie nei mercati, ideali per combattere il caldo e favorire l’idratazione. Il melone retato, che vede una produzione molto forte nel Lazio e in Lombardia a fronte di una campagna siciliana ormai agli sgoccioli, oscilla tra gli 0,80 e 1,40 euro/kg, con picchi di 1,50 ma anche 1,60 euro/kg solo per il prodotto extra proveniente dalle zone vocate lombarde. Anche i meloni lisci registrano listini in discesa, assestandosi all’ingrosso tra un 1,50 e 2,00 euro/kg. Le angurie, inoltre, hanno ormai raggiunto la piena stagionalità e mostrano prezzi in calo del 15,6% rispetto ad una settimana fa, che variano da 0,45 a 0,80 euro/kg. Ottime notizie arrivano anche per le nettarine, che costano circa 0,20-0,30 euro/Kg in meno rispetto alle pesche. Il prodotto di calibro medio-piccolo è disponibile all’ingrosso tra un 1,30 e 1,70 euro/kg mentre quello grande, più ricercato e richiesto sul mercato, mantiene un prezzo compreso tra i 2,50 e 2,70 euro/kg (-4,7% rispetto alla scorsa settimana).
Per quanto riguarda gli ortaggi la situazione generale è parzialmente condizionata dalle temperature elevate ma, al momento, non si evidenziano gravi problematiche di mercato. Il forte caldo potrebbe comportare nel medio termine un ritardo o un blocco produttivo per le cucurbitacee come zucchine e cetrioli, provocando anche lievi deformazioni strutturali ai frutti o l'insorgenza di fitopatologie fungine dovute all'umidità, ma l’attuale disponibilità orticola è regolare e garantita dalle colture in piena aria. Le zucchine e i cetrioli mantengono, infatti, un prezzo stabile e regolare che oscilla tra gli 0,80 e 1,00 euro/kg. I fagiolini raccolti a mano mostrano, invece, un trend in calo con la varietà standard che si attesta mediamente sui 3,50 euro/kg (-6,2% rispetto alla scorsa settimana) mentre i fagiolini finissimi, sempre raccolti a mano, si posizionano tra i 4,00 e i 4,50 euro/kg. I pomodori registrano una produzione eccellente e prezzi all’ingrosso tornati alla normalità, nonostante la domanda estiva sia elevata. La campagna in serra siciliana sta terminando ma l'offerta è ampiamente supportata dall'avvio della raccolta in piena aria nel Lazio, in particolare nell'Agropontino e in Campania. All'ingrosso il pomodoro Piccadilly si acquista tra 1,30 e 1,50 euro/kg, il Ciliegino si attesta tra 1,80 e 2,20 euro/kg, mentre il Datterino di prima scelta si posiziona tra i 2,50 e 2,70 euro/kg. Per le melanzane, la varietà ovale si attesta su una media conveniente di 0,90 euro/kg mentre la melanzana lunga sconta un'offerta temporaneamente più bassa e si posiziona su livelli leggermente superiori, tra un 1,20 e 1,30 euro/kg.
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