Economia

Torna a crescere la domanda di vino italiano negli USA

Torna a crescere la domanda di vino italiano negli USA

Se l’export registra lievi segnali di recupero, lo stesso non si può dire per i consumi americani di vino. Secondo l’Osservatorio Uiv su base SipSource i primi 5 mesi si sono chiusi con un ulteriore gap generale dei volumi consumati dagli statunitensi, a -10,1%

28 giugno 2026 | 09:00 | C. S.

Migliora, ma rimane negativo, il trend delle esportazioni di vino italiano verso i Paesi extra-Ue nel primo quadrimestre di quest’anno, con una performance a valore a -8,5% (il trimestre aveva chiuso a -11%) sul pari periodo 2025, a oltre 1,36 miliardi di euro. A frenare la discesa ha contribuito soprattutto la domanda statunitense. Secondo le elaborazioni dell'Osservatorio Uiv su dati ufficiali, ad aprile i valori commercializzati verso gli USA hanno segnato una lieve inversione di rotta (+1,6%), dopo 10 mesi consecutivi di pesanti perdite. Il risultato porta il saldo del quadrimestre sul mercato americano a -15,4%, alleggerendo di cinque punti il passivo del solo primo trimestre (-20,5%). Una boccata d’ossigeno – rileva l’Osservatorio – che incide poco su un mercato ancora compresso, ma che può rappresentare un primo timido segnale di riequilibrio, a patto che si riattivino adeguatamente i consumi. Da luglio 2025 allo scorso aprile la contrazione per il vino italiano oltreoceano è stata del 20% e del 29% per quelli francesi.

“Negli Stati Uniti – ha detto il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi – paghiamo le difficoltà congiunturali di dazi e debolezza del dollaro, ma anche il cambiamento ormai strutturale delle modalità di consumo. Quello americano rimane però di gran lunga il nostro primo mercato, sia allo stato attuale che in chiave prospettica: per questo è importante mantenere e preservare la decennale alleanza commerciale anche in vista del prossimo 24 luglio, quando l’amministrazione Usa definirà il nuovo quadro normativo delle tariffe. La politica e il commercio – ha concluso Frescobaldi - spesso parlano due lingue diverse ma sarà importante lavorare congiuntamente abbassando i toni e armonizzando una partnership fondamentale per noi e per loro”.

Se l’export registra lievi segnali di recupero, lo stesso non si può dire per i consumi americani di vino. Secondo l’Osservatorio Uiv su base SipSource (piattaforma che misura i flussi della distribuzione verso i punti vendita americani), i primi 5 mesi si sono chiusi con un ulteriore gap generale dei volumi consumati dagli statunitensi, a -10,1%. L’Italia perde meno (- 7,3%), ma solo grazie agli spumanti (-2%) e segnatamente al Prosecco (+1,8%), mentre sfiora la doppia cifra la contrazione di bianchi e rossi. Tra i rossi, le eccezioni positive riguardano i segmenti tra i 20 e 30 dollari (prezzo alla distribuzione) e ancora di più in quelli compresi tra 30 e 50 dollari. Due fasce che complessivamente rappresentano il 13% delle vendite a volume di rossi italiani. In forte incremento (+20%) anche i bianchi in fascia premium tra il 16 e i 20 dollari, ma quantitativamente rappresentano solo il 5% della tipologia.

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