Economia
Prezzi dell’olio di oliva al 30 giugno: si ferma la speculazione in Italia ma non in Spagna
L’attenzione degli operatori spagnoli, nell’ultima settimana, si è concentrata tutta su olio lampante, sceso a 2,95 euro/kg e olio vergine di oliva, sceso a 3,1 euro/kg. Si prepara una nuova ondata di deodorato. Mentre in Italia mercato e quotazioni appaiono bloccate con cascole di olive più elevate del solito ovunque
30 giugno 2026 | 15:30 | T N
Il mondo olivicolo-oleario internazionale si dibatte tra dati, numeri e trend opposti, così generando una situazione di confusione che si legge anche nelle quotazioni degli oli di oliva, soprattutto in Spagna e in Italia.
Mentre infatti Tunisia e Marocco hanno quasi finito l’olio, con aumenti significativi delle importazioni in Europa, e soprattutto in Spagna nella campagna olearia 2025/26, le giacenze rimangono elevate rispetto ai tre anni precedenti in Spagna e Italia, anche se non sopra le medie storiche. A questi dati, però, si combinano la frenata delle vendite di olio extravergine di oliva sul mercato interno e anche sul fronte dell’export, con prudenza da parte di industriali e imbottigliatori nel rifornirsi e fare stock.
Contemporaneamente si sta profilando una campagna olearia media, probabilmente anche inferiore alla precedente, dettata da previsioni in continuo ribasso in tutto il bacino del Mediterraneo, sembra con la sola eccezione della Turchia. Tunisia e Marocco avranno un carico dimezzato e oltre rispetto all’ultima stagione, in Spagna si delinea una campagna inferiore alle 1,5 milioni di tonnellate e in Italia sotto le 270 mila.
Si vende meno olio, le giacenze consentono un buon collegamento tra le campagne olearie ma senza eccessi e la prossima produzione non sarà abbondante.
In Italia questo trend si sta traducendo in una completa stasi del mercato, con prezzi che si sono stabilizzati nel corso della settimana ma a livelli molto bassi: 4,8 euro/kg a Brindisi, Taranto e Lecce, borse merci note per i trend speculativi, e 5,15 euro/kg a Foggia.
La Camera di Commercio di Bari segnala invece, per la seconda settimana consecutiva, la mancanza di scambi sull'olio extravergine di oliva, e i prezzi degli oli raffinati in flessione.

In Spagna invece la quotazione dell’olio spagnolo si è stabilizzata a 3,7 euro/kg secondo PoolRed, invariata rispetto a una settimana fa ma abbondantemente inferiore rispetto ai valori di 4,5 euro/kg della primavera.
La speculazione iberica si è concentrata, nell’ultima settimana, soprattutto su olio vergine di oliva e olio lampante.

Dal 15 giugno il prezzo dell’olio vergine di oliva ha perso 50 centesimi, quasi il 15% del proprio valore, scendendo a 3,1 euro/kg secondo PoolRed al 30 giugno.
Sorte simile anche per l’olio lampante, anche se la percentuale di discesa non è significativa, ma, dal punto di vista simbolico la discesa sotto la soglia dei 3 euro/kg a 2,9 euro/kg secondo PoolRed al 30 giugno, segna un mercato al ribasso.
La differenza di prezzo di 70 centesimi tra vergine ed extravergine e addirittura di 90 centesimi tra lampante ed extravergine fa tornare a essere remunerativa la frode del deodorato. Una raffinazione mild di vergine o lampante costa infatti circa 30-40 centesimi, rendendo fattibile la vendita di deodorato a prezzi intorno ai 3,6 euro/kg, cioè circa 3,8 euro/kg in Italia.
Tutto questo mentre si segnalano offerte alla GDO a 4 euro/litro ed è facile immaginare che l’olio proposto, stante lo stato del mercato, non sia realmente extravergine di oliva.
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