Economia
Prezzo dell’olio di oliva al 5 maggio: l’extravergine italiano scende di altri 10 centesimi
L’olio extravergine di oliva spagnolo torna a 4,25 euro/kg mentre l’italiano vale 6,35 euro/kg a Bari e 6,25 euro/kg a Foggia. Scambi bassi anche in Spagna e forti oscillazioni sul vergine di oliva, in ragione delle diverse qualità disponibili e della destinazione
05 maggio 2026 | 17:15 | T N
Ancora notizie poco rassicuranti per il mercato italiano dell’olio extravergine di oliva, con bassi scambi e la quotazione dell’olio extravergine di oliva che vede un ulteriore lieve indebolimento.
Le motivazioni sono diverse.
Vi è sicuramente il calo dei consumi degli italiani e sul piano internazionale (le importazioni negli Stati Uniti tendono a flettere un poco).
La guerra in Iran, l’aumento dei costi dei carburanti, dell’energia e del carrello della spesa, contrae gli acquisti e la propensione a comprare più dello stretto necessario.
Le scorte di olio italiano rimangono alte, incoraggiando atteggiamenti attendisti, anche in virtù di ipotesi di una buona fioritura e produzione nella campagna olearia 2026/2027.
Infine si aggiungono le truffe sull’origine e l’atteggiamento speculativo, ma meglio sarebbe dire predatorio, di alcuni commercianti alla caccia di imprenditori in difficoltà in particolare in Calabria.
Tutto questo ha portato a un indebolimento delle quotazioni dell’olio extravergine di oliva sia a Bari sia a Foggia anche in questo primo scorcio di maggio.

La Camera di Commercio di Bari segnala al 5 maggio una forbice di prezzo da 6,2 a 6,5 euro/kg, quindi un prezzo medio di 6,35 euro/kg. Rispetto alla quotazione del 28 aprile è sceso il prezzo massimo di 20 centesimi, portando a una riduzione del prezzo medio di 10 centesimi. Ugualmente sono calate di 10 centesimi le quotazioni sia per l’olio Dop/Igp, a 7,3 euro/kg, sia per il biologico a 7,7 euro/kg. Anche a Foggia, secondo IsmeaMercati al 30 aprile, il prezzo all’ingrosso è sceso a 6,25 euro/kg.
Situazione un po’ diversa in Spagna, dove l’industria controlla i flussi commerciali sull’extravergine per tenere la quotazione entro i 4,2-4,3 euro/kg (4,25 euro/kg la quotazione al 5 maggio secondo PoolRed), in attesa di previsioni ottimistiche per la nuova produzione olearia che facciano calare i prezzi dall’estate.
La quotazione dell’olio lampante, spesso vero benchmark del mercato spagnolo, eccezion fatta per la fiammata in coincidenza con le vacanze pasquali, è molto lineare con prezzi intorno a 3,2 euro/kg.

Molti più scossoni, con variazioni di 20 centesimi in poche ore o pochi giorni, si continuano invece a registrare per il vergine che al 5 maggio è tornato a quotare appena sopra i 3,7 euro/kg secondo PoolRed, dopo essere sceso a 3,55 euro/kg il giorno prima. Queste fluttuazioni dipendono sostanzialmente dalla qualità del vergine scambiato. Una qualità bassa, inadatta per miscele vergine/extravergine, avrà prezzi più bassi di quella, più simile al lampantino, che invece è destinata spesso alla deodorazione, processo che ha un costo di 25-30 centesimi.
Nel complesso la domanda debole sta aiutando a tenere le quotazioni a livelli bassi, pur senza scossoni così significativi, in attesa di comprendere gli sviluppi della fioritura, del mercato e la possibile influenza di El Nino sulla stagione olivicola 2026/2027.
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