Economia
Il plant-based cresce in Europa ma resta marginale: vale 16,3 miliardi, solo il 2,4% del largo consumo
Nonostante la crescita, il differenziale di prezzo rispetto ai prodotti di origine animale resta uno dei principali ostacoli alla diffusione su larga scala. Frutta secca e semi dominano con il 45% del valore delle vendite, seguiti dalle alternative ai latticini e dai piatti pronti
13 aprile 2026 | 09:00 | C. S.
L’industria dei prodotti alimentari e delle bevande plant-based continua a espandersi in Europa, ma il suo peso sul totale del largo consumo rimane ancora limitato. Secondo una nuova analisi di Circana, presentata al Plant FWD di Amsterdam, il comparto ha raggiunto un valore di 16,3 miliardi di euro nei principali mercati europei (Regno Unito, Germania, Italia, Spagna, Francia e Paesi Bassi), registrando una crescita del +5,1% tra il 2024 e il 2025. Nonostante ciò, rappresenta appena il 2,4% delle vendite complessive di food & beverage, evidenziando un ampio margine di sviluppo.
Domanda trainata dai flexitariani
A sostenere la crescita non sono più soltanto vegetariani e vegani — che insieme rappresentano circa l’11% della popolazione europea — bensì i consumatori flexitariani, saliti al 31% nel 2024 rispetto al 21% dell’anno precedente. Si tratta di acquirenti che alternano prodotti di origine animale e vegetale, contribuendo a rendere il plant-based una scelta sempre più quotidiana e meno ideologica.
Questo cambiamento si riflette anche nella composizione del mercato: frutta secca e semi dominano con il 45% del valore delle vendite, seguiti dalle alternative ai latticini (21%) e dai piatti pronti (15%). Le alternative a carne e pesce, spesso al centro dell’attenzione mediatica, pesano invece solo per il 4%.
Crescita a due velocità in Europa
L’andamento del mercato non è uniforme. La Germania guida la crescita con un incremento del +7,2% a valore e +4,2% a volume, mentre la Spagna registra un +7,5%. Più debole la performance del Regno Unito, uno dei mercati più grandi (4,5 miliardi di euro), dove i volumi risultano in calo dello 0,7%.
Queste differenze, sottolinea Circana, dipendono sempre più da fattori come prezzo, posizionamento e capacità di rispondere alle esigenze locali dei consumatori.
Salute, nutrizione e prezzo al centro
La nuova fase di sviluppo del plant-based sarà guidata da elementi concreti: salute, funzionalità e convenienza economica. I consumatori chiedono prodotti che offrano benefici tangibili — come contenuto proteico, energia e supporto al benessere intestinale — oltre a un buon rapporto qualità-prezzo.
Trend emergenti, come la diffusione dei farmaci GLP-1 per la gestione del peso, stanno inoltre orientando le scelte verso porzioni più piccole ma più nutrienti.
Il nodo dei prezzi
Nonostante la crescita, il differenziale di prezzo rispetto ai prodotti di origine animale resta uno dei principali ostacoli alla diffusione su larga scala. La maggiore accessibilità economica viene indicata come condizione essenziale per trasformare l’interesse dei consumatori in abitudini consolidate.
Oltre le imitazioni: la sfida per l’industria
Secondo Circana, il settore si trova in un momento cruciale. La crescita futura dipenderà dalla capacità di aziende e retailer di superare il modello basato sull’imitazione dei prodotti animali e di sviluppare offerte più naturali, funzionali e integrate nella dieta quotidiana.
“Il plant-based ha raggiunto un punto di svolta: la prossima fase non sarà trainata dalla novità, ma dalla capacità di rispondere ai comportamenti reali dei consumatori”, ha dichiarato Ananda Roy, SVP Global Thought Leadership Europe di Circana.
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