Economia

I conti floridi della Grande Distribuzione in campo alimentare

I conti floridi della Grande Distribuzione in campo alimentare

A fare la differenza restano efficienza, scala e capacità di presidiare i territori. I discount continuano a essere il benchmark del comparto. Nel 2025 vendite in crescita del 4,3% con un fatturato netto di 109,8 miliardi di euro

02 aprile 2026 | 15:00 | T N

La grande distribuzione organizzata italiana a prevalenza alimentare continua a correre. Dopo un 2024 chiuso in crescita, il 2025 si apre con prospettive ancora più favorevoli: le vendite sono attese in aumento del 4,3% rispetto all’anno precedente, in accelerazione rispetto al +2,3% registrato nel 2024. A fotografare lo stato di salute del settore è la nuova edizione dell’Osservatorio sulla GDO italiana e internazionale dell’Area Studi Mediobanca, che analizza i bilanci di 118 aziende italiane e 30 grandi operatori internazionali nel periodo 2019-2024, con una copertura pari al 95,8% del mercato nazionale.

Nel 2024 il comparto ha raggiunto in Italia un fatturato netto di 109,8 miliardi di euro (Iva esclusa), con una quota di 13,4 miliardi riconducibile a operatori a controllo estero, pari al 12,2% del totale. Su un arco di cinque anni, dal 2019 al 2024, il giro d’affari della GDO italiana è cresciuto del 30,9%, con un tasso medio annuo del 5,5%.

Margini sopra la media e investimenti in aumento

A sostenere la crescita non sono soltanto i ricavi, ma anche una redditività che resta robusta in un settore tradizionalmente a margini contenuti. Nel 2024 l’EBIT margin si è attestato al 2,7%, superiore alla media del periodo (2,5%), mentre il ROI ha raggiunto il 7,1%, contro una media pluriennale del 6%. Questo miglioramento ha favorito una ripresa degli investimenti, cresciuti del 4,9% rispetto al 2023.

Non manca però la pressione dei costi. La GDO continua a confermarsi un settore labour intensive: il costo del personale pesa in media per il 12,5% delle vendite tra i retailer nazionali, mentre trasporti e logistica incidono per il 3,1% e l’energia per l’1,9%. Crescono inoltre i ricavi da attività promozionali, aumentati del 4,1% medio annuo tra il 2019 e il 2024 e ormai pari al 6,5% delle vendite dei dettaglianti. I ricavi immobiliari, invece, rappresentano l’1,2% del totale.

Dividendi per 1,3 miliardi in cinque anni

Il buon andamento dei conti si è tradotto anche in una significativa remunerazione del capitale. Nel quinquennio 2020-2024, gli operatori italiani della GDO hanno distribuito 1,3 miliardi di euro di dividendi e, parallelamente, hanno rafforzato la struttura patrimoniale con aumenti di capitale a pagamento per 691 milioni di euro.

Discount ancora protagonisti, ma il vantaggio si assottiglia

Resta centrale il ruolo dei discount, che continuano a mostrare performance superiori alla media del comparto, anche se con un ritmo meno irraggiungibile rispetto agli anni precedenti. Nel 2024 il loro fatturato è cresciuto del 3,6% rispetto al 2023, contro il +2% degli altri operatori. Nel periodo 2019-2024 il tasso medio annuo di crescita delle vendite per i discount è stato dell’8,4%, contro il 4,9% del resto del mercato.

La differenza resta soprattutto nella redditività: nel 2024 l’EBIT margin dei discount si è attestato al 5,1%, ben oltre il 2,1% degli altri gruppi. Ancora più netto il divario sul ROI, pari al 16,6% contro il 5,6% del resto del comparto.

Eurospin prima per utili cumulati, Radenza guida la crescita

Tra i singoli operatori, il primato della crescita nel periodo 2019-2024 spetta a Radenza Group, con un incremento medio annuo del fatturato del 13,5%, davanti a In's Mercato (+12,1%), Tatò Paride (+10,4%) e Agorà (+10,1%). Nell’ultimo anno, invece, in testa figurano RetailPro (+7,9%), Agorà (+7,8%) e Radenza Group (+6,3%).

Sul fronte della redditività operativa, il miglior EBIT margin 2024 è di Noto, che controlla AZ, con il 6,5%, seguito da Cive (6,1%) ed Eurospin (5,9%). Per ritorno sul capitale investito, invece, domina ancora Radenza Group con un ROI del 20,6%, davanti a MD (19,6%) ed Eurospin (18,3%).

È proprio Eurospin a conquistare il titolo di “regina” degli utili cumulati nel periodo 2019-2024, con 1,93 miliardi di euro, davanti a VéGé (1,685 miliardi) e Selex (1,651 miliardi).

La distribuzione organizzata spinge il consolidamento del mercato

Lo studio segnala anche un’accelerazione del consolidamento del settore. La quota di mercato dei primi sette operatori nazionali è salita dal 52,2% del 2010 al 71% di ottobre 2025. Senza il contributo della distribuzione organizzata, osserva Mediobanca, la quota sarebbe rimasta attorno al 50%.

Tra il 2019 e il 2025, la market share dei sette gruppi della Distribuzione Organizzata — escluse le due cooperative Conad e Coop — è aumentata di 7,1 punti percentuali, anche grazie all’allargamento delle basi associative. In questo quadro, VéGé risulta il gruppo che ha attirato il maggior numero di nuovi associati.

Tra i gruppi più dinamici spicca Agorà, che abbina crescita e marginalità elevate: EBIT margin al 5,2% e ROI al 14,3%, con vendite in aumento del 10,1% medio annuo dal 2019. Bene anche Selex, che supera la media del segmento con un tasso medio di crescita del 7,3%. Più in difficoltà, invece, Crai e Despar, che chiudono la classifica per margini operativi.

Sud e Isole trainano, bene anche il Triveneto

Dal punto di vista territoriale, il Sud e le Isole si confermano l’area più dinamica del Paese. Nel 2024 quattro operatori attivi prevalentemente nel Mezzogiorno hanno superato il miliardo di euro di ricavi: Megaholding (2,087 miliardi), Conad Adriatico (1,345 miliardi), Gruppo Arena (1,266 miliardi) e Multicedi (1,246 miliardi). Tra i gruppi con oltre 200 milioni di ricavi, spiccano le crescite di Radenza Group, Abbi Holding, Sidi Piccolo, Megaholding, Gruppo Arena e Tatò Paride, tutte a doppia cifra media annua tra il 2019 e il 2024.

Anche il Triveneto si conferma una delle aree più competitive della distribuzione italiana. Qui cinque aziende hanno superato il miliardo di fatturato nel 2024: Gruppo Unicomm, Finbre, Aspiag Service, Supermercati Tosano Cerea e Alì Group. Tra i nomi più brillanti per crescita figurano Supermercati Visotto, Migross e Gruppo Rossetto, mentre sul fronte della redditività emergono F.lli Lando, Supermercati Tosano Cerea e Alì Group.

Esselunga ai vertici internazionali per vendite al metro quadro

Nel confronto internazionale, i maggiori retailer mondiali confermano dimensioni molto più ampie rispetto al mercato italiano: nel 2024 il fatturato varia dai 649,3 miliardi di euro di Walmart ai 20,5 miliardi di Wm Morrison. Tra i gruppi più internazionalizzati figurano Jeronimo Martins, Ahold Delhaize, Seven & i, Carrefour ed Elo-Auchan. Il panel internazionale esprime nel 2024 un ROI medio del 10,2%, in lieve aumento rispetto al 9,9% del 2023.

A spiccare è però anche un nome italiano: Esselunga risulta il primo operatore per vendite per metro quadro sul mercato domestico, con 16.071 euro per mq, davanti a J Sainsbury, Tesco, Coles, Woolworths ed Empire.

Un settore più forte, ma sempre sotto pressione

La fotografia che emerge è quella di una GDO italiana più solida, più concentrata e ancora capace di investire, nonostante la pressione persistente sui costi e una competizione sempre più serrata. A fare la differenza restano efficienza, scala e capacità di presidiare i territori. E se i discount continuano a essere il benchmark del comparto, la vera novità è che anche altri operatori stanno colmando il gap, trasformando la distribuzione alimentare in uno dei settori più dinamici dell’economia italiana.

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