Economia
Prezzi dell’olio di oliva al 5 dicembre: produzione in ritardo e prezzi instabili
In quasi tutto il bacino del Mediterraneo la raccolta delle olive procede con rallentamenti e ritardi. L’olio extravergine di oliva spagnolo scende di nuovo a 4,5 euro/kg mentre salgono le quotazioni di vergine e lampante. Tensione in Portogallo
05 dicembre 2025 | 14:00 | T N
La situazione del mercato internazionale dell’olio di oliva è fortemente condizionata dal ritardo nella raccolta delle olive in tutti i principali Paesi produttori.
In Spagna la raccolta sta procedendo molto a rilento e a novembre è stato raccolto meno del 10% di quanto il Paese si aspetta di produrre al termine della campagna olearia. Anche la Grecia procede con lentezza mentre il Portogallo, al pari dell’Italia, dovrebbe chiudere la campagna tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio. Fuori dai confini europei la raccolta delle olive in Tunisia e Marocco è realmente partita solo dalla seconda metà di novembre.
Il trend di mercato, quindi, non si è ancora stabilizzato stante l’incertezza sui volumi produttivi reali della campagna olearia e le quotazioni all’ingrosso seguono questo stato di incertezza, dovuto altresì ai dubbi sulla qualità complessiva delle produzioni.
In questo momento i volumi prevalenti per il mass market sono disponibili in Italia con quotazioni di 7,5-8,5 euro/kg e in Portogallo con prezzi di 4,8-5,2 euro/kg. Gli scambi sono però molto limitati in questo momento con preoccupazione crescente proprio in Portogallo che in questo periodo della scorsa campagna olearia aveva già venduto oltre la metà della propria produzione mentre oggi quantitativi piuttosto scarsi, con l’Arbequina che dovrebbe essere declassata a vergine forse già ad aprile o maggio. La prospettiva a fine dicembre o gennaio, quindi, è la possibilità che il Portogallo offra forti sconti su volumi importanti, condizionando i prezzi anche spagnoli.
Intanto la Spagna continua a navigare a vista, con la quotazione dell’extravergine a 4,5 euro/kg al 5 dicembre secondo Poolred ma continue oscillazioni fino a 4,75 euro/kg, con oli di buona o otima qualità scambiati fino a 5,5 euro/kg.

Continuano a essere molto richiesti dal mercato, soprattutto dagli italiani, gli oli vergini di oliva spagnoli. Si tratta di oli con difetti organolettici che in alcuni casi possono essere mascherati con un fruttato verde intenso e in cui anche lo sforamento del limite degli etil esteri può essere ricondotto centro i limiti legali con miscele con buon extravergine di oliva. Le promozioni previste nella Grande Distribuzione nei primi tre mesi del 2026 obbligano a miscele vergine/extravergine fino a percentuali di 90/10% per stare entro i limiti del prezzo di 4,49 euro/litro spesso imposto a scaffale. Ecco dunque spiegato il balzo dell’olio vergine di oliva fino a 3,8 euro/kg secondo Poolred al 5 dicembre, quando fino alla metà di novembre non superava i 3,65 euro/kg.
Olio lampante invece in altalena sempre nella misura dei 5 centesimi in più o in meno. Al 5 dicembre era 3,45 euro/kg ma pronto a oscillare a 3,4 euro/kg nei prossimi giorni.
Nel complesso abbiamo una situazione di incertezza che perdurerà finchè non saranno maggiormente chiari i reali volumi produttivi e anche i flussi di vendita a novembre, chiarendo quindi anche la dimensione degli stock effettivamente disponibili sul mercato. E’ però da sottolineare che, al contrario degli anni scorsi, gli operatori si sono abituati a gestire gli scambi con basse giacenze, senza farsi prendere dal panico e fare incetta di olio, il che sta provocando una sostanziale tenuta delle quotazioni ai livelli dello scorso anno pur in presenza di una campagna complessiva che viene vista stabile o in leggero decremento.
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