Economia
Prezzi in caso per l'ortofrutta italiana: cime di rama giù del 20%
Le attuali dinamiche di mercato mostrano una tendenza in calo, rispetto allo scorso anno, per i prezzi all’ingrosso degli ortaggi, complice il clima mite registrato finora che ha favorito la produzione, generando abbondanza di prodotto ma non stimolato il consumo
17 novembre 2025 | 10:00 | C. S.
Tornano i consigli settimanali de La Borsa della Spesa, il servizio realizzato da BMTI e Italmercati in collaborazione con Consumerismo No Profit, sui prodotti migliori da acquistare, in termini di rapporto qualità-prezzo e stagionalità.
Le attuali dinamiche di mercato mostrano una tendenza in calo, rispetto allo scorso anno, per i prezzi all’ingrosso degli ortaggi, complice il clima mite registrato finora che ha favorito la produzione, generando abbondanza di prodotto ma non stimolato il consumo. Tale andamento cambierà direzione una volta che le temperature diurne caleranno.
Sul fronte della frutta, si nota una ripresa del mercato delle castagne, con una domanda in aumento, specialmente per la varietà dei marroni, apprezzata per la sua qualità superiore. I prezzi all’ingrosso per questi ultimi, si attestano intorno ai 4,50 euro/kg per la pezzatura medio-piccola (-10% rispetto al 2024), e raggiungono i 5,50 euro/kg per quella più grande. Per quanto riguarda i melograni, nonostante l'aumento della produzione, la domanda contenuta ha portato i prezzi a scendere del 5,7% in una settimana, arrivando intorno a 1,50 euro/kg. I cachi, la cui produzione è concentrata in particolare in Campania ed Emilia-Romagna, mostrano un andamento regolare; la varietà Vaniglia, la più consumata, è prezzata all’ingrosso intorno a 1,20 euro/kg. Continua positivamente la produzione delle mele, sia di montagna che di pianura. Nello specifico, questa settimana si consiglia l’acquisto della varietà Annurca campana, iniziata con prezzi all'ingrosso regolari, in linea con lo scorso anno, che oscillano tra 1,50 euro/kg per le mele di dimensioni medie e 2,00 euro/kg per le più grandi. Un'altra varietà in entrata è la Renetta del Canada, quotata all’ingrosso intorno a 1,70 euro/kg. Le clementine stanno migliorando sia in termini di produzione, grazie alle temperature più fredde, sia in termini di richiesta. I prezzi all’ingrosso variano da 0,90 euro/kg per la pezzatura più piccola a 1,50 euro/kg per le più grandi, con le clementine delle zone vocate calabresi, di qualità migliore, che si attestano intorno a 2,00 euro/kg. In generale si registra quindi un calo del 5,1% rispetto alla scorsa settimana e del 10, 4% rispetto ad un anno fa.
Tra gli ortaggi, si suggeriscono in particolare le cime di rapa, presenti nei mercati in grandi quantitativi con prezzi all’ingrosso in calo del 21,8% rispetto a dodici mesi fa, tra 1,20 e 1,40 euro/kg. I cavolfiori, spesso utilizzati in ricette di tendenza sfiziose, godono di produzione abbondante e buona qualità: il cavolfiore bianco, all’ingrosso, è disponibile intorno a 1,30 euro/kg (-7,4% in una settimana) mentre il cavolfiore romanesco, noto anche come broccolo, si aggira intorno a 1,40 euro/kg. Domanda ancora molto debole per i finocchi, che vengono consumati maggiormente quando le temperature diventano più fredde ma la produzione campana e pugliese procede regolarmente e i prezzi all’ingrosso sono scesi da 2,00 euro/kg a 1,20 euro/kg (-11% rispetto ad una settimana fa e -23,4% rispetto al 2024). Procede regolarmente la produzione degli spinaci, con prezzi all’ingrosso intorno a 1,20 euro/Kg (-4,8% su base annua). Infine, dopo la ricorrenza di Halloween, la domanda per le zucche è calata e con essa i prezzi all’ingrosso: la varietà Butternut è a 0,70 euro/kg, la tonda Delica intorno a 1,00 euro/kg e la lunga Violino a 0,80 euro/kg.
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