Economia

Previsioni di prezzi al ribasso per l’olio di oliva secondo la Fao

Previsioni di prezzi al ribasso per l’olio di oliva secondo la Fao

Il commercio mondiale di olio d'oliva si espanderà a oltre 1,3 milioni di tonnellate, raggiungendo potenzialmente un massimo storico. I prezzi più bassi aumenteranno gli acquisti nei principali mercati, tra cui Brasile, Cina, Unione Europea e Stati Uniti d'America

14 novembre 2025 | 09:00 | T N

Con l'avanzare della raccolta del raccolto 2025/26, le previsioni preliminari indicano una produzione globale di olio d'oliva stabile di 3,4 milioni di tonnellate, leggermente al di sotto del livello stimato per la stagione precedente, secondo un recente report della FAO.

Si prevede che la produzione in Spagna sarà leggermente inferiore a quella dell'anno scorso, ma rappresenterà comunque circa il 40% della produzione globale. Mentre le piogge favorevoli da marzo a maggio 2025 nelle principali regioni di coltivazione hanno favorito uno sviluppo favorevole delle colture durante le fasi di fioritura e impollinazione, il caldo eccessivo e la siccità da giugno 2025 hanno ostacolato le prospettive di resa. Evidentemente, le condizioni meteorologiche nei prossimi mesi rimarranno cruciali nel determinare l'esito finale del raccolto.

Sulla costa meridionale del Mediterraneo, si prevede che la Tunisia registrerà un raccolto da record, favorito dalle abbondanti precipitazioni durante tutta la stagione di crescita. Con oltre 400.000 tonnellate, le previsioni preliminari potrebbero posizionare la Tunisia come il secondo produttore mondiale di olio d'oliva nel 2025/26, rappresentando il 13% della produzione globale.

Nel frattempo, si prevede che la produzione in Italia si riprenderà dal raccolto ridotto a causa della siccità della stagione precedente, in gran parte sostenuto dalle condizioni favorevoli nelle regioni meridionali del Paese.

Al contrario, si prevede che la produzione di olio d'oliva in Grecia diminuirà rispetto all'anno precedente. Oltre alla naturale alternanza produttiva degli ulivi – dove una stagione ad alta resa è solitamente seguita da un raccolto a bassa resa – la coltura è stata anche negativamente influenzata dalla prolungata siccità in alcune delle principali regioni di coltivazione.

Allo stesso modo, si prevede che anche la produzione in Turchia diminuirà rispetto al raccolto record registrato nella stagione precedente.

Il mercato dell’olio di oliva e i prezzi dall’osservatorio della Fao

I consumatori hanno dovuto far fronte a prezzi elevati dell'olio d'oliva dalla fine del 2022, poiché la siccità prolungata ha ridotto la produzione globale, in particolare in Spagna, per due stagioni consecutive. Tuttavia, con i prezzi di riferimento nei principali paesi esportatori che hanno iniziato un trend discendente nel 2024 e sono diminuiti bruscamente in seguito, grazie al miglioramento dell'offerta globale, si prevede che il consumo mondiale di olio d'oliva continuerà a riprendersi.

I consumi hanno già mostrato una graduale ripresa dall'inizio del 2025, in risposta a prezzi più accessibili. Tuttavia, poiché la stagione 2025/26 inizia con scorte iniziali relativamente basse, è improbabile che l'utilizzo globale torni completamente al livello record raggiunto prima del 2022/23.

In linea con la prevista ripresa dei consumi, si prevede che il commercio mondiale di olio d'oliva si espanderà a oltre 1,3 milioni di tonnellate, raggiungendo potenzialmente un massimo storico. Si prevede che l'Unione Europea rimarrà il principale esportatore mondiale, in gran parte supportato dalle ampie disponibilità di esportazione in Spagna, sebbene i dazi doganali più elevati imposti dagli Stati Uniti d'America potrebbero frenare i volumi commerciali.

Nel frattempo, le previsioni preliminari di un raccolto record in Tunisia potrebbero aumentare la quota del Paese nel commercio mondiale di olio d'oliva.

Al contrario, si prevede che la minore produzione prevista in Turchia, tradizionalmente uno dei principali esportatori di olio d'oliva, limiterà la sua capacità di esportazione nel 2025/26.

Dal lato delle importazioni, si prevede che i prezzi più bassi aumenteranno gli acquisti nei principali mercati, tra cui Brasile, Cina, Unione Europea e Stati Uniti d'America.

Potrebbero interessarti

Economia

Cambia lo scenario di consumo mondiale dell'olio di oliva: Stati Uniti in calo, Cina in forte crescita

Nei primi dieci mesi della campagna 2025/26 l’Unione europea ha esportato 626.775 tonnellate di olio d’oliva verso i Paesi extra-Ue, praticamente in linea con lo stesso periodo della campagna precedente ma sopra la media quinquennale. La Spagna mantiene il primato, l’Italia arretra e gli Stati Uniti perdono terreno a vantaggio soprattutto di Brasile, Cina e Messico

09 ottobre 2026 | 16:00

Economia

Prezzi dell’olio di oliva al 6 ottobre: quasi azzerato il differenziale tra extravergine italiano e spagnolo

Solo 70 centesimi o meno separano le quotazioni all’ingrosso tra olio extravergine di oliva italiano e spagnolo, dopo aver raggiunto picchi di 4-5 euro/kg. A Foggia il prezzo scende a 4 euro/kg, stabile a 4,45 a Bari mentre a Jaen scende a 3,35 euro/kg

06 ottobre 2026 | 16:00

Economia

Prezzi alimentari mondiali in aumento a settembre: +5,8% in un anno

L’indice FAO dei prezzi alimentari ha raggiunto 136 punti, segnando un aumento dell’1,5% su agosto. A spingere i mercati sono soprattutto cereali, zucchero e oli vegetali, mentre calano le quotazioni delle carni

05 ottobre 2026 | 14:00

Economia

Inizia la stagione delle castagne, prezzi della frutta in calo

Tra gli ortaggi si chiude la produzione in pieno campo e parte quella in serra. Il clima più favorevole lascia prevedere una graduale normalizzazione dell'offerta e al Centro-Sud. Scendono i prezzi di fichi d'India e uva da tavola

05 ottobre 2026 | 10:00

Economia

E' deflazione per il vino italiano

Una dinamica in netta controtendenza rispetto all’inflazione generale e particolarmente critica per le imprese, chiamate contemporaneamente a sostenere rincari su alcune delle principali voci di costo

01 ottobre 2026 | 12:34

Economia

Olio extravergine di oliva tunisino in Europa a 3,51 euro/kg a luglio e agosto

La destinazione privilegiata dell’olio extravergine di oliva tunisino diventeranno gli Stati Uniti e il Canada che pagano rispettivamente 4,5 e 4,8 euro/kg. L'Italia è solo il quarto mercato dell’olio tunisino ad agosto, il primo resta la Spagna

30 settembre 2026 | 16:00