Economia
I consumi alimentari delle famiglie nel primo semestre 2025
Nel comparto degli oli e dei grassi vegetali emerge la dinamica positiva delle vendite in volume dell'olio extravergine di oliva favorita dalla riduzione dei prezzi medi in GDO. In crescita spesa e volumi di molti prodotti freschi, in particolare ortaggi e, proteici di origine animale
16 novembre 2025 | 11:00 | C. S.
Nel primo semestre 2025 la spesa degli italiani per il consumo alimentare domestico è cresciuta del 5,2% rispetto all'anno precedente, dopo il +2% del 2024. Come nel 2024, la crescita continua a non essere trainata solo dai prezzi, ma anche dai volumi di molti dei principali prodotti nel carrello della spesa. La pressione promozionale non si intensifica, con la quota della spesa interessata dalle promozioni che passa dal 23,8% nei primi sei mesi del 2024 al 23,6% dei primi sei mesi del 2025. La crescita della spesa alimentare è stata di diversa intensità a livello territoriale: più marcata al Sud (+6,9%), seguita dal Centro (+5,2%), dal Nord-Ovest (+5%) e dal Nord-Est (+3,5%). In tutti i territori si evidenzia una accelerazione della dinamica positiva nel secondo trimestre dell'anno. L'incremento di spesa è in tutti gli areali accompagnata da una maggior frequenza d'acquisto (+10% su base annua) con una percentuale più elevata nel Nord Ovest (+11,8%). Il supermercato si conferma il canale dominante con una quota di mercato del 41% e una crescita del +6,1%. Segue il discount, con un incremento del valore degli acquisti pari al 3,5%. In crescita del 3,3% le vendite presso gli ipermercati.
In crescita spesa e volumi di molti prodotti freschi, in particolare ortaggi e, proteici di origine animale. Nei carrelli della spesa, nel primo semestre 2025, più ortaggi freschi (+4,9% i volumi e +5,6% la spesa), più uova (+7,5% i volumi e +13,2% la spesa), più pesce fresco (+3,7% i volumi, +10,2% la spesa), ma anche più pane (+4,9% % i volumi, +6,1% la spesa), più formaggi freschi (+5,3% i volumi, +8,6% la spesa); ci sono, di contro, prodotti penalizzati dai nuovi trend di consumo, di cui esempi emblematici sono il latte fresco (-3,9%, -1% la spesa) e il vino (-2,5% i volumi, a fronte di un aumento della spesa dell'1,9%). Cambiano anche le merende più piccoli: con riduzioni dei volumi acquistati di succhi di frutta (-3%), merendine (-2,5%), creme spalmabili e cioccolate (rispettivamente -0,7% e - 2,9%). Il miele mostra una crescita dei volumi del 7% mentre quelli di zucchero e dolcificanti restano per lo più stabili (-0,2%).
Derivati dei cereali
La spesa aumenta (+2,7%), sostenuta principalmente dal pane e sostituti (+6,1% in valore e +4,9% in volume), pizza (+4,8% la spesa e +4,2% i volumi). Per lo più stabili gli acquisti in volume di pasta (- 0,6%), a fronte di prezzi in riduzione per le frequenti e diffuse promozioni. In flessione spesa e volumi dei prodotti per la prima colazione, penalizzati da nuove abitudini che tendono a sostituire latte e biscotti con yogurt e frutta secca.
Lattiero caseari
La spesa cresce del 6,3% nel primo semestre. La dinamica più rilevante ha interessato i formaggi duri (+8,8) la spesa, a fronte di volumi acquistati per lo più stabili su base tendenziale (-0,4%). Buoni risultati per i formaggi freschi: +8,7% la spesa, +5,3% i volumi. Ancora meglio lo yogurt: + 9,7% la spesa e +5,7% i volumi. Prosegue il calo dei consumi di latte fresco (-3,9% i volumi su base annua).
Carni e uova
I volumi acquistati sono tornati a crescere per molte referenze del comparto delle carni, con i prezzi in costante e importante aumento. Tra tutte le tipologie di carne, spicca ancora una volta quella avicola, con un incremento del 6,1% nei volumi acquistati e una spesa in crescita dell'11,5%. Segue la carne suina, con un aumento del 3,1% dei volumi e del 5,5% della spesa. Penalizzate, invece, le carni bovine, con un -1% nei volumi, frenati dai significativi aumenti dei prezzi medi (+8,7%). Le uova hanno confermato il proprio ruolo strategico all'interno del comparto proteico, evidenziando un incremento dei volumi acquistati del 7,5% anche a fronte di prezzi in aumento del 5,3%.
Ortofrutticoli
Nel comparto ortofrutticolo si conferma il buon andamento delle vendite di ortaggi, con una crescita della spesa pari al +3,6%, sostenuta in particolare dalla componente fresca, dove si registrano discreti incrementi dei volumi nel carrello sia per gli ortaggi (+4,9%) che per le patate (+7%), in recupero anche gli ortaggi di IV gamma (+2,3%). Stabili gli acquisti di ortaggi surgelati e conserve di pomodoro. Per la frutta la spesa complessiva si incrementa del 5,5% malgrado la flessione dei volumi. In flessione gli acquisti di succhi (-3%) mentre aumentano quelli di frutta in guscio (+1,9%).
Ittici
Gli acquisti domestici di prodotti ittici hanno registrato una ripresa, con un incremento della spesa complessiva del 7,2% sostenuta sia dai prezzi in rialzo che dal recupero dei volumi. A stimolare questo risultato è stata soprattutto la crescita della spesa del pesce fresco, che rappresenta oltre la metà del totale ittico, l'incremento dei volumi del 3,2% si è accompagnato ad un aumento dei prezzi medi del 6,2%. Performance positive anche per il segmento degli ittici surgelati, per i quali recuperano volumi sia i confezionati (+4,1%) che gli sfusi (+13,1%).
Vino e bevande
Nel comparto delle bevande spicca la perforformace degli spumanti, per i quali a fronte di un incremento dei volumi dell'8,8%, la spesa cresce del 7,6%. Spesa in aumento dell'1,9% per il vino, con volumi in contrazione del 2,5%. In flessione i volumi per le birre (-1,1%). Di contro aumentano i volumi di acqua in bottiglia nel carrello (+3,9%) così come quelli di bevande analcoliche (+3,2%).
Oli vegetali
Nel comparto degli oli e dei grassi vegetali emerge la dinamica positiva delle vendite in volume dell'olio extravergine di oliva (+15%) favorita dalla riduzione dei prezzi medi in GDO (-18%). Al contempo si contraggono gli acquisti di olio di semi (-6,4% i volumi) i cui prezzi aumentano del 1,6%.
Gli altri prodotti
Tra gli altri prodotti a scaffale, spiccano, per dinamicità, miele e caffè. In particolare, i volumi acquistati di miele sono aumentati del 7%, la spesa per il caffè è aumentata del 18%.
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