Economia

Il prezzo dell’olio di oliva al 10 ottobre: lo strano caso del brusco calo a Brindisi, Taranto e Lecce

Il prezzo dell’olio di oliva al 10 ottobre: lo strano caso del brusco calo a Brindisi, Taranto e Lecce

Mentre in Spagna si assiste a una debole frenata delle quotazioni, soprattutto per il vergine di oliva, in Italia si assiste a un film già visto nel 2024, con il brusco calo delle quotazioni dell’olio extravergine di oliva a Brindisi, Taranto e Lecce

10 ottobre 2025 | 14:40 | T N

I prezzi dell’olio extravergine di oliva nelle piazze di Brindisi, Taranto e Lecce sono in calo, secondo IsmeaMercati a 9 euro/kg (- 6,3%).

Considerando le giacenze di olio extravergine di oliva nazionale su queste tre piazze, in tutto 1600 tonnellate, il dato dovrebbe non essere indicativo ma lo è come segnale che sta iniziando nuovamente l’ondata speculativa sull’olio italiano. Già nel 2024 segnalammo su queste pagine le forti anomalie su queste borse merci, con quotazioni dell’extravergine fino a 1 euro/kg in mezzo rispetto alla vicina Bari.

Brindisi, Taranto e Lecce non vanno quindi interpretate per il valore assoluto ma come indicatori di meccanismi speculativi che, di tanto in tanto, qualcuno vuole innescare. Messaggi, o meglio pizzini, al mercato a voler indicare la via.

Nel recente passato, la speculazione è stata controllata da parte della filiera produttiva, impedendo che si innescassero spirali al ribasso. Oggi la storia si ripete.

Il prezzo dell’olio extravergine di oliva italiano sulla piazza di Bari, su Ismea Mercati e sul Borsino dell’Olio di Teatro Naturale è praticamente immutato da settimane, con variazioni di pochi centesimi, a 9,3-9,5 euro/kg anche perché di olio ve n’era molto molto poco. Le contrattazioni sulle singole partite, influenzate dalla qualità, non potevano innescare grandi variazioni delle quotazioni.

E’ quindi inspiegabile la brusca frenata a Brindisi, Taranto e Lecce, se non con la reiterazione di uno schema ben conosciuto.

Anche in Spagna gli imbottigliatori stanno cercando di raffreddare le quotazioni. Le grandi industrie dell’olio iberico stanno facendo shopping di olio in Tunisia a prezzi bassi, condizionando i mercati. Volete la prova? Migasa ha recentemente comprato in Tunisia olio vergine di oliva a 3,6 euro/kg e, guarda caso, da quasi 3,8 euro/kg che era la quotazione dell’olio vergine fino al 30 settembre, il prezzo si sta posizionando a 3,65 euro/kg secondo PoolRed al 10 ottobre.

Dinamica simile, ma meno pronunciata, per l’extravergine di oliva che si stava portando verso i 4,3 euro/kg ma ha subito un brusco rallentamento tornando a 4,22 euro/kg al 10 ottobre.

Più stabili le quotazioni invece del lampante a 3,47 euro/kg secondo PoolRed al 10 ottobre.

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