Economia

I consumi di biologico continuano a crescere

I consumi di biologico continuano a crescere

Il crescente interesse che i consumatori mondiali hanno per il bio. Un segnale positivo che non riguarda solo l’Italia, ma anche i principali paesi europei, con un +10% in Germania e un +8% del Regno Unito

07 ottobre 2025 | 13:00 | C. S.

Nei primi 4 mesi del 2025 il prodotto biologico ha registrato una crescita delle vendite del +4,4% a valore e del +2,6% a valore, pur in un quadro di complessità dovuta al peso dell’inflazione. Un segnale positivo che non riguarda solo l’Italia, ma anche i principali paesi europei, con un +10% in Germania e un +8% del Regno Unito e che si somma ad un crescente interesse che i consumatori mondiali hanno per il bio. Un recente studio realizzato da Nomisma nell’ambito del Progetto ITA.BIO per Ice Agenzia ha attestato infatti un’alta propensione dei consumatori di tutto il mondo a scegliere prodotto biologico Made in italy. Segnali incoraggianti che sono stati presentati oggi al convegno CooperaBio - L’agricoltura biologica si rafforza con la cooperazione svoltosi oggi a Isola del Piano (PU) presso la Cooperativa agricola Gino Girolomoni, alla presenza tra gli altri del Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati Mirco Carloni.

Il tema delle risorse stanziate a sostegno del comparto è stato tra i principali temi affrontati nel corso dell’evento. Gabriele Canali dell’Università Cattolica di Milano ha a tal riguardo evidenziato “il rischio che il sostegno alle superfici si traduca in una sorta di rendita per agricoltori che hanno superfici a biologico ma che non producono prodotti biologici”. 

Secondo il professor Canali il biologico ha bisogno di innovazione e di ricerca, così anche di una maggiore comunicazione, visto che c’è troppa confusione tra la certificazione biologica ed altre certificazioni sostenibili. Fondamentale è il ruolo dell’aggregazione, che consente di offrire i necessari servizi di assistenza tecnica specialistica agli agricoltori, e anche di disporre dei quantitativi necessari per  riuscire ad esportare all’estero. “La cooperazione è di fatto necessaria – ha dichiarato Canali – non solo per ragioni di mercato, ma anche perché genera altri benefici importanti a partire dalla difesa della vitalità delle aree interne”. 

Anche il presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei deputati Mirco Carloni ha sottolineato la virtuosità dei modelli aggregativi che, come nel caso dei Distretti del biologico, “mettono insieme imprese unite da valori comuni, riuscendo a dare competitività al territorio”. “Anche nelle Marche – ha detto – le imprese hanno dimensioni molto piccole: se non c’è aggregazione non possiamo stare sul mercato e la cooperazione riesce a dare in tal senso un vantaggio economico competitivo”.

Nel suo intervento conclusivo il presidente di Confcooperative FedagriPesca Raffaele Drei ha evidenziato come sia opportuno “evitare una contrapposizione tra agricoltura convenzionale e biologica perché sono invece due modelli integrabili tra di loro e rappresentano una segmentazione dell’offerta che l’agricoltura italiana offre ai consumatori. L’agricoltura italiana – va rimarcato - è in assoluto quella più rispettosa al mondo sia dell’ambiente che dei consumatori. I dati sulla presenza di residui di fitofarmaci dei prodotti sul mercato lo confermano”. Anche dal punto di vista normativo secondo il Presidente Drei, “ciò che è auspicabile per il settore biologico vale anche per il settore convenzionale, tra cui le future politiche agricole comunitarie e la necessita di sostenere l’aggregazione”.

Potrebbero interessarti

Economia

Sostenibilità e salute, gli italiani cambiano il carrello della spesa alimentare

Torna a crescere l’attenzione degli italiani verso l’ambiente: l’85% dei consumatori si dichiara preoccupato per la sostenibilità e il 76% ha modificato le proprie scelte d’acquisto privilegiando prodotti percepiti come più salutari e sostenibili

19 settembre 2026 | 10:00

Economia

Luce in fondo al tunnel per il vino italiano negli USA

Secondo l’analisi di Unione italiana vini, il buon risultato di luglio alleggerisce il gap cumulato nei primi 7 mesi di quest’anno, portandosi a -11% (era -14% a giugno) e una previsione di assestarsi attorno al -9,5% ad agosto

18 settembre 2026 | 11:35

Economia

Olio extravergine d'oliva, il commercio intra-Ue rallenta ma resta sopra la media quinquennale

Nei primi otto mesi della campagna 2025/26 gli scambi di extravergine tra i Paesi dell’Unione scendono del 6,8% rispetto allo stesso periodo della campagna precedente. Francia, Germania e Portogallo sono i principali mercati dopo Italia e Spagna. L’Italia riduce i propri acquisti intra-Ue

16 settembre 2026 | 11:00 | Alberto Grimelli

Economia

Prezzi dell’olio di oliva al 15 settembre: l’extravergine nazionale stabilmente sotto i 5 euro/kg

Scende a poco più di 10 centesimi il differenziale di prezzo tra olio extravergine e vergine di oliva in Spagna, col lampante poco distante. In Puglia e Calabria la soglia dei 5 euro/kg appare un miraggio, anche per i contratti di olio novello, che rischiano di segnare il mercato

15 settembre 2026 | 16:15

Economia

Nel primo semestre 2026 in rialzo le esportazioni italiane di ortofrutta

Per la frutta fresca, principale voce del nostro export, i volumi si sono ridotti dello 0,8%, mentre il valore esportato è cresciuto del 3,1% rispetto ai primi sei mesi del 2025. Molto vivace è stato il settore della frutta secca

15 settembre 2026 | 10:00

Economia

Export del vino italiano, semestre in rosso: -6,2% a 3,6 miliardi di euro

Il vino italiano continua a risentire della frenata della domanda internazionale. Nei primi sei mesi dell’anno le esportazioni calano del 6,2% in valore e del 4% nei volumi, mentre il prezzo medio all’export scende del 2,3%. Tengono gli spumanti, mentre soffrono ancora i vini fermi imbottigliati

12 settembre 2026 | 12:00