Economia
Focus su polizze innovative e strumenti di difesa attiva per la viticoltura
I rischi per la viticoltura nazionale sono in aumento a causa dei cambiamenti climatici: innovazione assicurativa, prevenzione attiva e pianificazione territoriale sono le chiavi per garantire resilienza e competitività
14 aprile 2025 | 13:00 | C. S.
I cambiamenti climatici mettono sempre più a rischio la viticoltura nazionale.
Non si tratta solo di fenomeni estremi, come le gelate o le grandinate, ma anche di componenti meteo che hanno un impatto sulla qualità della produzione, a sua volta componente del reddito.
Nel 2024 i valori assicurati delle colture vegetali hanno superato i 9,6 miliardi di euro, registrando un incremento del 5% rispetto alla media 2019-2021, antecedente allo shock inflazionistico del biennio 2022-2023, e confermando l'interesse in agricoltura verso strumenti di risk management. In parallelo, la dimensione media delle aziende assicurate è cresciuta del 19,8% rispetto all'inizio del decennio, segno di una gestione del rischio più strutturata e di una maggiore consapevolezza assicurativa da parte delle imprese. Nel comparto vitivinicolo, che si conferma il più assicurato tra le colture, le polizze agevolate continuano a mostrare una forte concentrazione territoriale: il 77% dei valori è localizzato tuttora nel Nord Italia, con il Veneto in testa, sia per volumi sia per adesione agli strumenti assicurativi.
Tra le avversità maggiormente assicurate si conferma la prevalenza di eventi atmosferici ricorrenti, tecnicamente catalogati tra quelli di frequenza, come grandine, eccesso di pioggia e vento forte. Una delle principali novità presentate nel corso dei lavori è la polizza SMART, introdotta nell'ambito del Piano di Gestione dei Rischi in Agricoltura (PGRA) 2025: una formula innovativa, semplificata e a basso costo, basata su valori indice in grado di remunerare il capitale di anticipazione e su perizie areali campionarie. Questa soluzione consente un abbattimento dei costi assicurativi superiore al 50% rispetto alle formule tradizionali e introduce risarcimenti fino al 90% del danno accertato per gli agricoltori del Centro-Sud (80% per il Nord). È inoltre previsto un aumento del 20% del limite di indennizzo a carico del Fondo mutualistico nazionale AgriCat per chi sceglie di aderire alla nuova polizza. Nel corso dell'incontro è stata ribadita la necessità di affiancare agli strumenti assicurativi interventi integrati di prevenzione attiva, come l'utilizzo di reti antigrandine, pale antibrina e soluzioni di smart agriculture, nonché strategie di adattamento tecnico-agronomico, compresa l'introduzione di varietà più resistenti agli stress climatici.
Tra gli strumenti a supporto della programmazione, è stato presentato in anteprima rispetto alla pubblicazione prevista entro la fine del 2025 anche il progetto CEVI - Catastrophic Events Vulnerability Index, sviluppato da ISMEA per misurare a livello comunale la vulnerabilità dei territori italiani ai principali eventi climatici estremi (gelo, alluvione, siccità). In particolare, l'indice "CEVI gelo" ha evidenziato aree critiche nei Comuni sulla strada del vino, territori ad alta vocazione vitivinicola, ma esposti ai microclimi del Lago di Garda e delle Dolomiti Bellunesi.
"La gestione del rischio nella viticoltura italiana si evolve verso un approccio sinergico tra pubblico e privato, in cui innovazione assicurativa, prevenzione attiva e pianificazione territoriale sono le chiavi per garantire resilienza e competitività a una delle filiere più strategiche del nostro sistema agroalimentare", ha dichiarato Sergio Marchi, Direttore generale di ISMEA. "L'obiettivo è chiaro: costruire un sistema di prevenzione dei rischi sempre più inclusivo, efficace e accessibile, in grado di accompagnare la transizione del settore vitivinicolo verso modelli produttivi sostenibili e capaci di affrontare le sfide poste dalla crisi climatica."
"La nuova vision presentata dal Commissario Hansen attribuisce Particolare importanza alle politiche di gestione del rischio per la fase di programmazione post 2027". Ha sottolineato Giuseppe Blasi capo dipartimento Pac e sviluppo Rurale del Masaf. "Anche se il quadro delle risorse non è ancora definito, occorre avviare un approfondito confronto con tutti i portatori di interesse, per delineare il nuovo pacchetto di strumenti che si intende attivare, partendo ovviamente dalle esperienze di successo di questi anni, con l'obiettivo di rendere il sistema produttivo italiano sempre più competitivo e resiliente".
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