Economia
Olio extra vergine di oliva a 6,49 euro al supermercato. E’ una truffa?
Quando la Grande Distribuzione prende in giro il consumatore. Ecco cosa nasconde dietro certe offerte clamorose sull’olio extra vergine di oliva: 6,49 euro per una bottiglia da 750 ml, cioè 8,65 euro/litro è incompatibile con i prezzi all’ingrosso dell’olio extra vergine di oliva da un anno
19 gennaio 2024 | Alberto Grimelli
Le offerte volantino sull’olio extra vergine di oliva di gennaio e febbraio, storicamente uno dei periodi con gli sconti maggiori su questo prodotto, sono iniziate col botto.

Ecco a voi un'offerta speciale a 6,49 euro a bottiglia da 750 ml, equivalenti a 8,65 euro/litro. Si tratta di oli comunitari, quindi immaginiamo di base spagnola e greca.
Non è la prima e probabilmente non sarà l'ultima offerta a prezzi così stracciati.
Si tratta di un prezzo assolutamente incompatibile con olio extra vergine di oliva della nuova campagna olearia, con le quotazioni all’ingrosso che non sono praticamente mai scese sotto gli 8 euro/kg in nessun mercato.
Quindi è olio extra vergine di oliva tarocco? Una truffa?
Non necessariamente, poiché bisogna controllare attentamente la data di scadenza dell’olio extra vergine di oliva che si va a comprare al supermercato.
Vi accorgerete infatti che, molto spesso, le bottiglie con offerte così clamorose hanno una scadenza molto breve, da aprile a giugno 2024. Quindi si tratta di miscele di oli comunitari della campagna olearia 2022/2023, ovvero dell’anno passato.
E controllando il Borsino dell’olio di Teatro Naturale è possibile verificare che il prezzo proposto è assolutamente in linea con quelli all’ingrosso dell’epoca, che partivano da poco più di 4 euro/kg (4,3 euro/kg in Grecia al 5 ottobre 2022), con una quotazione media di 5-5,5 euro/kg nei primi mesi della campagna olearia.

Fosse una scadenza molto breve, nessuna frode: vi stanno vendendo solo dell’olio vecchio a 50 centesimi più dell’olio nuovo!
Non è una frode ma una furbata commerciale della Grande Distribuzione per guadagnare alle spalle del consumatore, facendo invece credere di farlo risparmiare.
A 6,49 euro a bottiglia la Grande Distribuzione su olio extra vergine di oliva della campagna olearia scorsa ha una marginalità del 20% o più. Una marginalità che non ha, per esempio, su offerte a 6,99 euro a bottiglia da 750 ml su olio extra vergine di oliva della nuova campagna olearia.
Quindi vende olio vecchio, guadagnandoci più che con l’extra vergine di oliva nuovo, riproponendo lo schema di prodotto civetta che tanto male ha fatto al settore.
Mi si può obiettare che si tratta di olio in scadenza, giacenze di magazzino, che quindi la Grande Distribuzione deve “smaltire” in fretta. Fosse realmente così il prodotto verrebbe messo a prezzo di costo o sottocosto.
La verità è che, molto spesso, la furbata nasconde una vera e propria operazione di marketing, studiata a tavolino: acquistare partite di olio vecchio a maggio o giugno 2023, sapendo che i prezzi dell’olio extra vergine di oliva erano in aumento, tenendolo in giacenza, per proporlo a prezzi “impossibili” e ampie marginalità a gennaio o febbraio 2024. Tra l’altro “fregando” i concorrenti che avranno certamente prezzi a scaffale meno concorrenziali.
Tutto perfettamente legale. Tutto lecito. Tutto comprensibile in un’ottica di business, purchè non lo si faccia passare come un favore al consumatore.
Anche perché, nello specifico caso, ha meno possibilità di difendersi visto che la bottiglia in questione non indica la campagna olearia di riferimento, come accade, invece, per un olio extra vergine di oliva italiano, Dop o Igp.
Facciamo un esempio, anche questo preso dalla Grande Distribuzione.

In questo caso l’olio risale addirittura a due anni prima, con scadenza 30 giugno 2024, ed è un Dop Terra di Bari.
Come è possibile?
Un olio extra vergine di oliva Dop/Igp, conservato sotto azoto e a temperatura controllata, non ha scadenza, secondo un parere della Repressione Frodi.
E’ quindi presumibile che l’olio in questione sia stato imbottigliato a dicembre 2022, entro i limiti legali della Dop Terra di Bari, dando quindi una scadenza di 18 mesi, da cui il termine minimo di conservazione al 30 giugno 2024. Un grosso rischio per il produttore in questione che deve garantire che l’olio abbia i requisiti della Dop fino a scadenza.
Però la campagna olearia di riferimento è ben in evidenza proprio sotto la data di scadenza e quindi il consumatore sa che trattasi di olio di due anni prima. Informazione che invece non può conoscere nel caso di certe miracolose offerte della Grande Distribuzione.
A volte, per risparmiare 50 centesimi di euro, si fa davvero un cattivo affare!
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