Economia
Si aspetta una maggiore volatilità dei prezzi dei prodotti alimentari
Un report SP Global Ratings guarda all’agricoltura. Attenuato il rischio di gravi carenze di approvvigionamento per la campagna di commercializzazione 2023 per le principali derrate agricole, con l’eccezione di mais, riso e carne
14 ottobre 2022 | T N
Nel breve termine, i prezzi delle materie prime agricole rimarranno probabilmente elevati, secondo un report S&P Global Ratings.
Mentre i prezzi hanno superato i picchi raggiunti all'inizio di quest'anno a causa della guerra tra Russia e Ucraina e delle strozzature logistiche causate dal COVID-19 dal 2020, i prezzi del grano e del mais hanno subito un'impennata. Negli ultimi mesi, anche i prezzi del riso sono aumentati. I contratti futures suggeriscono che i prezzi rimarranno elevati anche l'anno prossimo. Inoltre, l'aumento della probabilità di fenomeni meteorologici estremi nei prossimi mesi potrebbe danneggiare ulteriormente la produzione e far salire i prezzi.
Le condizioni di siccità in Africa meridionale, le inondazioni in Australia e nel sud-est asiatico e il terzo anno consecutivo di "La Niña" (che raffredda la superficie del Pacifico centrale e può aumentare le piogge e le inondazioni) si aggiungono alle preoccupazioni per il ripetersi di condizioni di siccità nell'Africa orientale, nel Sud America meridionale, nell'Asia centrale e meridionale e nel Nord America meridionale.
Tuttavia, precisa S&P Global Ratings “si stanno accumulando rischi di ribasso per altri settori. Le restrizioni normative sulle materie prime agricole stanno aumentando, in quanto alcuni governi, come quelli del Brasile e dell'Europa occidentale, scelgono i prodotti alimentari rispetto ai carburanti per ridurre l'inflazione. L'inflazione dei mangimi e l'inaridimento delle scorte di bestiame negli Stati Uniti potrebbero colpire i margini dei trasformatori di proteine. I trasformatori di materie prime con concentrazione regionale probabilmente sopporteranno il peso maggiore del deterioramento del credito. Le aziende di prodotti di consumo a valle devono far fronte a costi di input più elevati e a un calo del reddito discrezionale”.
Potrebbero interessarti
Economia
E' deflazione per il vino italiano
Una dinamica in netta controtendenza rispetto all’inflazione generale e particolarmente critica per le imprese, chiamate contemporaneamente a sostenere rincari su alcune delle principali voci di costo
01 ottobre 2026 | 12:34
Economia
Olio extravergine di oliva tunisino in Europa a 3,51 euro/kg a luglio e agosto
La destinazione privilegiata dell’olio extravergine di oliva tunisino diventeranno gli Stati Uniti e il Canada che pagano rispettivamente 4,5 e 4,8 euro/kg. L'Italia è solo il quarto mercato dell’olio tunisino ad agosto, il primo resta la Spagna
30 settembre 2026 | 16:00
Economia
Prezzi dell’olio di oliva al 29 settembre: saldi per svuotare le cisterne di extravergine, giù i prezzi in Italia e Spagna
L’olio extravergine di oliva italiano arriva a una quotazione minima di 4,2 euro/kg a Bari, Taranto, Brindisi e Lecce, mentre i primi contratti per olio nuovo sono scambiati a 5-5,2 euro/kg. Extravergine in Spagna a 3,35 euro/kg ma il lampante resta stabile a 3,15 euro/kg
29 settembre 2026 | 18:32
Economia
Il Made in Italy agroalimentare vale 73 miliardi di export, ma non valorizza i canali digitali
L'81% dei consumatori cerca online anche i prodotti stranieri nella propria lingua madre, ma solo il 27% dei siti analizzati si posiziona con contenuti multilingua
29 settembre 2026 | 12:00
Economia
Meno olio di oliva italiano verso Stati Uniti e Germania
Nel triennio 2023-2025, il settore olivicolo-oleario ha beneficiato di quasi 1,9 miliardi di euro considerando che i programmi PNRR e PNC hanno contribuito complessivamente con circa 500 milioni di euro all'ammodernamento del comparto, finanziando oltre duemila imprese attraverso interventi su frantoi, contratti di filiera, meccanizzazione e parco agrisolare
27 settembre 2026 | 09:00
Economia
Il prezzo della frutta autunnale: offerta abbondante di una da tavola
Tra gli ortaggi si avverte con ancora più chiarezza il cambio di stagione: si chiude la produzione in pieno campo e parte quella in serra, come zucchine, melanzane e peperoni. Ricca offerta di mele italiane
26 settembre 2026 | 10:00