Economia
Dieci anni di boom del cibo biologico e la crisi dei negozi specializzati
La Grande Distribuzione si intesta la crescita del cibo biologico in Italia, con le vendite arrivate a 2,2 miliardi di euro e oltre 20 mila referenze a scaffale, doppiando quella degli store specializzati che diminuiscono di numero
21 gennaio 2022 | T N
L’emergenza Covid spinge la voglia di salute e sicurezza dei consumatori che aumentano del 7% gli acquisiti di prodotti bio Made in Italy nel 2021 sfiorando il record di 7,5 miliardi di euro di valore fra mercato interno ed esportazioni. I dati Biobank evidenziano peraltro che le vendite nell’ultimo decennio di crescita ininterrotta sono più che raddoppiate (+122%).
L’Italia è il primo Paese europeo per numero di aziende impegnate nel biologico con 70mila produttori e 2 milioni di ettari di terreno coltivati.
Dal 2020 al 2021 si registra una crescita su tutti i canali di spesa, dai supermercati (+4,3%) ai negozi (+7,8%) fino agli altri canali alternativi, come i mercati degli agricoltori, che segnano una crescita del 4% sull’anno.
Negli ultimi 10 anni, le vendite bio nei supermercati sono quasi quadruplicate arrivando a 2,2 miliardi di euro, mentre nel canale storico ruotano intorno a un miliardo di euro, come nel 2012.
In continua crescita anche i prodotti bio a marchio della grande distribuzione, passati dai 644 del 2001 ai 5.851 del 2020, un'offerta che si è quindi moltiplicata per nove in vent'anni.
Coop si conferma al primo posto con 950 referenze, al secondo entra Dm con 605, al terzo Esselunga con 485. L'ortofrutta rappresenta il 22% di tutte le referenze bio nelle marche della Gdo. Considerando che per ogni prodotto bio a marchio della Gdo (Mdd) ne entrano quasi tre con le marche dell'industria (Idm), si stima un totale di 22mila referenze bio, variamente distribuite in circa 24mila punti vendita.
Scende ancora il numero di negozi bio, arrivati a quota 1.291 nel 2020, in calo da tre anni consecutivi (-10% in totale). I negozi legati alle catene specializzate sono il 41% del totale, in calo per il secondo anno consecutivo, con una flessione totale del 16,6%.
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