Economia
In crescita il fatturato e il valore aggiunto dell'agroalimentare italiano
Le esportazioni agroalimentari nel I trimestre 2021 hanno superato gli 11,5 miliardi di euro e, rispetto allo stesso periodo del 2020, crescono dell’1,8%
01 luglio 2021 | C. S.
Lieve ripresa economica nel I trimestre 2021, dopo la frenata, registrata in tutti i comparti produttivi, del trimestre precedente. Crescono, infatti, il prodotto interno lordo (+0,1%), il valore aggiunto dell’agricoltura (+3,9%) e dell’industria (+1,8%) e gli investimenti fissi lordi (+3,7%). È quanto emerge dalla fotografia scattata nei primi tre mesi del 2021 da CREAgritrend, il bollettino trimestrale messo a punto dal CREA, con il suo Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia.
Rispetto allo stesso periodo del 2020, fra gennaio e marzo 2021, si è verificato un aumento dell’1,6% dell’indice della produzione dell’industria alimentare (picco a marzo), mentre è stata riscontrata una contrazione del 3% di quello della produzione delle bevande (con un picco a gennaio di -9,7%). Tiene, invece, la produzione di vini, grazie ai buoni risultati relativi al mese di marzo. In diminuzione gli indici del fatturato dell’industria alimentare (-0,7%) e delle bevande (-1,2%), ad eccezione di quello estero dell’industria alimentare (+1,5%).
Le esportazioni agroalimentari nel I trimestre 2021 hanno superato gli 11,5 miliardi di euro e, rispetto allo stesso periodo del 2020, crescono dell’1,8% , con un aumento dei flussi verso Paesi Bassi e Svizzera (in calo verso Regno Unito e USA), mentre le importazioni continuano a calare (Stati Uniti -15,8% ). I prodotti maggiormente esportati sono stati vino e derivati dei cereali, oli e grassi e frutta fresca. Sul fronte delle importazioni ancora in forte calo gli acquisti di carni fresche e congelate (-18%) e di caffè greggio (-17%), mentre ritornano a crescere le importazioni di prodotti ittici (+4,4%).
Sentiment analysis 2021: sulla base dei dati raccolti su twitter dal 16 marzo - 5 giugno 2021, emerge un forte aumento del clima di fiducia nei confronti del settore primario e delle sue politiche, con prevalenza dei giudizi positivi e molto positivi (69%) rispetto ai negativi e molto negativi (29%) e sostanzialmente in linea con il periodo precedente.
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