Economia
Crolla la fiducia degli operatori del comparto agroalimentare
Balzo della spesa delle famiglie italiane. A dare forte impulso al dato trimestrale è soprattutto il mese di marzo, che ha visto impennare le vendite nella GDO del 20% per i prodotti confezionati e del 9% per i freschi sfusi
18 maggio 2020 | C. S.
Sotto il peso dell'emergenza del Covid-19, delle conseguenti misure restrittive e delle fosche previsioni sull'economia nazionale, crolla nel primo trimestre, la fiducia degli operatori del comparto agroalimentare.
È quanto si evince dall'ultimo numero di AgriMercati ( ex AgrOsserva) il trimestrale dell'ISMEA sul settore agricolo e alimentare, relativo ai primi tre mesi del 2020. In base alle rilevazioni condotte dall'ISMEA tra il 17 e il 31 marzo su un panel costituito da oltre 750 imprese agricole e 716 imprese dell'industria alimentare, emerge infatti un quadro di profonda preoccupazione sia rispetto alla situazione corrente sia rispetto alle prospettive future.
Al calo più contenuto, seppure significativo, dell'indice di clima di fiducia tra gli agricoltori ( 11 punti in meno su base annua in una forbice che va tra +100 e -100) si affianca un vero e proprio crollo dell'indicatore relativo all'industria alimentare. Per effetto dei giudizi negativi sul livello degli ordini, l'accumulo di scorte e le attese di produzione, l'indice di fiducia scende -26,4 punti, ben 43 in meno rispetto al primo trimestre del 2019 e 27 al di sotto del livello del quarto trimestre 2019.
Lasciando il focus sulla fase industriale della filiera, l'ISMEA evidenzia due tendenze di segno contrapposto, da una parte il quasi totale azzeramento degli ordinativi provenienti dal consumo fuori casa e dall'altra l'aumento della domanda delle famiglie per consumi domestici, anche per l'accumulo di scorte in casa. In effetti, l'unico dato con un marcato segno positivo nel periodo è quello della spesa delle famiglie per prodotti alimentari, che dopo il timido incremento dello 0,4% del 2019, fa nel primo trimestre un balzo del +7%: il più alto del decennio.
A dare forte impulso al dato trimestrale è soprattutto il mese di marzo, che, di riflesso alla chiusura del canale Horeca, ha visto impennare le vendite nella GDO del 20% per i prodotti confezionati e del 9% per i freschi sfusi.
Sul fronte del commercio con l'estero, gli ultimi dati disponibili evidenziano come l'emergenza Covid-19 si sia andata a innestare su un trend particolarmente favorevole. Infatti, le esportazioni di prodotti agroalimentari nei primi due mesi del 2020, hanno fatto registrare aumenti del 10,8% su base annua, contro il +4,7% del totale merci. Tuttavia, come atteso, le anticipazioni Istat dei dati complessivi dell'export verso i paesi extra-UE del mese di marzo sono negative, con un calo del 5,8% sul livello di marzo 2019 per i beni non durevoli, di cui l'agroalimentare fa parte.
Per quanto riguarda la fase agricola, sulla scia delle flessioni dei prezzi internazionali delle commodity agricole, innescate dalla caduta del greggio, calano anche in Italia i prezzi agricoli e dei mezzi di produzione. Secondo l'indice elaborato dall'ISMEA i listini all'origine dei prodotti agricoli nei primi tre mesi del 2020 sono diminuiti dello 0,9% su base annua, spinti al ribasso dal paniere dei prodotti vegetali (-4,1%), in particolare olio di oliva e ortaggi; al contrario, il paniere dei prodotti zootecnici è aumentato rispetto al livello del primo trimestre del 2019 (+3,1%), dietro l'impulso dei ristalli e delle uova, a fronte della flessione dei prodotti lattiero-caseari.
Allo stesso tempo, anche i prezzi dei mezzi correnti di produzione dell'agricoltura nei primi tre mesi del 2020 sono diminuiti dello 0,7%, sintesi dei ribassi dei prodotti energetici, dei mangimi e dei concimi e dell'aumento dei ristalli, del contoterzismo e dei salari.
Potrebbero interessarti
Economia
Salumi italiani: export record a 2,5 miliardi, ma i consumi interni rallentano per l'inflazione
Nonostante le incertezze globali e la flessione del mercato USA, il settore chiude il 2025 con crescita e guarda al futuro tra sfide competitive e vocazione internazionale
24 giugno 2026 | 15:00
Economia
Prezzi dell’olio di oliva al 23 giugno: corsa al ribasso dell’extravergine in Spagna e in Italia
La quotazione dell’olio extravergine di oliva in Spagna scende a 3,7 euro/kg mentre a Brindisi, Lecce e Taranto scende per la prima volta sotto i 5 euro/kg, con Foggia appena sopra. Solo acquisti spot sul mercato e così la speculazione premia la corsa al ribasso
23 giugno 2026 | 15:00
Economia
Le temperature alte favoriscono le produzioni estive: prezzi in calo
Con le temperature che superano i 38 gradi, cresce la domanda di frutta e ortaggi di stagione da consumare crudi, tuttavia, i prezzi all’ingrosso tendono a calare grazie ad un acceleramento della produzione favorito dal clima
22 giugno 2026 | 09:00
Economia
Cereali in calo ma restano a livelli storici: la FAO avverte sui rischi per il 2026
Nonostante un quadro generale ancora favorevole, il rapporto "Food Outlook" lancia l'allarme su clima, tensioni geopolitiche e mercati dei fertilizzanti. A pesare sulle importazioni alimentari è soprattutto l'aumento dei prezzi di caffè, cacao e spezie
20 giugno 2026 | 12:00
Economia
Il futuro dell'oro verde: come cambierà la geografia mondiale del consumo di olio d'oliva
Un'analisi condotta dall'Oleicoltura Innova dell'Università Internazionale dell'Andalusia ridisegna le mappe del consumo globale. Entro il 2050, il mondo consumerà più olio, ma a trainare la domanda non saranno più i paesi del Mediterraneo
18 giugno 2026 | 11:00 | Vilar Juan
Economia
Prezzo dell’olio di oliva al 16 giugno: allarme speculazione sull’extravergine italiano
L’ondata ribassista che sta colpendo l’olivicoltura italiana è assolutamente ingiustificata: 5 euro/kg a Brindisi, Taranto e Lecce. Per volere di chi? Si sta ripetendo lo stesso schema che ha portato al crollo della quotazione l’anno scorso, proprio mentre la Spagna accenna a rialzare la testa, con il boom del vergine
16 giugno 2026 | 12:00