Economia

Quasi annullato l'effetto dei dazi di Trump sulle olive da tavola spagnole

Torna a crescere, dopo la battuta d'arresto del 2018, l'export di olive da tavola dalla Spagna verso gli Stati Uniti. Tutto grazie alle olive verdi che hanno segnato un continuo incremento mentre sulle nere il Marocco si candida al primato negli Usa

08 maggio 2020 | T N

Dopo quasi due anni da quando gli Stati Uniti hanno imposto una tariffa del 35% sulle olive nere in Spagna perché ritenevano illegali gli aiuti che l'Ue concede agli agricoltori nell'ambito della Pac e perché accusavano il settore spagnolo delle olive da tavola di dumping, gli effetti economici e il posizionamento su questo mercato non si sono fatti attendere.

Secondo i dati dell'Associazione Asemesa, la Spagna ha saputo riposizionarsi sul mercato a stelle e strisce, con un incremento sensibili delle olive verdi, con un export passato da 44 a 54 mila tonnellate in un biennio. A decrescere, invece, il mercato delle olive da tavola nere, passate da 29 a 12,5 mila tonnellate nello stesso periodo.
In valore assoluto la Spagna ha esportato nel 2017 (pre dazi) 74 mila tonnellate di olive da tavola mentre nel 2019 ne ha esportate 80 mila.
Per quanto riguarda il trend nei primi due mesi di quest'anno (gennaio e febbraio), è stato osservato un volume di esportazione di 1.749 tonnellate, l'11,1% in meno rispetto al 2019 e il 37,1% in meno rispetto al 2018.

Se la spagna cerca di aggrapparsi con le unghie e con i denti al mercato americano l'unico player che si è significativamente avvantaggiato delle difficoltà spagnole è il Marocco che ha visto quasi quadruplicare le proprie vendite di olive nere in un biennio, passando sa poco più di 3000 tonnellate a più di 11 mila.

I buyer americani hanno dunque preferito il nord Africa rispetto ad altri fornitori europei visto che, tra il 2017 e il 2019, le vendite dalla Grecia sono rimaste sostanzialmente stabili a 35 mila tonnellate (consolidandosi come seconda forza sul mercato Usa), mentre l'Italia è cresciuta nel complesso di sole 2000 tonnellate di vendite, passando da 5 mila a 7 mila tonnellate. Altalenante invece la fornitura dell'Egitto, salito a 7 mila tonnellate nel 2018 ma ridisceso a meno di 5 mila tonnellate (lo stesso livello del 2017) nel 2019. A insidiare da vicino l'Italia è il Portogallo che ha visto raddoppiare i volumi venduti e oggi esporta quasi 7 mila tonnellate. Incremento simile a quello dell'Italia per la Turchia che ha visto crescere progressivamente le vendite negli Usa, passate da 3,1 mila tonnellate nel 2017 a 4,6 mila tonnellate nel 2019.

Nel complesso è possibile affermare che la difesa dello strategico mercato americano in questi primi due anni è stato un successo da parte della Spagna anche se a fronte di costi enormi di promozione e anche di spese legali nella difesa dai processi intentati alle aziende iberiche che hanno ormai raggiunto la ragguardevole cifra di 6,5 milioni di euro.

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