Economia
LA VITIVINICOLTURA ITALIANA GUARDA TROPPO ALL’ESTERO TRASCURANDO IL PRINCIPALE MERCATO: IL NOSTRO
Italia presto leader dei consumi di vino. Occorre quindi un rinnovato vigore e attenzione al fronte interno senza bearsi troppo dei risultati in Usa, Germania e altrove. Buone le prospettive per il futuro, si prevede una crescita dei consumi anche in Cina, Russia e India
17 febbraio 2007 | T N
LâItalia sorpasserà entro breve la Francia che oggi è leader indiscusso a livello internazionale nel consumo di vino. A segnalarlo è di uno studio commissionato da Viniexpo di Bordeaux, il principale salone mondiale vinicolo, alla società di ricerca specializzata inglese Iswr/Dgr per verificare lâandamento del settore nei prossimi anni.
I risultati della ricerca diffusi prevedono una crescita mondiale dei consumi, da qui al 2010 di oltre il 10 per cento, raggiungendo in valore i 90 miliardi di euro e in quantità i 240 milioni di ettolitri, pari ad oltre 30 miliardi di bottiglie, con uno stravolgimento del passato e dellâattuale scenario mondiale.
Lâistituto inglese prevede, infatti, che la Francia perderà la leadership di maggiore paese consumatore mondiale di vino, perché i suoi consumi pro-capite continueranno a calare, come in Spagna, mentre resteranno stabili in Italia (che conquisterà il primato probabilmente già da questâanno) e aumenteranno ancora negli Stati Uniti, in Germania, in Inghilterra, ma, soprattutto, cresceranno vertiginosamente nei nuovi Paesi consumatori, con in testa Cina e Russia (rispettivamente + 35 e 25%).
Se da un lato è quindi corretto, giusto e sacrosanto rivolgersi allâestero, guardare ai nuovi mercati e consolidare quelli esistenti non si può prescindere dallâItalia che sarà il principale Paese consumatore di vino, almeno per qualche anno, finchè Nazioni decisamente più popolose non ci scalzeranno dalla nostra posizione.
Ecco allora che anche il record esportativo verso gli Stati Uniti (superata la soglia del miliardo di euro, + 7,8% sul 2005) assume un altro valore e un altro peso.
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