Economia

AUMENTANO GLI INVESTIMENTI E CALA L’INDEBITAMENTO VERSO LE BANCHE CHE RAPPRESENTA COMUNQUE MOTIVO DI PREOCCUPAZIONE. OCCORRE UNA SORTA DI “PATTI CHIARI” PER L’AGRICOLTURA

A giugno 2006 il rapporto fra sofferenze lorde del settore e impieghi si attestava al 7,6%, valore che ormai si avvicina a quello degli altri settori produttivi. Le imprese agricole invece sono considerate ad alto rischio e gli istituti di credito chiedono quindi garanzie reali spesso superiori rispetto al prestito concesso

03 febbraio 2007 | T N

Nonostante le difficoltà, le imprese agricole investono di più e sono meno indebitate nei confronti delle banche, in uno scenario che, per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale, vede consistentemente aumentare la superficie media per azienda.
La diminuzione degli aiuti pubblici e dei contributi sta progressivamente avvicinando il mondo rurale a quello delle banche in un momento in cui entrambi questi settori stanno vivendo profondi cambiamenti.
L’agricoltura è scossa dalle riforme della Pac e delle Ocm, le banche stanno facendo invece i conti con l’applicazione di Basilea 2, l’accordo interbancario sull’eccesso al credito.
Era certamente utile trovare una sintesi e un punto d’incontro tra questi mondi che devono collaborare, per il bene comune. Il convegno organizzato da Confagricoltura a Milano su Finanza e Agricoltura ha colto nel segno e coinvolto le principali personalità del settore.

“La dinamica dei prestiti bancari alle imprese agricole – ha ricordato Vecchioni, Presidente di Confagricoltura – ha registrato una progressione dell’8,4% fra il 2005 e il 2006, superiore al trend medio degli altri settori. Questa crescita è stata più contenuta nel Meridione (+2,5%), più rilevante al Nord (+8%) e al Centro (+7%). A giugno 2006 il rapporto fra sofferenze lorde del settore e impieghi si attestava al 7,6%, valore che ormai si avvicina a quello degli altri settori produttivi”.



Un dato confermato anche dal Presidente dell’Ismea Semerari che ha sottolineato come “le imprese agricole sono considerate ad alto rischio, nonostante i dati non confermino tale circostanza” chiedendo quindi garanzie reali, spesso superiori rispetto al prestito concesso.

Nonostante questi dati rassicuranti, oltre che il buon stato di patrimonializzazione delle aziende agricole, l’ammontare complessivo dell’indebitamento nei confronti delle banche del sistema agricoltura rappresenta un motivo di preoccupazione, soprattutto se raffrontato con i dati macroeconomici della produzione lorda vendibile del settore o dei valori reddituali medi per addetto.
Il continuo ricorso al credito, infatti, può generare alti costi finanziari, saturazione delle garanzie offribili alle banche e maggiore esposizione ai rischi produttivi e di mercato.
Le banche, d’altro canto, come ricordato da Semerari offrono raramente unità organizzative specializzate per il settore agricolo, contribuendo ad allontanare il sistema creditizio dalle imprese agricole.



“Finora il sistema finanziario in agricoltura – ha continuato Secchioni - ha avuto un approccio limitato a strumenti tradizionali, quali il prestito, il mutuo e l’introduzione di nuovi servizi di finanza d’impresa diventa oramai una scelta obbligata. Attività di corporate finance, di fondi di investimento, di mercati dei futures, venture capital è giusto che entrino in agricoltura ed è opportuno che qualcuno cominci ad occuparsene concretamente. Da sempre è mancata in Italia una politica sul credito da parte pubblica, mentre il complesso sistema burocratico degli enti locali nella gestione del credito agevolato ha ulteriormente penalizzato le aziende con ritardi nell’erogazione delle agevolazioni. In questo contesto il comportamento di molte banche non è stato esente da responsabilità”.

Il presidente di Confagricoltura si è interrogato, inoltre, circa l’applicazione delle nuove regole di Basilea 2 al mondo agricolo soprattutto per quanto concerne la valutazione delle rischiosità e le garanzie.
A tale sollecitazione ha voluto rispondere Temerari che ha sottolineato come per agevolare le banche ad avvicinarsi al mondo rurale, dal marzo 2005 Ismea ha avviato la collaborazione Mooddy’s, nota agenzia di rating, per la realizzazione di un modello di valutazione delle aziende agricole ed implementare una metodologia di rating delle aziende agricole tenendo conto della loro specificità all’interno del sistema economico

Occorre tuttavia un segno di buona volontà da parte delle banche che, secondo Secchioni, può concrettizzarsi attraverso una sorta di “Patti chiari”, operazione trasparenza sulle condizioni bancaria (tassi, spese ecc), degli istituti di credito per l’agricoltura e le sue imprese.

Potrebbero interessarti

Economia

I nuovi equilibri nel mercato mondiale dell'olio di oliva

La chiusura del 2025 offre indicazioni chiave su produzione d'olio di oliva nel bacino del Mediterraneo, mercati e controlli. L’Italia resta centrale nella filiera globale tra recupero produttivo, pressione sui margini e nuove regole sulla tracciabilità

04 febbraio 2026 | 14:00

Economia

La finanza abbandona il mondo del food?

Berkshire Hathaway, la finanziaria di Warren Buffet, annuncia l'addio a Heinz e si prepara a una rivalutazione complessiva dei propri pacchetti azionari nel settore food dopo una svalutazione per 3,76 miliardi di dollari 

04 febbraio 2026 | 13:00

Economia

Il potenziale del mercato dell'olio di oliva in India

Oggi, il consumo è di circa 10 grammi per persona all'anno e ha raggiunto un valore stimato di 260 milioni di euro. Oltre il 90% proviene dalla Spagna. Le previsioni indicano che potrebbe superare 1,3 miliardi di euro nel 2034

04 febbraio 2026 | 09:00 | Vilar Juan

Economia

Il prezzo dell’olio di oliva al 3 febbraio: impennata delle quotazioni, la scarsa produzione spaventa

I dati sulla produzione in Spagna, le continue piogge che si susseguono a gennaio, peggiorando le stime di produzione, fanno tornare in alto i listini. In Italia si conferma il braccio di ferro tra produzione e commercio, con mercato fermo e prezzi congelati

03 febbraio 2026 | 15:30

Economia

Scendono ancora i consumi di vino italiano negli Stati Uniti d'America

Negli ultimi 4 anni i volumi di vini italiani consumati negli Usa hanno ceduto circa il 12%. Gli spumanti italiani sono l’unica tipologia a registrare una crescita nei valori commercializzati

02 febbraio 2026 | 09:00

Economia

L’export di olio di oliva dall’Italia in Europa vicino al record storico

Nella campagna olearia 2024/25 l’export complessivo è stato di 121 mila tonnellate, molto vicino al record storico di 126 mila tonnellate del 2020/21. Quasi la metà va in Germania ma 13 mila tonnellate anche in Spagna

31 gennaio 2026 | 11:00