Economia
La Puglia ha spinto la produzione d'olio d'oliva nazionale a 365 mila tonnellate
Il 57% della produzione della campagna olearia deriva dal tacco d'Italia. La fotografia olearia vede un Paese spaccato a metà, dal -98% del Trentino Alto Adige al + 412% della Basilicata. Ottima performance di tutto il Sud
10 aprile 2020 | C. S.
Secondo la rilevazione Ismea di aprile, con le operazioni di frangiture ormai praticamente finite, è possibile tirare le somme sulla produzione di olio di oliva dell’ultima campagna, che risulta più elevata rispetto alle prime stime effettuate in autunno.
L’Ismea, infatti, sulla base delle dichiarazioni dei frantoi effettuate fino a metà marzo, stima in circa 365 mila tonnellate la produzione nazionale di olio di oliva del 2019, più del doppio della scarsissima annata 2018.
Una buona annata, ma lontana dall’essere considerata abbondante. Solo osservando le campagne più recenti, la produzione ha superato le 400 mila tonnellate nel 2015 e nel 2017.
I risultati produttivi dividono perfettamente in due la Penisola: al Nord ci sono delle riduzioni importanti che in alcuni casi hanno portato quasi all’azzeramento dei volumi, mentre gli incrementi sono tutti concentrati nelle regioni del Sud, alcune delle quali hanno raddoppiato o triplicato gli scarsi volumi della campagna scorsa.

La ripresa produttiva parte essenzialmente dalla Puglia che rappresenta tradizionalmente la regione più significativa in termini di volumi (51% in media), ma anche quella più penalizzata nella scorsa campagna a causa delle gelate che hanno colpito pesantemente aree a forte presenza dell’olivicoltura.
Anche in Calabria si hanno volumi più che triplicati rispetto al 2018, abbondantemente sopra la media degli ultimi 4 anni.
Sostanzialmente in media, invece, la produzione della Sicilia che torna sopra le 34 mila tonnellate, dato comunque molto lontano dalle annate abbondanti quando si superavano le 50 mila tonnellate. Stessa considerazione si può fare anche per Campania e Sardegna, dove si hanno degli importanti incrementi rispetto alla campagna scorsa, sebbene i volumi restino lontani da quelli che vengono considerati “di piena carica”.
Salendo verso Nord si hanno incrementi contenuti in Abruzzo, Molise, Lazio e Marche, mentre Toscana e Umbria hanno avuto delle produzioni molto inferiori allo scorso anno quando, invece, erano state in controtendenza rispetto alla riduzione nazionale.
Intanto i dati Istat elaborati dall’Ismea rivelano che per il 2019 le importazioni totali di olio di oliva e sansa hanno superato le 600 mila tonnellate (+9,5%), a fronte di una spesa di 1,4 miliardi di euro (-13%), in flessione proprio per la riduzione dei prezzi internazionali. L’export, invece, con 339 mila tonnellate è cresciuto leggermente in volume (+1%) per un corrispettivo di 1,37 miliardidi euro (-8,5%).
La domanda italiana si è rivolta decisamente alla Spagna dalla quale è arrivato il 73% dell’interovolume importato dall’Italia. L‘abbondante disponibilità iberica dovuta a una produzione 2018 particolarmente ricca ha, di fatto, favorito le richieste italiane che sono incrementate del 36% a volume rispetto all’anno precedente. Decisamente in flessione, invece, l’import da Grecia e Tunisia che tradizionalmente vedono scendere le proprie importazioni in Italia quando c’è
disponibilità di produzione spagnola.
Sul fronte dell’export si evidenzia una lieve progressione degli acquisti statunitensi a fronte del crollo di quelli canadesi, mentre all’interno dell’Ue hanno risposto molto bene Germania e Francia. Particolarmente positivo anche il risultato nel Regno Unito.
Potrebbero interessarti
Economia
Meno del 4% dei lavoratori europei è impiegato in agricoltura
L'occupazione agricola è diminuita dal 5,2% nel 2013 al 3,9% nel 2023. Questi sviluppi erano spesso guidati da tecnologie che diminuisce il fabbisogno di manodopea, come la meccanizzazione, l'automazione e altre innovazioni.
28 gennaio 2026 | 13:00
Economia
Un terzo delle aziende agricole italiane a rischio, in olivicoltura di più
Le aziende agricole di medie dimensioni devono affrontare maggiori rischi di abbandono rispetto alle aziende agricole più grandi, in particolare nel Sud. Gli aiuti sono fondamentali per l'olivicoltura, con un calo della produttività reale nonostante il sostegno della politica agricola comune
28 gennaio 2026 | 09:00
Economia
Prezzo dell’olio di oliva al 27 gennaio: crolla la quotazione dell’olio vergine di oliva
Mentre i prezzi dell’olio extravergine di oliva restano stabili in Italia, a 7,2 euro/kg secondo la CCIAA di Bari, e in Spagna, a 4,2 euro/kg secondo PoolRed, si registra il crollo della quotazione del vergine in Andalusia e la sua prima quotazione a Bari
27 gennaio 2026 | 13:00
Economia
Le richieste per olio d’oliva tunisino a dazio zero a 550 mila tonnellate
Il contingente esaurito nel 2025 per l’ottavo anno di fila e le richieste di importazione a dazio zero dalla Tunisia sono in continuo aumento, anche se nel 2025 sono state sotto media da maggio a novembre
27 gennaio 2026 | 11:00
Economia
I prezzi del latte alla stalla scendono ai minimi da inizio 2018
Rispetto ad un anno fa i prezzi si sono più che dimezzati. Una discesa legata in primis all’eccedenza di offerta che si registra sia a livello nazionale che comunitario. Il Grana Padano ha proseguito i ribassi mentre il Parmigiano Reggiano ha tenuto
26 gennaio 2026 | 14:00
Economia
L'agroalimentare italiano vola verso i 73 miliardi di export
Nei primi undici mesi del 2025 le vendite estere sfiorano 67 miliardi di euro, con segnali positivi anche sul fronte del valore aggiunto agricolo e della produzione dell'industria alimentare. Chiusura d'anno a 73 miliardi di euro, con un nuovo record
24 gennaio 2026 | 12:00