Economia
Rallenta il consumo alimentare delle famiglie italiane
La stagnazione dei consumi alimentari in casa non è un più un fatto congiunturale; si tratta oramai di un fenomeno strutturale che riguarda il cambiamento dei modelli di consumo e degli stili di vita
20 febbraio 2020 | C. S.
I dati del Panel Ismea Nielsen hanno evidenziato un deciso rallentamento dei consumi delle famiglie nella seconda metà dell'anno, che ha ridimensionato lo slancio del primo semestre quando lo scontrino era cresciuto dell'1,1% su base tendenziale.
La stagnazione dei consumi alimentari in casa non è un più un fatto congiunturale; si tratta oramai di un fenomeno strutturale che riguarda il cambiamento dei modelli di consumo e degli stili di vita piuttosto che il livello di reddito disponibile. Modelli di acquisto più razionali in grado di contenere gli sprechi e l'incremento dei pasti "fuori casa" determinano la dinamica dei consumi domestici. Si conferma una maggior disponibilità alla spesa per le bevande (+1,7%) piuttosto che per i generi alimentari (+0,2%).
A fare da traino ancora i prodotti a Largo Consumo Confezionato (LCC, +1,9%) cui è dedicato sempre più spazio negli scaffali nella grande distribuzione, mentre per i prodotti freschi sfusi la spesa si continua a contrarre (-3,1%).
Tra i comparti solo carni, ittici e frutta mantengono più della metà dell'offerta in formato "sfuso", per le altre filiere il prodotto "confezionato" rappresenta circa i tre quarti dell'offerta.
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