Economia
L'export di vino italiano cresce nel 2019 ma delude le aspettative
Dopo la battuta d'arresto del 2018 torna a crescere, l'export in volume di vino. L’aumento tutto sommato contenuto delle esportazioni in volume, combinate con il 3% dei consumi nei format della GDO, con molta probabilità non saranno sufficienti ad assorbire l’aumento delle disponibilità dovuta all'ottima vendemmia 2018
05 luglio 2019 | C. S.
Dopo la battuta d’arresto del 2018 torna a crescere, l’export in volume di vino.
Nei primi tre mesi del 2019, secondo elaborazioni Ismea su dati Istat, sono stati consegnati all’estero 4,9 milioni di ettolitri, +8% sullo stesso periodo dell’anno precedente. La nota non positiva arriva dalla progressione meno che proporzionale del valore, +4%, derivante da una generalizzata flessione dei prezzi a partire dai vini comuni esportati sfusi. Limitata, invece, la riduzione dei prezzi dei vini in bottiglia.
L’aumento tutto sommato contenuto delle esportazioni in volume, combinate con il +3% dei consumi nei format della GDO, con molta probabilità non saranno sufficienti ad assorbire l’aumento delle disponibilità. Da sottolineare, infatti, che la vendemmia 2018 ha portato in cantina 55 milioni di ettolitri, il 29% in più rispetto all’annata precedente.

Buona la performance dei vini fermi in bottiglia che nei primi tre mesi dell’anno hanno sfiorato i 2,5 milioni di ettolitri di export (+6%). Alla leggera riduzione della domanda statunitense (-2%) si contrappone la crescita del13% di quella tedesca e del 24% di quella del Regno Unito con una progressione dei valori del 31%. Del resto le incertezze sulla Brexit hanno creato una sorta di corsa agli acquisti i cui riflessi potrebbero sentirsi già dai prossimi mesi.
In tema di export si evidenzia la netta ripresa delle consegne oltre frontiera dei vini sfusi, trainate senza dubbio dalla flessione a due cifre (-31%) dei listini all’export dei vini comuni, prodotto prevalente in questo segmento.
La Germania, da sempre primo mercato di destinazione del vino sfuso italiano, nei primi tre mesi del 2019 ha importato dall’Italia oltre mezzo milione di ettolitri di prodotto (+10%) a fronte però di una riduzione del valore corrispettivo del 20%. Significativo anche l’aumento del 15% dei volumi alla volta della Francia.

Particolarmente significativa anche la progressione di vini in bag in box, uno dei pochi segmenti che ha registrato un aumento del valore unitario. La domanda di vino italiano in bag in box è cresciuta oltre in 20% sia in Svezia che nel Regno Unito, destinazioni che rappresentano rispettivamente il 20 e il 12 per cento dell’intero segmento, mentre in Norvegia (il 15% del totale a volume) si registra una battuta d’arresto.
Continua, intanto, la progressione dei vini spumanti, con ritmi decisamente inferiori a quelli degli scorsi anni anche a causa della decisa frenata dell’Asti, mentre il Prosecco fa sempre da locomotiva non solo al segmento degli spumanti ma all’intero comparto vino. Anche per gli spumanti c’è stata una crescita del valore unitario all’export (+2%), in controtendenza rispetto al resto del comparto.
Restando sempre nel segmento dei vini “mossi” si sottolinea l’ottimo primo trimestre dei vini frizzanti. A sostenere la domanda soprattutto la Germania (+9% a volume) e gli Stati Uniti (+12%). Il prezzo medio all’export in questo segmento è sceso del 3%.
Seguendo la piramide qualitativa, si osserva l’ottimo risultato dei fini Dop soprattutto tra i vini fermi, contrapposto alla flessione nella stessa categoria delle Igp probabilmente dovuto all’effetto Pinot Grigio Delle Venezie Dop. Il balzo in avanti dei Varietali, nonostante i volumi ancora limitati, sottolinea l’interesse per questo segmento.
Potrebbero interessarti
Economia
Per l'agricoltura italiana la qualità non basta più, serve diversificazione e multifunzionalità
L'Italia è leader per valore aggiunto per ettaro in Europa e per valore aggiunto prodotto. Agriturismo, produzione di energie rinnovabili, vendita diretta indispensabili per il reddito delle aziende. L'innovazione è indispensabile
22 gennaio 2026 | 10:00
Economia
Il prezzo dell’olio di oliva al 20 gennaio: si muove il prezzo dell’extravergine italiano
Mentre in Spagna volano gli scambi di olio vergine di oliva, sempre più vicino ai 3,85 euro/kg, in Italia torna l’interesse per l’extravergine con un aumento dei movimenti di cisterne e prezzi tendenzialmente sopra i 7 euro/kg. Sugli scaffali dei supermercati italiani olio vergine di oliva spacciato per olio extravergine di oliva
20 gennaio 2026 | 14:20
Economia
La Spagna conquista i mercati dell’olio di oliva con i prezzi bassi: differenza di quasi 2 euro/kg con l’Italia
Fuori dai confini dell’Unione europea, la Spagna ha esportato complessivamente 415 mila tonnellate di olio di oliva mentre l’Italia 223 mila. La quotazione media all’export spagnola è stata di 5,63 euro/kg, quella italiana 7,35 euro/kg
20 gennaio 2026 | 09:00
Economia
Noci, nocciole e mandorle valgono 1,1 miliardi di euro
Il 2025 segna un nuovo record: gli acquisti di frutta in guscio confezionata hanno superato 1,1 miliardi di euro e, in quantità, oltre 89 milioni di kg. La frutta in guscio rappresenta inoltre circa il 6% della spesa degli italiani per prodotti ortofrutticoli
19 gennaio 2026 | 13:00
Economia
Aumenti dei prezzi di alcuni prodotti orticoli stagionali
Nei mercati sono presenti anche prodotti ortofrutticoli stagionali che sono stati favoriti dal freddo e hanno mantenuto una sostanziale stabilità all’ingrosso. In particolare, gli agrumi, hanno visto un miglioramento della loro qualità
18 gennaio 2026 | 10:00
Economia
Prezzo dell’olio di oliva al 16 gennaio: si scaldano le quotazioni con la produzione mondiale inferiore al previsto
L’olio extravergine di oliva spagnolo torna sopra i 4,3 euro/kg, con una fiammata degli scambi che riguarda anche vergine e lampante. Si ferma la discesa in Italia, che vede profilarsi una risalita. Preoccupa una campagna olearia sotto le previsioni
16 gennaio 2026 | 10:00