Economia

Il Chianti cresce nelle vendite nella Grande Distribuzione

Segnali positivi dalla GDO nonostante il calo generalizzato delle vendite, anche delle denominazioni toscane che calano del 4%. In controtendenza il Chianti con 15,8 milioni di bottiglie commercializzate per un valore di 55,941 milioni di euro

19 dicembre 2018 | C. S.

La grande distribuzione premia il Chianti, un risultato ancora più importante se si considera il calo generalizzato delle vendite di vino che tra gennaio e ottobre di quest’anno ha lasciato sugli scaffali dei grandi supermercati il 6,2% del prodotto (Fonte dati Tre Bicchieri Gambero Rosso). Colpa dell’annata terribile del 2017, che ha provocato un aumento sostanzioso dei prezzi della materia prima e inciso così sulle scelte di consumo.

Ma il Chianti resiste, anzi cresce, con un +3% del numero delle bottiglie vendute e un aumento del +6,9% in termini di valore, tanto da attestarsi così sui 55,941 milioni di euro.

In un anno, da ottobre 2017 a ottobre 2018, sono state vendute attraverso i canali della GDO ben 15,875 milioni di bottiglie della denominazione Chianti, a un prezzo medio di 3,42 euro al litro, segnando un + 3,8% in più rispetto al prezzo medio del periodo precedente. Le regioni italiane dove si registrano le vendite maggiori sono la Lombardia e a seguire Toscana, Lazio, Emilia Romagna e Liguria. E’ questo la fotografia sulla grande distribuzione che emerge dalle rilevazioni Symphony I.R.I per il Consorzio Vino Chianti.

“Il Chianti continua ad andare forte sul mercato interno - afferma Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti - Questi risultati consolidano la posizione della denominazione in Italia e dà un segnale positivo sull’apprezzamento e sulla riconosciuta qualità del prodotto da parte dei consumatori. Una performance che, unita agli ottimi risultati che stiamo ottenendo in Cina, grazie ad una strategia che portiamo avanti da ben sette anni e che sta dando ora i suoi frutti, riesce a ripianare le forti perdite registrate in Gdo su altri mercati esteri, come in Canada o in Germania”

Non c’è nulla da festeggiare dunque. L’altra faccia della medaglia infatti sono le rilevazioni sull’andamento generale delle denominazioni elaborate da A.VI.TO.- Associazione vini toscani DOP e IGP sul totale degli ettolitri immessi sul mercato dalle principali denominazioni toscane. Dal confronto dei dati - periodo compreso tra il primo gennaio e il 31 ottobre 2018 con lo stesso periodo del 2017 - emerge un calo medio complessivo delle vendite delle varie denominazioni del 4%.

“Una tendenza da qualche mese negativa, a dimostrazione di una crisi che sta interessando il “sistema vino” toscano. Nonostante le buone performance nella grande distribuzione, non possiamo ritenerci assolutamente soddisfatti di questo 2018 - continua il presidente Busi - Stiamo vivendo una situazione di difficoltà generale che ricade sulla pelle delle nostre aziende. La produzione, è noto, è calata, in base a stime provvisorie, del 10-15%. Tutto il settore agricolo vive un disagio che sta diventando sempre più strutturale. Facciamo appello a tutti i Consorzi affinché uniti possiamo affrontare questa situazioni e insieme presentare alla Regione Toscana le nostre richieste. Riteniamo fondamentale che venga analizzato al più presto questo preoccupante stato di cose e si proceda ad individuare mezzi e strumenti di sostegno per dare respiro ai produttori e far ripartire il settore. E’ necessario intervenire subito per evitare che i nostri competitors stranieri acquistino troppo vantaggio. Questi dati sull’andamento devono farci riflettere - conclude Busi - una tendenza che se si consolida rischia di provocare seri danni a tutta l’economia regionale”

Potrebbero interessarti

Economia

Produzione e consumo di olio di oliva in equilibrio nella campagna olearia 2025/26

Il Consiglio oleicolo internazionale stima consumi globali a 3,24 milioni di tonnellate e una produzione a 3,44 milioni di tonnellate, che andrà ridimensionata a causa delle riduzioni delle stime in Spagna e Tunisia. Boom dei consumi negli USA

16 febbraio 2026 | 16:00

Economia

La mela italiana tra tradizione e nuove varietà ma Golden e Gala restano protagoniste

Sul piano produttivo, Golden Delicious si conferma la cultivar più rappresentata, seguita dal gruppo Gala e dal trio Granny Smith, Fuji e Red Delicious. Nella campagna 2024/25, l'Italia ha registrato un saldo commerciale record di circa 1,146 miliardi di euro

16 febbraio 2026 | 13:00

Economia

Le piogge incessanti colpiscono gli ortaggi ma qualcosa si salva

Il radicchio veneto, sia tondo che lungo, conferma stabilità nei prezzi all’ingrosso registrando per il primo un prezzo medio di 1,50 euro/kg e, per il secondo, di 2,00 euro/kg. Ottimi anche i prezzi del cavolfiore bianco

16 febbraio 2026 | 11:00

Economia

Il prezzo dell’olio di oliva al 10 febbraio: differenziale tra extravergine italiano e spagnolo sotto i 3 euro

Il balzo del prezzo dell’olio extravergine di oliva spagnolo a 4,4 euro/kg e la stabilità dell’extravergine italiano a 7,2 euro/kg fanno tornare il divario ai minimi da tre anni. Anche in Tunisia la quotazione all’ingrosso, controllata dallo Stato, è in forte crescita. Le tensioni sulla produzione infiammano i listini

10 febbraio 2026 | 16:00

Economia

Continuano a scendere i prezzi agroalimentari mondiali

Flessione delle quotazioni internazionali per latticini, zucchero e prodotti a base di carne. Cereali in rialzo nonostante i cali marginali dei prezzi mondiali del grano e del mais. Aumento anche per gli oli vegetali, con l'eccezione della soia

10 febbraio 2026 | 15:00

Economia

Agricoltura biologica in crescita e con il nuovo marchio più visibilità

Sul fronte della produzione, l’Italia si conferma tra i leader europei del biologico, con oltre 2,5 milioni di ettari coltivati e una quota di superfici bio pari al 20,2% del totale, a fronte di una media europea ferma all’11,2%. Mercato bio a quasi 7 miliardi

09 febbraio 2026 | 15:00