Economia
Il mondo della birra ormai vale quasi 9 miliardi di euro
La ricchezza generata dalla birra è di poco superiore al fatturato dei salumi, equivalente a quello del sistema moda maschile italiano e di poco inferiori al business della cosmetica in Italia. Taglio del 40% dell'accisa per i micro-birrifici che hanno una produzione fino a 10mila ettolitri
07 dicembre 2018 | C. S.
L'Italia che ruota attorno ad un bicchiere di birra cresce e a dirlo sono i numeri. In due anni, dal 2015 al 2017, il contributo della filiera della birra italiana alla crescita della ricchezza e al benessere del nostro Paese, il cosiddetto valore condiviso, è cresciuto di 1 miliardo di euro (+12,9%), passando da 7.834 miliardi a 8.863 miliardi di euro, equivalente allo 0,51% del Pil italiano. Il dato è stato diffuso dall'Osservatorio Birra nel II rapporto 'La creazione di valore condiviso del settore della birra in Italia' realizzato da Althesys per conto della Fondazione Birra Moretti, costituita da Heineken Italia e Partesa per contribuire alla crescita della cultura della birra in Italia.

"Quando cresce la conoscenza della birra, cresce anche il mercato e il valore condiviso generato in tutto il mondo dietro il bicchiere di birra - ha commentato Alfredo Pratolongo, presidente di Fondazione Birra Moretti -. Siamo di fronte a una crescita ormai strutturale per un settore sempre più rilevante per la ricchezza del Paese". Nel paragone con altri comparti del made in Italy, la ricchezza generata dalla birra è di poco superiore al fatturato dei salumi (8 miliardi di euro), equivalente a quello del sistema moda maschile italiano (9,3 miliardi di euro) e di poco inferiori al business della cosmetica in Italia (circa 10 miliardi di euro).
Negli ultimi 2 anni la contribuzione fiscale della filiera della birra in Italia è aumentata ad un ritmo ancora più alto del mercato: +17,7%, passando da 3,6 a 4,2 miliardi di euro, quasi l'1% (0,92%) delle entrate fiscali complessive del nostro Paese. La birra crea valore per l'Italia anche in termini occupazionali, sono più di 90mila le persone occupate nel settore e dal 2015 al 2017 la filiera è stata in grado di offrire 6000 posti di lavoro in più.
Arriva un taglio di un centesimo dell'accisa sulla birra. Lo prevede un emendamento alla manovra approvato dalla commissione Bilancio della Camera che prevede dal 2019 l'accisa sia non a 3 euro ma a 2,99 ad ettolitro. Con lo stesso emendamento si taglia anche del 40% l'accisa per i micro-birrifici che hanno una produzione fino a 10mila ettolitri, come i birrifici artigianali.
Potrebbero interessarti
Economia
Vino e ristorazione: volumi stabili o in calo
Nella scelta dei vini, a fare da protagonista è ancora la “leggerezza”: i vini meno impegnativi evidenziano saldi netti positivi in doppia cifra, mentre in frenata risulta la domanda dei rossi leggeri e in misura maggiore di quelli strutturati
15 aprile 2026 | 13:00
Economia
Vino a scaffale: nel 2025 calano i volumi, ma regge il valore grazie alla corsa verso le fasce premium
Il fenomeno chiave è quello che gli analisti definiscono “effetto mix”: gli italiani acquistano meno vino, ma orientano sempre più le proprie preferenze verso prodotti di fascia medio-alta. Le etichette sopra i 10 euro mostrano infatti le performance migliori
15 aprile 2026 | 11:00
Economia
Prezzi dell’olio di oliva al 14 aprile: continua la discesa dell’extravergine nazionale
Sulla piazza di Bari le quotazioni dell’olio extravergine di oliva italiano sono ormai stabilmente sotto i 7 euro/kg, con scambi anche sotto i 5,5 euro/kg. In Spagna l’extravergine resta poco sopra i 4,2 euro/kg con il vergine che crolla a 3,5 euro/kg e il lampante che sale oltre i 3,2 euro/kg
14 aprile 2026 | 16:00
Economia
Produzione di fragole in grande spolvero al sud Italia
Dopo il periodo pasquale, si registra un netto calo dei prezzi all’ingrosso. In particolare, se per le eccellenze come la varietà Inspire di Matera si viaggia tra i 5,00 e i 5,50 euro/Kg, la Candonga è ormai stabilmente sotto la soglia dei 5,00 euro/Kg. Tra i 3,50 e i 4,00 la fragola comune siciliana e campana
13 aprile 2026 | 11:00
Economia
Il plant-based cresce in Europa ma resta marginale: vale 16,3 miliardi, solo il 2,4% del largo consumo
Nonostante la crescita, il differenziale di prezzo rispetto ai prodotti di origine animale resta uno dei principali ostacoli alla diffusione su larga scala. Frutta secca e semi dominano con il 45% del valore delle vendite, seguiti dalle alternative ai latticini e dai piatti pronti
13 aprile 2026 | 09:00
Economia
Agricoltura e agroalimentare faticano, parola d'ordine resilienza
Il vero motore del settore resta l’export agroalimentare, che continua a espandersi nonostante le tensioni internazionali e l’introduzione di dazi da parte degli Stati Uniti, dove le esportazioni italiane registrano un calo del 13,3%
12 aprile 2026 | 11:00