Economia

IL CARO GASOLIO COLPISCE PESANTEMENTE L’AGRICOLTURA CHE, IN TRE MESI, PAGA UN CONTO DA 70 MILIONI DI EURO

Una situazione preoccupante che ha comportato un aumento del 15 per cento della bolletta petrolifera. Ripercussioni negative soprattutto per le serre e le strutture zootecniche

22 aprile 2006 | T N

Il continuo vertiginoso rincaro del petrolio, che ha portato a nuovi record assoluti del prezzo della benzina e del gasolio, pesa in maniera sempre più pesante anche sulle imprese agricole che hanno visto, nei primi tre mesi dell’anno, lievitare i costi della “bolletta petrolifera” di oltre il 15 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il che ha significato un maggior esborso di 70 milioni di euro da parte dei produttori agricoli. A rilevarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori per la quale il settore, che già è costretto ad operare in una situazione di grave crisi strutturale, si trova ad affrontare un’altra emergenza costituita proprio dal caro-carburante.
Già nel 2005 -ricorda la Cia- gli agricoltori hanno dovuto fare i conti con crescenti costi di produzione e previdenziali. E quelli relativi al carburante hanno inciso in maniera allarmante. Basti pensare che nel corso dell’anno scorso le aziende hanno dovuto sborsare 250 milioni di euro in più rispetto al 2004 a causa delle vertiginose lievitazioni del petrolio.
Le imprese agricole che più hanno risentito dell’aumento -afferma la Cia- sono quelle serricole che fanno uso del gasolio per riscaldare gli ambienti dove si coltivano, in particolare, ortaggi, fiori e piante. Ma anche nella zootecnia i consumi di carburante hanno fatto sentire i loro effetti, soprattutto per quello che concerne il riscaldamento delle stalle e gli impianti di mungitura. Stesso discorso per le macchine agricole, il cui uso ha fatto crescere gli oneri per le aziende nella voce energetica.
“I produttori agricoli, al pari dei consumatori, continuano a subire -sottolinea il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi- le negative conseguenze dei rincari registrati nel campo energetico. Aumenti che si sono contrapposti alla costante diminuzione dei prezzi dei prodotti agricoli praticati nei campi. E questa è stata una delle causa principali che hanno determinato la riduzione del 10,4 per cento dei redditi degli imprenditori agricoli”.

Fonte: Cia

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