Economia

Etichette alimentari: il richiamo all'Italia vale 5,5 miliardi di euro

La bandiera italiana o espressioni che richiamano all'italianità del prodotto è presente in un alimento su quattro, secondo un'indagine GS1 Italy e Nielsen. Il tricolore unisce le tavole degli italiani in maniera intergenerazionale, conquistando tutte le fasce di consumatori

21 luglio 2017 | T N

GS1 Italy e Nielsen hanno estrapolato dai 41 mila prodotti presenti nel loro database quelli che riportano sulla confezione claim come “made in Italy”, “product in Italy”, “solo ingredienti italiani”, “100% italiano” e loghi quali “IGP”, “DOP” e “bandiera italiana”.

E' bene evidenziare che non tutte le diciture si equivalgono. "product of Italy" per esempio evidenzia solo che una fase del processo di produzione, di solito il confezionamento, è avvenuta in Italia. Anche il famoso Made in Italy, per i prodotti elaborati, in virtù della disciplina doganale internazionale significa che un processo di trasformazione sostanzaile è avvenuto nel nostro Paese.

Non sono molti i prodotti alimentari per cui vige l'obbligo di indicare l'origine della materia prima, tra questi l'olio extra vergine d'oliva, le uova, il miele, le carni e ora anche grano, riso e pasta.

Ovviamente i prodotti che più richiamano l'origine sono quelli Dop e Igp, legati a un preciso disciplinare di produzione e a controlli per la verifica di qualità e origine.

Fatti gli opportuni distinguo, il mercato dei cibi tricolore, secondo GS1 e Nielsen, vale in Italia 5,5 miliardi di euro, in crescita del 2,3% nel 2016 rispetto al 2015. 

Un prodotto alimentare su quattro dichiara esplicitamente in etichetta la sua italianità rimandando così a valori che attengono l’origine garantita, la sicurezza alimentare, la difesa delle tipicità, la promozione dell’economia locale, la riscoperta della biodiversità e il rispetto della tradizione.

Ma perchè tutto questo interesse verso il tricolore? Perchè, nonostante gli italiani non siano patrioti, in tavola il Made in Italy unisce, anche le generazioni.  La segnalazione o l’enfatizzazione dell’italianità sulle confezioni, realizzate usando claim o immagini, sono frutto di una precisa scelta di comunicazione che si inserisce nella crescente preferenza espressa dai consumatori nei confronti dei prodotti agroalimentari “made in Italy”. Un atteggiamento che appare sempre più diffuso e che sta crescendo in modo ininterrotto da un triennio secondo GS1 e Nielsen.

Ma qual è il simbolo più diffuso sulle confezioni alimentari? Vince la bandierina tricolore, presente sul 14,6% dei prodotti, seguita dalle dizioni “prodotto in Italia” (12,2% dei prodotti) o “100% italiano” (1,9% dei prodotti).

Se tutti guardiamo all'italianità, gli over 50 preferiscono i Dop e gli over 65 gli Igp. I giovani invece si fermano all'acquisto del prodotto italiano.

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