Economia
I prodotti biologici conquistano consumatori, mercato e scaffali della Grande Distribuzione
Nel 2015 il fatturato dei prodotti biologici ha sfiorato i 900 milioni di euro, con una crescita del 20% rispetto all'anno precedente. Uova, composte di frutte, gallette di riso e frutta fresca sono i cibi più venduti nei supermarket
22 gennaio 2016 | C. S.
Il cibo biologico conquista una percentuale sempre maggiore di consumatori italiani. Lo rivelano i dati sulla crescita del settore bio nel 2015 elaborati dall’istituto di ricerche di mercato Nielsen. Secondo l’analisi presentata da Assobio a BolognaFiere il mercato del biologico italiano continua a crescere a dispetto della crisi e rappresenta una grande opportunità per la distribuzione organizzata.
Il biologico esprime da un decennio tassi di crescita a due cifre, anche negli anni dell’ultima crisi dei consumi, nel canale dei punti vendita specializzati ma anche in Gdo, dove l’incremento delle vendite in un anno (novembre 2014 - novembre 2015) è stato del 20%, per un valore di 863,8 milioni.

Lo studio ha analizzato le preferenze dei consumatori italiani rivelando che i prodotti biologici più venduti in Italia sono le uova. Nel 2015 le vendite di uova bio hanno raggiunto un fatturato di oltre 61 milioni di euro attestandosi a quota +8,4% rispetto al 2014. Le vendite di composte di frutta bio, reputate più sane e gustose di marmellate e confetture tradizionali, hanno registrato una crescita dell’8,2% fatturando oltre 60 milioni di euro e piazzandosi al secondo posto tra i prodotti bio più venduti. Al terzo posto si piazzano le gallette di riso con una crescita del 21,4% rispetto al 2014 e un fatturato di 50 milioni di euro.
La frutta fresca biologica si classifica al quarto posto con 42 milioni di euro di fatturato e una crescita del 12,4% rispetto all’anno precedente. Al quinto posto con un fatturato di 37 milioni di euro troviamo le bevande alla soia, una valida alternativa al latte per i consumatori vegetariani e vegani e per gli intolleranti al lattosio. L’incremento medio in valore più alto nel 2015 lo ha registrato l’olio extravergine d’oliva a quota + 47,7%.
"Importanti sono la collaborazione fra marca privata e marca del produttore e un approccio da category management per lo sviluppo degli assortimenti, profondità delle gamme, visibilità, innovazioni di prodotto, continuità negli standard qualitativi che il know how delle imprese italiane di produzione agricola e di trasformazione sono in grado di garantire", spiega Roberto Pinton, segretario di AssoBio.
Roberto Zanoni presidente di AssoBio si è detto soddisfatto dall’andamento del mercato biologico, ma invita a guardare oltre le vendite: "Dati molto positivi, certo, ma c’è ancora molto da fare. Come evidenziato oggi durante il convegno a Marca, il bio non deve rappresentare la nuova frontiera delle vendite; il bio è un sistema anche di valori, rappresenta un’agricoltura in grado di preservare l’ambiente, la biodiversità, capace di rispondere alle sfide globali e in questo modo deve essere considerato anche dalla Gdo. L’obiettivo è far comprendere agli operatori e ai consumatori il vero valore del bio, al di là del tema volumi e prezzi".
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