Economia

La congiuntura internazionale spinge in giù i prezzi dei prodotti agricoli

Ocse e Fao, nell'ultimo Outlook sulle prospettive dell'agricoltura globale, stimano una riduzione delle quotazioni delle principali commodities agricole. Un ritorno dei prezzi a quelli dei primi anni 2000, grazie ai buoni raccolti e al calo del petrolio

03 luglio 2015 | T N

Una coincidenza favorevole di fattori. La crisi mondiale ancora persistente, con commercio agricolo ad andamento lento, la prospettiva di buoni raccolti per quest'anno e la riduzione del prezzo del petrolio spingeranno giù i prezzi dei principali prodotti agricoli, facendoli tornare ai livelli dei primi anni 2000.
E' quanto stimano Ocse e Fao nel loro Outook sull'agricoltura mondiale.
Secondo l'Agricultural Outlook 2015-2024 il commercio agricolo aumenterà più lentamente rispetto al decennio precedente, mentre produzione e consumo mondiale rimarranno stabili.
L'export si concentrerà su pochi prodotti e dai pochi paesi esportatori mentre le importazioni interesseranno un sempre maggior numero di paesi. Una tendenza, quella di una concentrazione dell'offerta, che però potrebbe arrecare instabilità ai mercati in caso di calamità naturali o altri fattori che riducano la propensione all'export delle poche nazioni esportatrici.
Saranno in particolare i paesi in via di sviluppo a richiedere sempre più prodotti agricoli e a far aumentare la domanda di cibo.
L'aumento dei redditi in questi paesi farà diversificare le loro diete, in particolare aumentando il loro consumo di proteine ​​animali rispetto ai carboidrati. Di conseguenza, i prezzi di carne e latticini dovrebbero avere una tendenza al rialzo nel lungo termine. Tra le colture, i prezzi dei cereali e dei semi oleosi grossolani, utilizzati per l'alimentazione degli animali, dovrebbero di conseguenza aumentare.
"Le prospettive per l'agricoltura globale è più tranquillo di quanto non sia stato negli ultimi anni, ma non c'è spazio per l'autocompiacimento. Non possiamo escludere il rischio di nuove impennate dei prezzi nei prossimi anni. " ha dichiarato il Segretario Generale dell'Ocse Angel Gurría.

Ma cosa accadrà alle commodities agricole?

L'accumulo di scorte elevate di cereali nel corso degli ultimi due anni, in combinazione con i bassi prezzi del petrolio, dovrebbe portare ad un ulteriore indebolimento dei prezzi dei cereali nel breve termine. Lentamente l'aumento dei costi di produzione e domanda sostenuta dovrebbero rafforzare ancora una volta i prezzi nel medio termine.

La forte domanda di pasti proteici guiderà l'ulteriore espansione della produzione di semi oleosi, secondo il rapporto. Ciò dovrebbe tradursi in passo essere molto importante per la redditività complessiva di semi oleosi, e favorirebbe l'ulteriore espansione della produzione di soia, in particolare in Brasile.

La domanda di zucchero maggiore nei paesi in via di sviluppo dovrebbe contribuire a far salire i prezzi, portando a ulteriori investimenti nel settore. Cosa succederà però dipenderà fortemente dalle politiche del Brasile, il principale produttore globo, che spinge molto sulla produzione di etanolo.

Miglioramento dei margini di redditività per la zootecnia da carne, grazie al calo del prezzo delle foraggere. Resterà però alta la volatilità.  

La produzione di pesce mondiale si dovrebbe espandere di quasi il 20% entro il 2024. L'acquacoltura dovrebbe superare totale della pesca di cattura nel 2023.

Quattro le principali aree economico-politiche esportatrici di latte e derivati: la Nuova Zelanda, l'Unione Europea, gli Stati Uniti e in Australia. Qui le possibilità di crescita della domanda interna sono limitate, con necessità di guardare a nuovi mercati.

I prezzi del cotone dovrebbero essere scendere rapidamente nel breve termine, dopo che la Cina ha cominciato a mettere mano alle proprie abbondanti scorte. Entro il 2024, sia i prezzi reali sia i nominali dovrebbero rimanere al di sotto dei livelli raggiunti nel 2012-14.

L'uso di etanolo e biodiesel è destinato a crescere ad un ritmo più lento nel prossimo decennio. Con i prezzi del petrolio più bassi, gli scambi commerciali di biocarburanti dovrebbero rimanere marginali.

Potrebbero interessarti

Economia

Agricoltura e agroalimentare faticano, parola d'ordine resilienza

Il vero motore del settore resta l’export agroalimentare, che continua a espandersi nonostante le tensioni internazionali e l’introduzione di dazi da parte degli Stati Uniti, dove le esportazioni italiane registrano un calo del 13,3%

12 aprile 2026 | 11:00

Economia

L’Australia traina la domanda di olio di oliva

Tra ottobre 2025 e gennaio 2026, le importazioni di olio d’oliva nei principali mercati internazionali sono aumentate del 9,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’Australia emerge come uno dei mercati più dinamici

11 aprile 2026 | 11:00

Economia

Il vino per Verona è un asset fondamentale per l’economia locale

La geografia dei mercati conferma anche per il 2025 la Germania come principale destinazione, nonostante una flessione del 2,9% rispetto all’anno precedente. Secondo posto per il Regno Unito scalzando così gli Stati Uniti che scivolano in terza posizione

11 aprile 2026 | 11:00

Economia

Il prezzo dell’olio di oliva al 7 aprile: speculazioni e deodorato abbattono le quotazioni in Spagna, difficoltà anche in Italia

Se il prezzo dell’olio extravergine di oliva in Spagna si alza troppo ecco comparire cisterne di deodorato e si torna a 4,2 euro/kg, mentre il lampante continua a salire oltre 3,2 euro/kg. In Italia poche cisterne vengono vendute, molte da Andria a quotazioni impossibili di 5,5 euro/kg: così si inquinano i pozzi. Basta buonismo con la GDO!

07 aprile 2026 | 18:40

Economia

Prezzi alimentari mondiali in aumento a marzo per l'effetto Iran

Quotazioni in aumento del 2,4% rispetto a febbraio e dell'1,0% rispetto al suo livello di un anno fa. Pericoli per la filiera agroalimentare globale se il conflitto in corso di estende oltre i 40 giorni. Forti aumenti per gli oli vegetali, utilizzati per biocarburanti

07 aprile 2026 | 11:00

Economia

Il ritorno del freddo non fa alzare i prezzi: in calo le fragole

I limoni siciliani e calabresi mostrano un’ottima disponibilità con prezzi regolari. Le basse quotazioni delle fragole spagnole traina verso il basso le quotazioni delle varietà italiane. Le patate a pasta gialla sono molto richieste per le festività pasquali

04 aprile 2026 | 13:00