Economia
La Spagna dell'olio di oliva a un passo da prendersi la leadership del mercato Usa
Cresce la voglia di extra vergine negli Stati Uniti, con un +5% nella campagna 2013/14 rispetto alla precedente. Dopo Italia e Spagna, la Tunisia è il terzo fornitore di olio, seguita a sorpresa, dall'Argentina
16 gennaio 2015 | T N
A bocce ferme, guardando ai dati di importazione di olio di oliva negli Stati Uniti per la campagna olearia 2013/14, diffusi dal Coi, si notano due numeri su tutti.
L'extra vergine piace sempre di più agli americani che, infatti, non appena sono ripresi i consumi hanno aumentato le importazioni, del 5% rispetto all'annata 2012/13, per 312 mila tonnellate complessive.
In secondo luogo, grazie soprattutto alla campagna record iberica, quella da 1,7 milioni di tonnellate, la Spagna è stata a un passo dal soffiare al nostro paese la leadership del mercato.
L'Italia ha una quota del 44% mentre la Spagna si è fermata al 40%. Questione di tempo, ormai, perchè si registri lo storico sorpasso anche qui, dopo che è avvenuto in tanti altri paesi.
E' l'Europa a dominare il mercato, con l'86% delle importazioni di olio di oliva, contro il 71% dell'annata precedente. Una crescita dovuta proprio alla Spagna che ha visto raddoppiare i volumi e crescere del 20% in termini assoluti. L'Italia ha dovuto, quindi, combattere una battaglia di retroguardia e di difesa.
Esattamente come ha fatto la Grecia, in difficoltà anche a causa della bassa produzione, che ha visto la sua quota di mercato cedere dello 0,7%, giungendo all'1,8%.
Terza forza, per export, la Tunisia col 5% del mercato, in drammatico calo (-7%) dovuto allo scarso raccolto.
In quarta posizione, a sorpresa, si piazza dunque l'Argentina, col 2,8%, seguita da Turchia e Cile.
Ma il 2013/14 è stato anche l'anno della svolta negli Stati Uniti, con un cambiamento doganale significativo. Prima del luglio 2013, gli oli vergini si dividevano in due sole categorie: olio vergine bulk e olio in container in confezioni inferiori a 18kg. Oggi l'olio confezionato viene distinto in quattro sub categorie: extra vergine bio, extra vergine, vergine biologico e vergine.
Grazie a questa distinzione oggi sappiamo che il 49% del totale importato negli States è extra vergine. Buone performance anche per l'extra vergine biologico, l'11% del totale. 4% per l'olio vergine e 1% per l'olio vergine biologico.
Sommando questi dati abbiamo quindi che il 65% dell'olio venduto negli Usa è extra vergine (60%) o vergine (5%), il che fa ormai degli Stati Uniti un mercato maturo nel settore oleario.
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