Economia

Le bollicine italiane a tutto sprint

L’osservatorio economico dei vini effervescenti italiani anticipa che nel 2011 e 2012 il mondo del bere spumeggiante ha chiesto e chiederà le diverse tipologie in commercio

07 gennaio 2012 | Giampietro Comolli

Sarà un 2012 a tutto Prosecco. Prosegue dunque il successo dei vini Conegliano Valdobbiadene Docg, Prosecco Doc, Franciacorta e “ritorno” del Lambrusco Dop e Doc.

Negli ultimi tre anni il trend di crescita del Prosecco Docg e Doc è stato a due cifre all’estero. Il 2011 si chiuderà, stima dell’Ovse, l’Osservatorio economico dei vini effevescenti, con un grande successo per le bollicine verso l’export.

Il made in Italy all’estero tira, tirano i ristoranti veri italiani, i cuochi italiani, i nomi italiani a tavola e nel vestiario, i vini italiani.

Il mondo si è accorto che l’Italia è il Paese del buonvivere e ha il più alto tasso di prodotti di qualità, di grande modernità e stile.

In momenti di crisi economica, di incertezza e di paure delle prospettive, la gente tende a soddisfare gusti e piaceri.

La tavola italiana è la più gettonata al mondo. L’Ovse stima anche per il 2012 una crescita importante ancora a due cifre sui mercati esteri, fra il 10% e il 15% annuo per la “piramide Prosecco spumante Docg-Doc”.

All’estero grande appeal nei consumi anche per l’Asti docg e il Brachetto d’Acqui docg. L’incremento dei consumi per entrambi è intorno al 15-18% su base annua.

Sul mercato nazionale il consumo di vino è in calo, resta contenuto invece per le bollicine grazie a Asti, Prosecco, Franciacorta e Lambrusco.

In Italia le bollicine Docg tirano più di altre, segno che il controllo e la garanzia oltre ai marchi e alla forte identità territoriale sono fattori determinanti, almeno come il costo, nelle scelte e occasioni d’acquisto. Ma non in tutti i canali di consumo e per i consumatori in generale: infatti il consumo fuori casa e l’horeca punta su Docg, mentre il grossista e la grande distribuzione, quindi il consumo domestico, punta sulle bollicine di fantasia e sui Doc.

Questo posizionamento è molto evidente per il Prosecco doc e per il Conegliano Valdobbiadene Docg. Le “ imitazioni all’estero” sono un danno, ma anche un segnale che il vino spumante italiano è trendy.

Anche a livello nazionale la diffusa e uniformata richiesta al bar “mi dia un prosecco” (usata spesso anche per altre bollicine nazionali e straniere!) fa capire quanto la denominazione di origine, oramai esclusivamente Veneto-Friulana, sia diventato un nome-sinonimo di un certo bere effervescente, di una tipologia, di una richiesta.

Nel 2010 sono state stappate in totale 205 milioni di bottiglie provenienti dalla “piramide Prosecco”.

Nel 2011 si presume il traguardo di 225 milioni.

Nel 2012 quello dei 250 milioni e nel 2013 dei 280 milioni per superare, nel giro di altri due anni, le 300 milioni di bottiglie, di cui circa 80 milioni saranno di Docg.

Più tranquille le bollicine TrentoDoc sul mercato interno, mentre fanno segnare un discreto incremento sui mercati esteri, soprattutto Giappone e Inghilterra. Certamente il metodo classico italiano parte da piccoli numeri ( mediamente 1,2 milioni di bottiglie all’estero negli ultimi 3-4 anni), ma è un segnale che i mercati esteri iniziano ad apprezzare il prodotto made in Italy.

Più interessante e intrigante è la crescita del consumo nazionale del Franciacorta negli ultimi anni grazie alla scelta di Berlucchi di puntare sulle uve franciacortine a scapito delle trentine e pavesi e quindi di entrare nella Docg. Quest’anno è più lenta la crescita del consumo nazionale.

In particolare il consumo di Franciacorta si è incrementato all’estero e sui mercati europei dell’Europa dell’est, Germania, Usa e nord America. Classico esempio che la conoscenza della qualità, alla fine paga e che un prezzo più contenuto in questo momento apre porte prima precluse.

Molti spazi aperti e inesplorati dalle bollicine nazionali sono in sud Italia, ancora da sfruttare con nuove strategie di marketing sul consumatore finale: spiegare in dettaglio le caratteristiche e un ottimo rapporto valore/identità made in Italy, ma non solo.

Buon successo si prevede anche dall’ Altalanga piemontese che partendo da numeri bassi e spesso prodotto anche da grandi marchi dell’Asti, spunta canali preferenziali verso l’estero.

All’estero i più grandi risultati però sono dati da spumanti generici dolci di origine piemontese e veneta che spuntano sul mercato prezzi estremamente accessibili.

Nel 2011 il mercato russo (+ 180% di consumo di bollicine italiane rispetto al 2009) è diventato il 3° paese consumatore al Mondo dopo Germania e Francia e sarà sicuramente il mercato del boom delle bollicine italiane nel 2012: importante è mantenere una qualità standard pur sempre elevata in modo che tutto il made in Italy non risenta di contraccolpi indiretti.

Per il 2011, l’Ovse presume che il valore al consumo nel mondo delle bollicine italiane supererà i 3,1 miliardi di euro con un +5% in valore assoluto rispetto al 2011.

Buone anche le performance all’estero dei vini frizzanti, un tempo non riconosciuti e non accettati dai Paesi anglosassoni e da un consumatore globale abituato ai vini tranquilli. Su 32 miliardi di bottiglie di vino consumate all’anno nel mondo, solo il 11% è vino effervescente. Sui mercati esteri il vino frizzante italiano funziona e il 2011 ha consacrato numeri di tutto rispetto: su 800 milioni di pezzi confezionati, oltre 300 milioni prendono la strada dell’export: Lambrusco, Malvasia, Moscato, Trebbiano, Pinot, Verdicchio e Soave nelle diverse declinazioni Doc e VSQ sono sempre più richiesti. Per il Lambrusco Doc frizzante il 2011 ha confermato il successo del 2010 con ancora un +24% di export. Fatturato all’export dei vini frizzanti stimato in circa 800 milioni di euro. Spumanti e vini frizzanti stanno funzionando sul mercato e l'allarme lanciato dagli esperti è di non svilire l'immagine delle bollicine italiane.

FONTI: Dati raccolti e analizzati da Ovse con 45 Manager condivisi su www.Linkedin.com provenienti da centri studi di settore in diversi Paesi del Mondo, Dogane e Uffici importazione, Monopoli di Stato, OEMV, Infos, Allt-Om-Vin, AcNielsen, IWFI, Inao, Faostat, Echos, Justdrink, IWSR.

 

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