Economia

No a una banca per l'agricoltura e l'agroalimentare

Secondo Corrado Passera, numero uno di Intesa San Paolo, la criticità del settore agricolo sta nella dimensione aziendale. "Un'azienda che non produce bilancio è primordiale rispetto alla bancabilità"

30 ottobre 2010 | T N

''Quello che serve all'agribusiness non è tanto una banca focalizzata solo su quello, ma che conosca il mondo, gli altri settori, che possa fare da ponte tra agricoltura e universita', trading, finanza, con strutture dedicate''.

Lo ha detto Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, intervenendo a Firenze al convegno 'Il valore della filiera agroindustriale. Un'opportunità di crescita".

L'agricoltura, ha infatti rilevato, ''ha bisogno di inserirsi in filiere, mercati internazionali, nel settore della ricerca'' e qui sta il ruolo strategico di una banca che ''fa da ponte''.

A proposito del settore dell'agribusiness, Passera ha rilevato che ''è un pezzo importante del nostro Paese'', una ''opportunità di crescita'' ma con ''grandi vincoli'' e problemi.
In particolare la piccola dimensione delle imprese, perche' ''con questa dimensione delle aziende agricole c'è poco da andar lontano''. Tra l'altro, ''l'85% delle aziende non produce un bilancio, e un'azienda che non produce bilancio è primordiale rispetto alla bancabilità. Noi vogliamo imparare a fare i banchieri del mondo agricolo, ma il credito è una responsabilità forte e si basa su cose serie: piani, risultati, garanzie'', oltre che sulla ''conoscenza diretta delle aziende''.

A questo proposito, Passera ha rilevato la necessità, in ''certi casi'' di ''dotarsi di strutture dedicate'' perche' in un ''settore così difficile servono persone e competenze dedicate''.

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