Cultura

L’accue è respire miie e tiie

Una poesia di Pasquale Di Lena, in dialetto larinese, con traduzione dell'autore. E' dedicata all'acqua e a tutti coloro che lottano per difenderla dalla avidità degli uomini

28 novembre 2009 | Pasquale Di Lena



L’ACCUE

U cigne scégne vèrse u ‘hiume
e u ‘hiume scórre liénte
pe irse è nasconne dend’u mare.

L’accue nghiane u Mónte
chiane chiane, èccuescì a Cuarènze,
u Mentàròne, Montarcane
Dapù rescegne pe devendà sergive
fonte, tine, mèzze, varile, tragne,
callare,
ièrve, fóie, uve, uelive, pane,
anemale, cres’tiane,
s(g)uarde, récchie, paróle,
mane, carézze, mòre,
mùseche, cante che ze sènte
lendane.

L’accue
frésche, cruecciarèlle
dòce, salate, marce
pe vève pelì a facce
è sòle, lune, faùneie, vòrie,
zirre, vótte, tenacce,
vrecciuóle, maièse, trattùre.

L’accue è respire miie e tiie
che me fa dice ca ésse sì tu
ca ésse so iie

Larino, 21.11.09



L’ACQUA
Il ruscello scende verso il fiume/ e il fiume scorre lento /per andare a nascondersi dentro il mare//l’acqua risale il Monte/ piano piano, così la Quarenza/Monte Arone/Monte Arcano/per poi riscendere e diventare sorgente/fonte, anfora, misura, barile, secchio/caldaio in rame/erba, verdura, uva, oliva, pane/animale, persona/sguardo, orecchie, parole/mani, carezze, amore/musica, canto che si sènte/lontano//l’acqua/fresca, frizzante/dolce, salata, marcia/è sole, luna, scirocco, bora/ziro, botte, tinaccio/terreno ghiaioso, maggese, tratturo// l’acqua è il mio respiro, il tuo/ e questo mi fa dire che l’acqua sei tu, che l’acqua sono io.

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