Cultura

L'uoie, l'olio. S’ta zitte dend’u zìrre. Repóse

Una lirica inedita di Pasquale Di Lena, in dialetto larinese, con una foto di Giovanni Aloia

20 dicembre 2008 | Pasquale Di Lena

E' una lirica ispirata al libro Il respiro dell'olio, di Luigi Caricato: link esterno

Pasquale Di Lena

L’UOIE ( ZYT)

S’ta zitte l’uoie
dend’u zìrre.
Repóse.
Zitte cóme i zite
èppène spesate pe nzurà.
Zitte, settìle,
vérde chelòr d’óre
bas’te nu file
pe sentì jèrv’a frésche
carciòfe o pemmedóre .
Respire chiàne
com’a ddòre du pane.
T’èrrecriie
chi fasciuole, i cice,
ca pizz’è màne, a ciabòtte,
u sughe pì zite, i fóje,
i tréje, i calàmare
i paeparuóle, i melegname.
Bas’te na ócce
pe sazià a fame.
Renfrésche u cuórpe,
ogne a pèlle
z’émmésche cà cite
pe na nzalàta frésche,
sciùvele lisce
ngòppe na matenèlle.


Larino, 8 dicembre 2008

Nel cuore dell'olivo - foto di Giovanni Aloia

L’olio ( “zyt“, come lo chiama Annibale quando, due secoli e più a. C.- seconda guerra punica – sosta sul colle di Gerione, che pendola tra Kalena e Montorio e guarda Larino).

Sta zitto l’olio/nello ziro.//Riposa.// in silenzio come gli sposi /appena sposati per procreare// In silenzio,sottile/verde color dell’oro/basta un filo/per avere il sentore dell’erba appena sfalciata/del carciofo o del pomodoro//Respira piano/ come l’odore del pane// Ti dà gioia/ con i fagioli, i ceci/la pizza semplice/il ragù per i maccheroni, le verdure/la ciambotta/ le triglie, i calamari/i peperoni, le melanzane.//Basta una goccia per saziare la fame//Rinfresca l’intestino/alimenta la pelle/si mescola con l’aceto/ per condire una insalata appena raccolta/scivola liscio sulla mattonella

Zyt, zit-to, zi-ro, zit-i, n- zu-rà, zit-e

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