Cultura

Suoni Controvento: in Umbria c'è un festival dove il primo artista è il paesaggio

Suoni Controvento: in Umbria c'è un festival dove il primo artista è il paesaggio

Dieci anni di Suoni Controvento: in Umbria 26 comuni diventano un unico palcoscenico tra grandi concerti, turismo esperienziale e uno dei pochi festival italiani certificati ISO 20121. Dal 15 luglio al 13 settembre

11 luglio 2026 | 15:00 | C. S.

Prima ancora che inizi un concerto, in Umbria il protagonista è già davanti agli occhi del pubblico. Può essere una cima dell'Appennino, un bosco, un vigneto, un'abbazia, una piazza medievale o un sito archeologico. A Suoni Controvento il paesaggio non fa da sfondo allo spettacolo: è il primo artista a salire sul palco.

È questa l'idea che, in dieci anni, ha trasformato Suoni Controvento in uno dei format culturali più riconoscibili del panorama italiano. Nato tra i borghi del Monte Cucco, il festival attraversa oggi l'intera Umbria, coinvolgendo dal 15 luglio al 13 settembre 26 comuni in un unico progetto che intreccia musica, letteratura, arte, natura e riflessione civile, trasformando il territorio nel vero protagonista dell'esperienza.

Da Assisi a Norcia, da Perugia a Spoleto, passando per Montefalco, Gubbio, Narni, Trevi, Campello sul Clitunno, Sellano, Sigillo, Costacciaro, Scheggia e Pascelupo, Montone, Magione, Corciano, Acquasparta, San Gemini, San Venanzo, Marsciano, Spello, Bastia Umbra, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Stroncone e Terni, il festival costruisce una rete culturale che unisce amministrazioni, associazioni, operatori e cittadini in un progetto condiviso di valorizzazione territoriale. Un mosaico di luoghi e comunità che non rappresentano la cornice degli eventi, ma ne costituiscono l'essenza.

Qui non si arriva soltanto per assistere a uno spettacolo. Si percorrono sentieri, si attraversano boschi, si scoprono borghi, si raggiungono abbazie e rocche medievali, si entra nei parchi naturali, tra i vigneti o nei siti archeologici. Il concerto diventa il punto di arrivo di un'esperienza più ampia, nella quale il viaggio fa parte dello spettacolo e il territorio smette di essere un semplice scenario per diventare protagonista. Un modello che interpreta una delle evoluzioni più significative del turismo contemporaneo: vivere i luoghi con lentezza, autenticità e partecipazione.

La sostenibilità rappresenta il principio che guida l'intera manifestazione. Fin dalla sua nascita Suoni Controvento progetta eventi leggeri e temporanei, riduce al minimo l'impatto sugli ambienti naturali e promuove comportamenti responsabili da parte del pubblico. Il festival misura e compensa la propria impronta di carbonio attraverso un percorso certificato realizzato con Regusto, utilizza energia pulita grazie alla partnership con Hera Comm ed è tra i pochi festival italiani ad aver ottenuto la certificazione internazionale ISO 20121, lo standard che definisce i requisiti per la gestione sostenibile degli eventi sotto il profilo ambientale, sociale ed economico. Un modello riconosciuto a livello internazionale che dimostra come cultura e tutela del paesaggio possano crescere insieme.

Per questa nuova edizione sul palco saliranno Angelina Mango, Giovanni Allevi, Coez, Mannarino, Fabrizio Moro, I Cani, Luca Barbarossa, Sam Garrett, Angelica Bove, Cisco e molti altri. Accanto ai concerti tornano "Libri in Cammino", le passeggiate letterarie con autori come Christian Raimo, Daniele Mencarelli, Sandro Campani e Giovanni Dozzini, gli incontri di "Rai Umbria e Suoni Controvento per il Sociale" dedicati ai grandi temi dell'attualità, trekking, escursioni in bicicletta, osservazioni del cielo, laboratori e attività per tutte le età, confermando un'offerta culturale che supera il concetto tradizionale di festival musicale.

Il decennale sarà celebrato anche con la mostra fotografica "Oltre il Palco. Chi. Come. Suoni Controvento", ospitata fino al 14 luglio nell'ex Chiesa della Misericordia di Perugia. Attraverso gli scatti di Emanuele Pontani e Federico Ventriglia il pubblico entrerà nel dietro le quinte della manifestazione, scoprendo il lavoro di tecnici, volontari, organizzatori e operatori che, anno dopo anno, rendono possibile uno dei progetti culturali diffusi più complessi e riconoscibili del Paese.

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