Cultura
Focaccia: una tradizione culinaria neolitica risalente a 9.000 anni fa
Durante il tardo Neolitico, tra il 7000 e il 5000 a.C., le comunità completamente agricole nella regione del Vicino Oriente, svilupparono una complessa tradizione culinaria che includeva la cottura di grandi pagnotte di pane e focacce
23 novembre 2025 | 12:00 | T N
Uno studio condotto da ricercatori dell'UAB e dell'Università La Sapienza di Roma indica che durante il tardo Neolitico, tra il 7000 e il 5000 a.C., le comunità completamente agricole nella regione della Crescente fertile del Vicino Oriente, hanno sviluppato una complessa tradizione culinaria che comprendeva la cottura di grandi pani di pane e "focacce" con sapori diversi su vassoi speciali noti agli archeologi come vassoi di husking.
I vassoi di bucciatura erano contenitori con una grande base ovale e pareti basse, fatte di argilla grossolana. Differivano dai vassoi comuni a causa della loro superficie interna, contrassegnati da impressioni ruvide o incisioni disposte in modo ripetitivo e regolare. Esperimenti precedenti utilizzando repliche di questi vassoi e strutture di cottura simili a quelle trovate nei siti archeologici del periodo studiato avevano già permesso ai ricercatori di ipotizzare la loro funzione. Queste indagini hanno suggerito che grandi pagnotte fatte con acqua e farina potrebbero essere state cotte su questi vassoi, posti in forni a cupola per circa 2 ore a una temperatura iniziale di 420 ° C. Le scanalature sulla superficie interna avrebbero facilitato la rimozione del pane una volta cotte al forno. Inoltre, le grandi dimensioni dei pagnotti, circa 3 kg, suggerivano che erano probabilmente destinati al consumo comune.
Il team di ricerca ha analizzato frammenti ceramici di vassoi di husking tra il 6400 e il 5900 aC per identificarne l'uso come contenitori specializzati per la cottura di impasti a base di cereali e se questi impasti avrebbero potuto essere conditi con prodotti come grassi animali o olio vegetale. I resti analizzati provengono dai siti archeologici di Mezraa Teleilat, Akarçay Tepe e Tell Sabi Abyad, situati nella zona tra Siria e Turchia. Le analisi sono state effettuate presso le Università di Istanbul e il Koç (Turchia).
Lo studio, basato su vari tipi di analisi da una prospettiva integrata, fornisce prove chiare sia per quanto riguarda gli usi di questi artefatti che la natura degli alimenti trasformati in essi. In particolare, l'analisi dei fitoliti (residui di silice delle piante) suggerisce che cereali come il grano (Triticum sp.) o l'orzo (Hordeum sp.), ridotti a farina, sono stati trasformati in questi vassoi. Inoltre, l'analisi dei residui organici indica che alcuni dei vassoi sono stati utilizzati per cucinare alimenti contenenti ingredienti di derivazione animale, come il grasso animale, e in un caso, condimenti a base vegetale. Lo stato di degradazione dei residui suggerisce che, in almeno due casi, i vassoi hanno raggiunto temperature compatibili con quelle verificate sperimentalmente per la cottura di pasta in forni a cupola. Infine, l’analisi delle modifiche all’uso della superficie ceramica ha permesso l’identificazione dell’usura specificamente associata ai residui di pane e ad altri legati ai residui di focaccia stagionati.
Potrebbero interessarti
Cultura
Una residenza imperiale dove l'olivo domina con varietà autoctone
L’oliveto di Villa Adriana si distingue per le rare cultivar: oltre alle più o meno diffuse e tipiche laziali Itrana, Rosciola, Carboncella, Frantoio, Salviana, Leccino, fanno parte della storia del posto anche la Tonda di Tivoli, gli ecotipi locali montonesi e l’oliva Procanica.
05 agosto 2026 | 14:00 | Giosetta Ciuffa
Cultura
L'olivo e il suo lungo viaggio: 12.000 anni di storia tra clima e civiltà nel Mediterraneo
Un'ampia ricostruzione basata su 2.500 campioni pollinici rivela come l'uomo abbia preso il sopravvento sulla coltivazione dell'olivo circa 3.850 anni fa, senza però mai prescindere da precise condizioni climatiche che oggi, con il riscaldamento globale, tornano a essere un fattore critico
01 agosto 2026 | 12:00
Cultura
L'olivo, quando un albero secolare diventa il nuovo simbolo della sostenibilità made in Italy
Il valore culturale dell'olivo in Italia è un tema che sta acquisendo sempre più rilevanza. Quali strumenti possono essere utilizzati per comunicare il valore culturale dell'olivo ai consumatori contemporanei?
28 luglio 2026 | 16:00
Cultura
A Pollica torna Trame Mediterranee – Teatro Gastronomico
Dal 28 luglio al 27 agosto il Castello dei Principi Capano si trasforma in un palcoscenico dove il cibo racconta il territorio, la Dieta Mediterranea e le persone che la custodiscono ogni giorno
27 luglio 2026 | 18:00
Cultura
Premio "Maestro dell'Arte della Cucina Italiana": ad Antonella Titone il riconoscimento per la filiera olivicola
Istituito con la legge n. 59 del 19 aprile 2024, il Premio è dedicato alla valorizzazione dei Maestri dell'enogastronomia italiana. I dieci Maestri hanno ricevuto una medaglia di bronzo, una spilla e un fregio, realizzati dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
15 luglio 2026 | 13:50
Cultura
Suoni Controvento: in Umbria c'è un festival dove il primo artista è il paesaggio
Dieci anni di Suoni Controvento: in Umbria 26 comuni diventano un unico palcoscenico tra grandi concerti, turismo esperienziale e uno dei pochi festival italiani certificati ISO 20121. Dal 15 luglio al 13 settembre
11 luglio 2026 | 15:00