Cultura
La gobba dell'uomo porta fortuna, quella della donna sfortuna
Si crede che il gobbo porti fortuna al gioco ed è da tempo immemorabile associato al malocchio, esso era anche considerato un antidoto e usato come amuleto contro la forza che emanava dagli occhi degli altri
09 maggio 2025 | 18:50 | Giulio Scatolini
E’ assai difficile trovare testi in cui gli studiosi di superstizione e di folklore non parlano della gobba del gobbo (uomo, fortuna) e della gobba della gobba (donna, sfortuna).
Si crede che il gobbo porti fortuna al gioco e per questo spesso si vedeva un gobbo all’ingresso delle case da gioco e come ci dice P. Bartoli “I giocatori che entravano gli davano qualche moneta per toccare la sua gobba e assicurarsi così la buona sorte. Se questo toccamento procurava fortuna, questi, uscendo, gli regalavano una moneta d’argento”.
Tuttavia gli stessi autori spesso evidenziano che tale cosa riguarda solo il gobbo maschio. La gobba donna era invece, fortemente temuta, come pericolosa portatrice di sventura.
In Sicilia, come scrive G. Pitrè, sino alla fine del 1800 “ un gobbetto era sempre ricercato e tenuto ai propri servizi in case private, in botteghe, in fattorie, come simpatico apportatore di fortuna. Una donna gobba, al contrario era di cattivo augurio, anzi era, la disgrazia in persona”.
La spiegazione che viene data a questa diversa interpretazione scaramantica, a seconda del sesso, è abbastanza ovvia, in quanto si basa sul fatto che una donna gobba ricorda, da vicino, una strega, sempre raffigurata come una vecchia deforme e ripugnante.
Più difficile è invece spiegare, e non tanti studiosi lo fanno, l’origine della superstizione positiva attribuita alla deformità maschile.
Uno degli studiosi, spesso da me menzionato, Paolo Toschi, pur riconoscendo che non esistono fonti certe su questa credenza, ipotizza che all’origine di questa superstizione ci sia l’idea che “tutto ciò che è fuori dall’ordinario debba avere un significato nascosto sia nello stesso oggetto, o sia che esso riveli il disegno di forze soprannaturali. Ma come spiegare allora la credenza che il gobbo porti fortuna a chi lo incontra e lo tocca?
C.J.S. Thompson sostiene “che in questo, come in molti altri analoghi casi di ambivalenza, operi il principio della magia omeopatica tipo del ‘simile cura il simile’ ossia che il gobbo sia da tempo immemorabile associato al malocchio, esso era anche considerato un antidoto e usato come amuleto contro la forza che emanava dagli occhi degli altri”.
Oggi che le persone con la gobba sembrano essersi fatte sempre più rare ed è diventato più difficile incontrarle e poterle toccare, la credenza è un po' meno creduta, mentre continuano ad essere molto usati nel loro valore di amuleti contro la sfortuna, piccoli ciondoli di vario materiale che rappresentano il gobbo.
Quindi come scrive Elworthy “Non sono stati i giocatori di Montecarlo inventare il Gobbo fortunato” bensì secondo lo studioso inglese “questo tipo di amuleto è di origine antichissima come dimostrano gli esemplari fenici ed egiziani conservati in alcuni musei”. L’ipotesi che esso fa è che siano da ricollegarsi al culto tributato a Bas, divinità egizia dall’aspetto grottesco cui veniva riconosciuto il potere di allontanare gli spiriti maligni.
Alfonso Di Nola racconta che esiste una credenza medioevale che attribuiva ai gobbi sagacia, ingegnosità, carattere infido e malizioso, in un mescolamento di caratteristiche tuttora presente nelle culture popolari.
Ricordiamo infine che a Napoli era d’uopo, per far vendere più biglietti di lotterie o per giocare la vincita del lotto, ricorrere ad un gobbo, mai ad una donna gobba che ne avrebbe annullato gli aspetti positivi.
Un dubbio amletico tuttavia mi sorge: “Ma siamo sicuri che a Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino la gobba del gobbo abbia portato fortuna?”.
Bibliografia
Alfonso Di Nola. Lo specchio e l’olio. 1993
Jean Chevalier Alain Gheerbrant. Dizionario dei simboli. 1987
Massimo Centini. Il libro delle superstizioni. 2000
C.J.S: Thompson. The hand of destiny. The folklore and superstitions of everryday life. 1932
Le Garzantine. Simboli 1991
Helmut Hiller. Dizionario della superstizione. 1993
F.T. Elworthy. The evil eye. An account of this ancient and widespread superstition. 1895
Paolo Bartoli. Tocca ferro. 1994
Toschi P. Lei ci crede? Appunti sulle superstizioni 1957
G. Pitrè. Medicina popolare in Sicilia 1978
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