Cultura
LA VENDEMMIA? ORA ANCHE IN VERSIONE RINASCIMENTALE
I ricercatori dell’Università di Brescia si sono occupati dello studio del contesto storico. Particolare attenzione è stata dedicata, oltre all’analisi sociale ed economica del periodo, anche alla riscoperta e ricostruzione delle attrezzature utilizzate e delle tipologie di bottiglie impiegate
29 settembre 2007 | Marco Rossi
Dopo quasi mezzo millennio, rinasce il vino prodotto da Agostino Gallo nel XVI secolo, destinato ai Nobili e a Papa Paolo III Farnese, grazie alla dedizione dellâazienda agricola Torreggiani e ai ricercatori dellâUniversità degli Studi di Brescia e del Centro Vitivinicolo della Provincia di Brescia. Un prodotto unico e straordinariamente lussuoso. Le classi aristocratiche e dominanti, da sempre amanti dello sfarzo e dellâesclusività , nei tempi passati hanno avuto sulle proprie tavole un vino elitario.

La ricerca è stata seguita con meticolosità , nei minimi particolari. La vendemmia cosi come le fasi di vinificazione sono esattamente come allora. E proprio la vendemmia storica si è tenuta nei giorni scorsi a Borgo di Poncarale, nella villa originale che fu di Agostino Gallo. Una trentina di figuranti ha ripercorso esattamente tutte le fasi, dalla raccolta con cesti di paglia e falcetti, al trasporto dellâuva, avvenuta su carri a ruote in legno trainati da buoi.
La pigiatura si è tenuta sullâaia di Palazzo Gallo, dove sono state poste tine e tinacci, ricostruiti secondo le indicazioni dellâillustre agronomo. Fedeli allâepoca era anche lâallestimento della villa, con una divisione tra nobili e plebe, sino allâallestimento delle tavole ed al cibo, rigorosamente secondo le ricette della cucina bresciana dellâepoca.

Questo vino, oggi battezzato "500 Rinascimento", è il risultato di una ricerca svolta a livello agronomico, enologico e storico da ricercatori dellâUniversità degli Studi di Brescia, del Centro Vitivinicolo Provinciale e dall'Azienda Vitivinicola Torreggiani.
Un progetto reso possibile grazie alla famiglia Torreggiani che ha finanziato e messo a disposizione mezzi e terreni.
Lo studio è stato realizzato seguendo le indicazioni di Agostino Gallo (nato a Brescia nel 1499, morto nel 1570), il più insigne agronomo della Rinascenza italiana, uno dei protagonisti dell'agronomia cinquecentesca, il moto di rinnovamento degli studi agrari, dai tempi dei Romani.
Agostino Gallo, che viveva ed operava a Borgo di Poncarale e sulla collina del Montenetto, pubblica nel 1564, âLe giornate della vera agricoltura e piaceri della villaâ, che in una prima stampa sono X, più tardi XIII, con la terza ristampa infine diventano XX.
Un percorso impegnativo che si è concretizzato seguendo piantando le selezioni di uve indicate dal Gallo e lavorate nei vigneti piantati sugli stessi campi in cui lâillustre agronomo ha fatto le proprie sperimentazioni.

La ricerca è stata avviata dal Centro Vitivinicolo della Provincia di Brescia circa 20 anni fa, selezionando biotipi di uve Marzemino della provincia di Brescia e del Montenetto. Lâobiettivo dellâanalisi era quello di riscoprire e recuperare le varietà antiche. Dalle molteplici selezioni realizzate, si è scelto quel Marzemino che, seguendo le indicazioni e descrizioni del Gallo, dovevano essere riconducile alla zona.
Un lungo lavoro per poter rifare i vini dellâepoca di Agostino Gallo. Da questo studio agronomico, si è poi inserita unâanalisi enologica storica, cercando di ricostruire una piccola vendemmia in originale, per poi procedere allâapplicazione delle varie tecniche di vinificazione applicate nel passato.
Ciò in considerazione del fatto che la valorizzazione di un vitigno autoctono va sviluppato anche nella vinificazione tradizionale. Si considera, infatti, troppo banale realizzare una vinificazione moderna che stravolge le caratteristiche dellâuva e conseguentemente anche del vino. In passato, infatti, il trattamento delle uve era completamente diverso, andando a generare profumi e sapori differenti rispetto agli attuali.
I ricercatori dellâUniversità degli Studi di Brescia si sono occupati dello studio del contesto storico di questo progetto, approfondendo la complessità degli elementi. Particolare attenzione è stata dedicato, oltre allâanalisi sociale ed economica del periodo, anche alla riscoperta e ricostruzione delle attrezzature utilizzate allâepoca e delle tipologie di bottiglie impiegate.
Nel caso dei doni ai massimi esponenti del clero e dellâalta aristocrazia, si privilegiava una bottiglia in vetro nero soffiato a bocca, estremamente spesso e pensate, con etichetta in argento, finiture in cera lacca e ornamenti vari.
Il risultato, è la possibilità di poter degustare esattamente il vino della nobiltà rinascimentale, apprezzato dai Papi, dalle Dinastie Reali e dalle più importati famiglie del XVI secolo. âUn vino rosso, limpido, delicato e non dolce ma gradevolmente profumato, in una parola corteseâ.
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