Cultura

La coltivazione dell’olivo in Italia è più antica di quanto si pensi

La coltivazione dell’olivo in Italia è più antica di quanto si pensi

Resti archeologici in Calabria datano la diffusione dell’olivicoltura nel 21-18° secolo a.C., ben prima che l’Italia meridionale fosse colonizzata dai Greci

08 marzo 2023 | T N

Un'analisi antracologica è stata condotta dall’Università di Napoli nel sito archeologico di Punta di Zambrone, sulla costa tirrenica della Calabria, nell'Italia meridionale.

Lo scavo archeologico ha documentato nel sito depositi insediativi datati principalmente all'Età del Bronzo Antico (EBA, 21-18° secolo a.C.) e all'Età del Bronzo Recente (RBA, 13°-inizio 12° secolo a.C.).

La coltivazione dell’olivo in Italia è più antica di quanto si pensi

Nella fase del villaggio al’Età del Bronzo Antico, l'alta frequenza di Olea europaea nei depositi di carbone suggerisce che l'albero potrebbe essere stato coltivato favorendo la diffusione degli scarsi ulivi selvatici.

Il confronto con i dati archeobotanici esistenti indica che la coltivazione dell'olivo si diffuse in un'ampia porzione dell'Italia meridionale a partire dall'Età del Bronzo Antico e dalla prima età del Bronzo Medio (MBA, XVII-XV secolo a.C.), mettendo così in discussione l'ipotesi di una sua prima coltivazione legata all'interazione tra la Grecia micenea e le culture locali dell'Italia meridionale.

L'evento di domesticazione precoce a Punta di Zambrone supporta l'idea di molteplici eventi primari indipendenti di domesticazione dell'olivo in tutto il bacino del Mediterraneo.

Nella fase successiva dell'insediamento fortificato datato alla Recente Età del Bronzo, la frequenza del carbone di oliva diminuisce e l'espansione di una foresta più o meno densa dominata da Quercus è stata giudicata una conseguenza dello spopolamento umano che caratterizza la fine della Media Età del Bronzo e anche un diverso uso del suolo rispetto a qualche secolo prima.

Questo incremento forestale, registrato anche da altri proxy archeobotanici nella penisola italiana centrale e meridionale, risulta essere correlato alla diffusione nella Calabria meridionale della cultura subappenninica, diffusasi da aree più settentrionali dell'Italia e portatrice di diversi sistemi economici e conoscenze agronomiche. Questi cambiamenti di vasta portata sembrano aver interrotto la prima manifestazione di coltivazione dell'olivo registrata a Punta di Zambrone.

Potrebbero interessarti

Cultura

Le Olearie Papali: quando le Terme di Diocleziano custodivano olio (e grano)

La storia economica e amministrativa di Roma passa per l’olio, che ancora una volta dimostra di essere fondamentale per l’uomo: per conservarlo, si crearono dei depositi nelle Terme di Diocleziano, ancora esistenti

04 maggio 2026 | 15:00 | Giosetta Ciuffa

Cultura

Dalla più grande riserva d’acqua dolce del mondo alla foresta equatoriale: l’artista paraguayana Ingrid Seall con Manar

Cellulosa, carta, ferro, manioca, argilla, cera d'api e residui organici per un'opera verticale nel sottobosco del Padiglione della Repubblica della Guinea Equatoriale alla Biennale di Venezia

01 maggio 2026 | 18:00

Cultura

Il Natale di Roma riscoprendo gli oliveti nel mezzo della Capitale

Non serve ricordare che al Foro Boario si trova il tempio del commerciante in olio (oleario) Marcus Octavius Herrenus che lo eresse in onore di Ercole per garantirsene il favore, l’Ercole Olivario. Il patrimonio olivicolo di Roma da scoprire

21 aprile 2026 | 14:00 | Giosetta Ciuffa

Cultura

Le origini della coltivazione dell’olivo: dal Calcolitico ai giorni nostri

Uno degli aspetti più problematici nello studio delle origini dell’olivicoltura riguarda proprio l’impossibilità di distinguere con certezza tra olivo selvatico e coltivato attraverso le evidenze botaniche

20 aprile 2026 | 13:00

Cultura

Dentro c’è l’Italia

L’arte del vino italiano diventa spettacolo alla vigilia dell’apertura del 58° Vinitaly. In scena oltre cento artisti che celebrano l'identità culturale italiana attraverso una grandiosa festa scenica dove uno spettacolo multisensoriale fatto di teatro, danza e musica sono fusi in un’unica voce

10 aprile 2026 | 18:00

Cultura

Un relitto romano nel lago di Neuchâtel riaccende la storia delle rotte commerciali dell’olio d'oliva

Il carico affondato probabilmente destinato a rifornire una legione romana di stanza a Vindonissa, l’attuale Windisch. Recuperati due grandi frammenti di anfore romane, contenitori comunemente impiegati per il trasporto di derrate come olio d’oliva

09 aprile 2026 | 09:00